In vista dell’importante match che chiuderà il girone di andata tra Messina e Taranto abbiamo ascoltato Manuel Mancini, doppio ex della gara e protagonista della promozione dalla C2 alla C1 con quel Taranto allenato da mister Papagni.
Campionato equilibrato: “Quello di quest’anno è un torneo che vede la supremazia del Catanzaro e la forza di Crotone e Pescara, è sicuramente un campionato equilibrato, con le altre squadre che dalla quarta posizione in poi se la giocano per i rispettivi obiettivi. Rispetto a qualche anno fa il calcio è cambiato, ci sono i giovani che devono essere schierati per forza. Io non sono d’accordo, ai miei tempi si giocava solo se si meritava di giocare.”
Taranto: “I rossoblu sono partiti male con mister Di Costanzo ma comunque va detto che si trattava di una squadra nuova e giovane. Poi è arrivato mister Capuano, un allenatore che conosco per averlo affrontato diverse volte. Si tratta di un tecnico competente che conosce la categoria e i calciatori. Come direttore sportivo c’è Luca Evangelisti, colui che mi portò a Taranto e che ha portato in riva allo Ionio tanti giocatori giovani e forti. Credo che cono questa coppia il Taranto possa stare tranquillo, se i giocatori seguiranno gli allenatori i risultati arriveranno.”
Obiettivi: “Penso che il primo obiettivo del Taranto debba essere la salvezza. Raggiunto questa, si potrà pensare a qualcosa di più. La società al momento sta rispettando i programmi.”
Messina-Taranto: “Domenica sarà una sfida complicata soprattutto per i peloritani che sono ultimi in classifica e devono vincere se non vogliono perdere il treno della salvezza. Si giocherà su un campo difficile e sarà una battaglia per entrambe. Sono affezionato sia al Taranto che al Messina, per cui dico che finirà in pareggio.”
Amarcord: “Sono stato bene sia a Messina che a Taranto ma ovviamente a Taranto sono stato tre anni con un gruppo fantastico, composto da giocatori molto forti e un legame particolare con mister Papagni che sento ancora oggi. Non ho siglato moltissimi gol con la maglia del Taranto, ero più un giocatore da ultimo passaggio, però ricordo che avevamo una squadra fortissima con gente come De Florio, Ambrosi, De Liguori, Pastore, Caccavale ed altri. Eravamo un gruppo di titolari, chiunque giocasse dava il massimo; fuori dal campo eravamo un gruppo unito.”
Taranto-Rende: “Il ricordo più nitido che ho e che mi è rimasto con immutato affetto è quello che riguarda la finale play-off contro il Rende, giocata in uno Iacovone strapieno e sotto una pioggia battente. A cinque minuti dalla fine ebbi un problema muscolare, uscii dal campo per un massaggio; rientrando sentii un boato di gente che mi acclamava a partire dalla tribuna passando per la curva e la gradinata. Rientrai in campo carico al massimo e feci una giocata per De Liguori che poi segnò il gol partita e promozione; quel giorno fu una emozione indescrivibile, i tifosi del Taranto sono unici, li porto sempre nel mio cuore. Auguro al Taranto e alla città di raggiungere obiettivi prestigiosi, la gente di Taranto lo merita.”
Andrea Loiacono














