RASSEGNA STAMPA DEL 17 GENNAIO 2023 – TARANTO BUONA SERA
di Alessandra Carpino
A piccoli passi. Il Taranto rinvia l’appuntamento con la prima vittoria del nuovo anno solare e del girone di ritorno e, dopo l’amara battuta d’arresto al cospetto della capolista Catanzaro, impatta in un pareggio a reti inviolate fra le mura amiche dello stadio “Iacovone” contro la Turris, successivo all’identico risultato ottenuto nel confronto col Monopoli antecedente alla pausa per le festività natalizie. In occasione dell’esordio in terra ionica del calendario agonistico di gennaio, le sorprese elargite dai neo tesserati sono naturalmente congelate fra panchina e scampoli di apparizioni: Ezio Capuano opta solo per il debutto dal primo minuto per Rossetti in attacco, al fianco di Tommasini, ma amministra gli innesti degli altri esponenti della batteria offensiva nel corso della ripresa del match, puntando soprattutto sull’eclettico Bifulco per ricercare un’intuizione in più sotto porta, insistendo con Semprini con la squadra in inferiorità numerica per l’espulsione di Tommasini al 22’ (azione ruvida a centrocampo ai danni di Maldonado, ferito alla testa), osando con la trazione anteriore nell’epilogo dilatato dai sette minuti di recupero, con la fiducia accordata al giovane La Monica, “tradita” dal centravanti stabiese che si divora il sigillo del vantaggio raccogliendo un cross dalla bandierina e colpendo di testa fuori misura all’altezza della trasversale. Una partita dicotomica per l’interpretazione tattica distribuita in entrambe le porzioni di gioco: impostazione lucida e propositiva, approccio deciso, rapidità fra le linee e fase di possesso palla costante ed interessante nella prima parte della gara; idee e strategie condizionate dagli intervalli episodici insiti nella ripresa, incastonate fra una certa intraprendenza iniziale della Turris, la metamorfosi nella composizione del centrocampo rossoblu che precede il citato allontanamento dal rettangolo verde di Tommasini, la parità numerica ristabilita in campo dal cartellino rosso sventolato sul volto di Frascatore (reo di un contrasto nervoso ai danni di Manetta subentrato in difesa alla mezz’ora). Il Taranto non ha rallentato nel secondo tempo, ma è stato fagocitato dalle circostanze e da una frenesia che ha vanificato l’ispirazione incredibile di Ferrara sulla corsia sinistra, avvezzo all’incursione, alla sovrapposizione (bene con Mazza, anche con Labriola nella prima frazione, poi dirottato nel ruolo di playmaker) e, naturalmente, nell’offerta al cross. Letture indovinate per quel che concerne l’asse mediana: Provenzano è stato protagonista assoluto in formazione titolare, preoccupando con i suoi inserimenti dal limite e con le relative, coraggiose quanto insidiose, conclusioni al volo che avrebbero meritato maggior fortuna (dopo quattro giri di lancette, a chiosa di una combinazione precisa; al 14’ accorrente sull’esecuzione d’angolo affidata a Mastromonaco). L’ex etneo ha coniugato pragmatismo e qualità, una visione ed una gestione delle geometrie essenziali, ben collaudate dall’apporto di Antonio Romano ubicato come interno destro, instancabile nelle proiezioni avanzate e nel presidio territoriale. “Nel primo tempo ho visto un grande Taranto sotto il profilo dell’intensità, dell’approccio, dell’elaborazione- ha commentato Capuano nel post gara- L’espulsione di Tommasini a mezz’ora dal termine mi ha costretto a ricomporre l’assetto della squadra, a spostare e variare: la partita è andata scemando, però penso che la Turris non abbia mai effettuato un tiro in porta, nonostante io la consideri una buona squadra”. “L’arbitro non aveva sanzionato inizialmente Tommasini col secondo cartellino giallo, poi Maldonado si è abbassato ed ha notato il taglio sulla testa- ha spiegato l’allenatore ionico- Vorrei rivedere l’azione dubbia in area corallina su Ferrara”. Catechizza calma e realismo circa l’obiettivo prioritario della salvaguardia della categoria, mister Capuano: le sensazioni sono però rassicuranti, non c’è traccia di panico, il Taranto è invocato a mutuare le caratteristiche dei giocatori appena arruolati in un rinnovamento intrigante del quale permeare le esibizioni del secondo atto del campionato stesso. “ I ragazzi che sono arrivati da poco hanno bisogno di tempo: secondo me hanno operato bene, come tutta la squadra. Certo, c’è chi ha fatto meno bene e chi ha fatto meglio, però credo che il mio Taranto sia stato sempre equilibrato, non ha mai concesso nulla, ha attaccato sempre con razionalità senza mai scomporsi- ha commentato il trainer- Onestamente sono un po’ insoddisfatto perché abbiamo disputato un grossissimo primo tempo ed avremmo sicuramente continuato se l’arbitro non avesse mandato fuori Tommasini: là devi rivisitare tutto ed è normale che perdi delle certezze. Eppure non abbiamo mai rischiato nemmeno coi cambi. Penso di conoscere da anni questo mestiere, il girone di ritorno è tutt’altro campionato: sappiamo che per salvarci sarà dura ma siamo sulla buona strada”. “Qualche giocatore mi ha fatto incazzare per l’egoismo- ha bacchettato-Avevamo preparato la partita per aggredire quando i campani giravano palla, abbiamo recuperato tanti palloni, ci siamo allargati bene sugli esterni, abbiamo espresso molte nozioni. Abbiamo sbagliato delle scelte illimitate, non solo nell’ultimo passaggio”. “Abbiamo avuto un’occasione clamorosa con La Monica sul finire della gara, in precedenza Tommasini non deve girarsi e calciare in porta perché eravamo tre contro zero sulla linea- ha puntualizzato- Abbiamo agito bene sui piazzati in una prima frazione di gioco in cui ho ammirato il Taranto aggressivo e corto. Poi la partita è diventata sporca, priva di qualità e distribuzione. E’ subentrato Semprini anche rischiando, fortuna che è stata compensata la regolarità numerica con il rosso diretto a Frascatore: ho allargato Bifulco, sistemando Mastromonaco in mezzo. Ho inserito una punta di fisico per preservare qualche palla perché eravamo in difficoltà. Ci siamo proposti 3-4-2 nel momento in cui c’è stata l’espulsione avversaria, quindi siamo saliti di nuovo ed in campo ci siamo stati solo noi”. In occasione della partita con la Turris, non è stato convocato Michele Guida: il fantasista partenopeo ha salutato Taranto ieri direttamente dal suo profilo social, ma si attendono l’ufficialità della modalità della cessione ed il nome della nuova destinazione.














