di Fabrizio Di Leo
La 26^ giornata di campionato, è stata interlocutoria, sia per la lotta al vertice, per la griglia play off e per evitare la lotteria play out. Il Catanzaro, al Ceravolo, contrariamente alle altre occasioni, impiegava quasi mezz’ora, per battere la resistenza di un’Andria, sempre alle prese con la scarsa vena prolifica tale da non permettergli di cercare l’inversione del corso di un match che vedeva i giallorossi dilagare. Il punteggio finale sanciva, se mai ce ne fosse stato bisogno, la netta superiorità della formazione di Vivarini, rispetto al parterre delle altre candidate alla lotta al salto di categoria. Il Crotone, l’immediato inseguitore dei calabresi, crollava, inspiegabilmente, al Partenio e diceva, praticamente, addio ai sogni di gloria di raggiungere la capolista Catanzaro. Alle spalle dei pitagorici, il Pescara, dei tanti rimpianti, allo scopo di riscattare il deludente pareggio esterno con il Monterosi, travolgeva all’Adriatico, il Potenza di Raffaele, apparso in difficoltà, tanto nel gioco che nell’atteggiamento del reparto difensivo, tagliato a fette, come lame nel burro. L’enigmatica Gelbison, dopo aver fermato il Cerignola, sul proprio campo, recandosi allo Zaccheria di Foggia, nonostante i pronostici avversi, con un atteggiamento diverso da quello previsto e preventivato dai satanelli, chiudeva bene la formazione dauna, tanto da sfruttare un’occasione che portandola in vantaggio, dava l’impressione di poter compiere il blitz di giornata. La lunga rincorsa dei foggiani, premiata nel finale, impediva di veder interrompere la rincorsa al terzo posto, ora, comunque distante sette punti ed occupata dal Pescara. A ridosso dei foggiani, prepotentemente si proponeva il Cerignola che, nella seconda trasferta consecutiva, espugnava il campo del Messina delle meraviglie (dell’ultimo mese), interrompendo la rincorsa dei giallorossi, verso le migliori posizioni in zona play out. All’inseguimento del Foggia, la domenica, riproponeva il Picerno che, in sordina, batteva la Juve Stabia, al secondo doloroso stop consecutivo, nonostante il cambio del tecnico (Pochesci al posto di Colucci), scavalcandola in classifica ed ancora alla ricerca di un nuova identità. Note dolenti, per una delle pugliesi tra le più deludenti dell’attuale stagione calcistica. Il Monopoli di Pancaro, impegnato al Rocchi di Viterbo, contro la Viterbese, formazione che chiudeva la classifica del girone C, non riusciva a conquistare punti, anzi subiva una sconfitta, all’inglese, mortificante, che poneva tanti interrogativi sulle motivazioni di una prova, l’ennesima, al di sotto delle aspettative. La Virtus Francavilla, formato casalingo, non tradiva le aspettative, superando agevolmente un Giugliano, nettamente irriconoscibile, rispetto alle precedenti esibizioni, soprattutto esterne, con un crollo, inspiegabile, tale da lasciare tanti dubbi di questo improvviso black out, avuto sul campo degli Imperiali. La nota lieta domenicale era il ritorno del Taranto alla vittoria (ultima a Messina, nel dicembre scorso), soprattutto la prima vittoria del 2023, al termine di un incontro che stava terminando con l’ennesimo nulla di fatto, poi, a pochi minuti dal gong finale, era il neo rossoblù, tarantino verace, Boccadamo a trovare lo shut che, perforando la porta pontina, decretava la vittoria, con tre punti fondamentali per allontanarsi, ulteriormente, dalla quint’ultima posizione, ora distante sei punti (Monterosi). Proprio a Torre dl Greco era previsto lo scontro diretto tra la quart’ultima, in zona play out, la Turris, e la quant’ultima, il Monterosi, in un match in cui i punti valevano tantissimo. Con pazienza, attenzione, sagacia, i padroni di casa attendevano il momento giusto e, con una doppietta, superavano i laziali facendo un passo decisivo, d’avvicinamento, al Monterosi, ora distante solo un punto e a quattro dalla zona “franca” (sinonimo di permanenza in terza serie) senza passare dalla lotteria play out.
CATANZARO – FIDELIS ANDRIA: il Catanzaro sbrigava la pratica Fidelis Andria letteralmente schiantando l’avversario biancazzurro al “Ceravolo” e proseguendo, tra gli applausi di quasi ottomila spettatori, la marcia trionfale in testa alla classifica. Il turnover annunciato alla vigilia da Vivarini toccava le corsie esterne e l’attacco: a destra era Brignola ad essere preferito a Situm mentre in offensiva Curcio vinceva il ballottaggio con Biasci e partiva dal primo minuto. Sponda Fidelis era Ekuban la sorpresa di partenza – Pastorini andava in panca – per la mediana Trocini sceglieva Delvino ed era Candellori a lasciargli il posto. Il copione della gara si faceva chiaro già nei minuti iniziali con il Catanzaro proiettato in avanti e gli ospiti a fare muro con quasi dieci unità dietro la linea della palla. Al sedicesimo un calcio di punizione dalla sinistra di Vandeputte strappava applausi dalle gradinate – la traiettoria, a giro, si spegneva a pochi centimetri dal sette – poi ci pensava Iemmello a procurare un sussulto con l’anticipo furbo su Polverino – il suo tiro da posizione decentrata però sbatteva sul palo ed usciva. La rete del vantaggio i giallorossi la segnavano al ventisettesimo, sugli sviluppi di un corner: Scognamillo faceva per toccarla ma la palla passava veloce incontrando una deviazione della difesa che da sola bastava ad ingannare Polverino. L’uno a zero era una manna per gli uomini di Vivarini perché obbligava la Fidelis ad uscire dal guscio e a non lasciare al solo Ekuban l’onere della ripartenza: quando questo avveniva i giallorossi affondavano ancora ma mancava precisione al pallonetto di Iemmello che saltato il portiere si spegneva a lato. L’unico pericolo per Fulignati arrivava nel recupero con una traiettoria insidiosa da calcio d’angolo che attraversava tutta l’area piccola senza trovare deviazione. Serviva chiuderla alle aquile e per questo la ripresa si apriva a ritmi fin da subito più alti. Al quarantottesimo Salandria svirgolava in area: Pontisso si avventava sulla sfera e a botta sicura impegnava Polverino in tuffo. Cinque minuti dopo era con la manovra che i giallorossi provavano a sfondare: l’assist di Sounas per Iemmello era una delizia ma il bomber numero nove sprecava non inquadrando clamorosamente la porta. La Fidelis si affacciava dalle parti di Fulignati solo con un corner di Arrigoni deviato pericolosamente da Ekuban; per il resto era un assolo dei padroni di casa che prima arrembavano con Verna – alto il suo tiro al sessantesimo – e poi, ridisegnati – fuori Curcio e Brignola, dentro Situm e Biasci – vedono assegnarsi un rigore sacrosanto per la deviazione di mano di Ekuban in area su tiro di Pontisso: sul dischetto andava Iemmello il cui tiro questa volta era preciso e spiazzava Polverino per il raddoppio. Il due a zero valeva come la pietra tombale sulle speranze dei pugliesi di rientrare in gara: lo stesso Iemmello ad un quarto d’ora dalla fine colpiva di nuovo approfittando del velo di Sounas su assist di Vandeputte per battere il tris di destro sotto la “est”. Con il risultato ormai in ghiaccio Vivarini varava allora l’alternanza richiamando in panca Pontisso, Sounas e Brighenti per dare minuti a Cinelli, Fazio e Cianci. Proprio la punta barese chiudeva definitivamente i conti al quarantesimo rubando palla ad un disastroso Polverino ed insaccando con freddezza il poker.
AVELLINO – CROTONE: sconfitta pesante per il Crotone che probabilmente dice addio ai sogni di promozione diretta. Il Crotone paga una prestazione non brutta ma poco convinta, i rossoblù sempre bravi ad arrivare al limite dell’area avversaria ma poi per imprecisioni e spesso per errori di valutazione nelle scelte da fare, in più l’Avellino è apparso più deciso e cattivo. Il Crotone chiamato a vincere per non perdere ulteriore terreno sul Catanzaro, giunto a +11 dopo la vittoria di domenica contro la Fidelis Andria. Rastelli all’ultimo momento perdeva in un colpo solo Rizzo, Matera e Di Gaudio. Squadre schierate a specchio. Squadre che partono con ritmo ma senza affondare. Il primo tiro della partita era di Carraro che raccoglieva una respinta di Tito e tentava il tiro dalla grande distanza ma la sua conclusione terminava abbondantemente a lato. Al 14esimo brivido Avellino. Errore in disimpegno di Golemic che serviva Trotta, ingresso in area, saltato Crialese e destro che veniva respinto da Dini con i piedi in angolo. Al 17esimo i padroni di casa passavano in vantaggio. Mazzocco prendeva palla sulla trequarti si girava e faceva partire un sinistro dai 25 metri che non dava scampo a Dini, immobile nella circostanza. Crotone in svantaggio nonostante in pieno controllo della partita. In tre minuti i rossoblù costruivano due occasioni per pareggiare, la prima con Petriccione che al 19esimo prendeva palla appena entrato in area e tira, ma la conclusione fiacca si spegneva tra le mani di Pane. Tre minuti dopo Chiricò faceva tutto da solo, partendo da destra ed accentrandosi al limite dell’area prima di lasciar partire un sinistro che si perdeva di poco a lato alla destra di Pane. Al 27esimo altra occasione per il Crotone. Andava a vuoto Ricciardi e D’Ursi entrava in area da sinistra: il cross arrivava dall’altra parte per Petriccione che la rimetteva al centro per Cernigoi ma l’attaccante era oltre Pane e dunque in fuorigioco. Al 31esimo l’Avellino raddoppiava, la mattonella era la stessa del primo gol, sulla palla c’era D’Angelo che la metteva all’incrocio di destra e batteva nuovamente Dini. Crotone in bambola e Avellino che poteva chiudere la partita. Al 33esimo la difesa rossoblù si dimenticava di Kanoute che si presentava solo davanti a Dini, il portiere rossoblù scivolava ma era bravo a rialzarsi subito e a bloccare la conclusione a colpo sicuro del 7 biancoverde. Crotone in totale stato di confusione e incapace di rimettere sui binari la partita. Il signor Centi assegnava due minuti di recupero in cui non succedeva praticamente nulla. Mister Lerda faceva un doppio cambio: dentro Tribuzzi e Kargbo al posto di Carraro e D’Ursi. Crotone a trazione anteriore che partiva fortissimo battendo due calci d’angolo e due punizioni nei primi tre minuti. Al 56esimo Petriccione ci provava da fuori d’area ma la palla andava a lato. Cambio di fronte, Papini sbagliava l’appoggio e liberava Trotta che partiva solo arrivava al limite dell’aria e provava il tiro all’angolino, ma Dini è pronto e blocca a terra con una mano. Al 63esimo Crialese prova il diagonale al volo, Tito ribatte a portiere battuto e salva la sua porta. Passavano due minuti e il Crotone andava di nuovo vicino al gol. Chiricò raccoglieva la palla a limite dell’area, si liberava del suo uomo e provava il tiro ma anche questa volta la palla accarezzava il palo. Lerda giocava la carta Gomez al posto di Crialese. Doppio attaccante per il Crotone, con Tribuzzi che si spostava a terzino destro con Papini che traslocava a sinistra. Al 70esimo l’Avellino segnava ancora e probabilmente chiudeva la partita con Marcello Trotta, nel classico gol dell’ex. Il Crotone si ributtava in avanti e dopo tre minuti conquistava un calcio di rigore per fallo di Trotta su Kargbo. Sul dischetto si presentava Gomez che segnava e accorciava le distanze. Rastelli capiva e si chiudeva inserendo Auriletto e Maisto e passando alla difesa a cinque. All’83esimo Tribuzzi crossava sul fondo, palla respinta che rimaneva in area, Petriccione arrivava e di testa batteva a colpo sicuro ma la palla indirizzata in porta sbatteva alla testa di Cernigoi e veniva respinta. Cambio di fronte e Dini si superava per fermare Gambale liberatosi benissimo al centro dell’area. Il signor Centi assegnava cinque minuti di recupero. Al quarto minuto di recupero scoppiava il parapiglia in campo a farne le spese Chiricò e Tito che finivano sul taccuino dell’arbitro con il terzino irpino costretto ad abbandonare il terreno di gioco per il secondo giallo. La partita terminava così, con l’Avellino che batteva il Crotone per tre a uno.
PESCARA – POTENZA: faceva un certo effetto vedere tanti spazi vuoti nel gelido Adriatico, temperature rigide con i tifosi rossoblu ospiti che provavano a riscaldare l’atmosfera. Ma in campo il Pescara era bollente e aveva lo spirito giusto soprattutto con un Rafia che con la categoria non c’entrava nulla. L’ex Juventus era l’uomo ovunque del Pescara e l’incubo del Potenza, giocava una quantità industriale di palloni e con la bacchetta magica li rendeva qualitativi per i compagni. Kraja e Gyabuaa permettevano con la loro sostanza il modulo iper offensivo e finalmente Colombo poteva sorridere. Il tecnico abruzzese varava il 4–2-3-1 che disegnava calcio, difesa esperta ma dalla mediana in su il più “anziano” era Rafia che è un classe ’99. Esordio per Merola con Delle Monache e Vergani a completare il reparto offensivo. Qualche attimo di studio all’inizio con Caturano che scaldava i guanti a Plizzari e poi era Pescara show. Il vantaggio arrivava al 17°: Rafia tra le linee era uno spettacolo e di esterno ripeteva l’assist fatto a Desogus a Viterbo. Vergani però era più preciso, attaccava la profondità e di destro fulminava Gasparini sul primo palo. Il Pescara era “on fire”: Delle Monache faceva partire l’azione più bella della partita, Kraja, Gyabyuaa e Merola la alimentavano, Vergani in corsa la provava a finalizzare. Traversa e palla sulla linea. Nessun problema, il raddoppio arrivava al 34′. Merola si andava a prendere la palla, chiedeva e otteneva il triangolo con Rafia e trovava subito il gol in maglia biancazzurra. Pescara soddisfatto? Neanche per idea ma questa volta la traversa cominciava a spazientire perché Vergani ha confezionato un assist per Kraja che a botta sicura trovava ancora il legno. Tutto qui? No, Merola mandava in porta Vergani che in corsa calciava a botta sicura. Gasparini salvava. Ora si poteva prendere un meritato tè caldo, per il Potenza Gyabuaa serviva un bicchiere di buon rosso abruzzese perché ubriacava gli avversari e regalava un assist perfetto per Delle Monache che firmava il tris. Ritmi indemoniati, Vergani inarrestabile e Rocchi spendeva un altro fallo. Troppi per Calzavara che sventolava il secondo giallo e il rosso. Dentro Lescano che su un lampo di Palmiero ritrovava il gol certificando la giornata perfetta. Nel finale c’era tempo per la doppietta di Merola.
FOGGIA – GELBISON: solo un pari tra Foggia e Gelbison che si dividono la posta in palio. Primi 10 minuti di studio tra le due squadre che combattevano soprattutto in mezzo al campo per provare ad impostare qualche sortita offensiva. La prima occasione era del Foggia e arrivava al 14′ sui piedi di Di Noia che con il sinistro provava un tiro a giro ma la palla terminava di molto al lato. Al 18′ Peralta provava a colpire al volo e sulla conclusione poco precisa si avventava sul pallone Di Noia che di testa mandava fuori. Un minuto più tardi ci provava anche Ogunseye che riceveva da Garattoni, ma il suo colpo di testa era debole ed era bloccato in tuffo da Anatrella. Salivano i giri del motore rossonero e la Gelbison lo percepiva, arretrando il baricentro. La squadra di Gallo provava a sfondare il muro dei campani con una serie di traversoni al centro dell’area, ma la squadra di De Sanzo si difendeva bene. Finiva con poche emozioni e dopo 4 minuti di recupero il primo tempo. La prima occasione della ripresa era della Gelbison che si affacciava dalle parti di Nobile al 47′ con De Sena che riceveva da posizione favorevole ma il suo sinistro si spegneva tra le braccia dell’estremo difensore rossonero. Atteggiamento più propositivo da parte degli ospiti nella ripresa. Fabio Gallo inseriva forze fresche per dare una scossa alla sua squadra: dentro Frigerio e Iacoponi al posto di Di Noia e Peralta. Al 58′ però passava in vantaggio la Gelbison con Tumminello che, in piena area di rigore, batteva Nobile. Foggia-Gelbison 0-1. Il Foggia provava a reagire ma non riusciva a trovare l’imbucata giusta. La squadra di De Sanzo, dopo aver trovato il vantaggio, si difendeva, chiudendo tutti gli spazi al Foggia. Al 77′ il Foggia trovava il pareggio con “bomber” Garattoni che riceveva da Bjarkason – subentrato a Schenetti – e da posizione defilata incrociava sul secondo palo, beffando Anatrella. Foggia-Gelbison 1-1.
ACR MESSINA – AUDACE CERIGNOLA: dopo 5 risultati utili consecutivi e 11 punti conquistati, si interrompe la striscia positiva del Messina. La formazione peloritana incappava in uno scivolone casalingo contro l’Audace Cerignola. Gara complicata dal forte vento che spirava sullo Stretto e che, complice le condizioni imperfette del terreno di gioco, rendeva arduo il palleggio di entrambe le squadre. Primo tempo senza grossi spunti. Come spesso accade in questi casi, era un calcio da fermo a sbloccare la gara: al 28′, sugli sviluppi di un corner, Zak Ruggiero anticipava tutti e batteva Fumagalli per il gol dello 0-1. Il Messina accusava il colpo e il Cerignola si faceva più aggressivo. Achik sulla fascia faceva il bello e il cattivo tempo, ma di veri pericoli, per entrambi i portieri, ce ne erano ben pochi. Nella ripresa mister Raciti lanciava nella mischia anche l’ex Reggina Antonino Ragusa, originario proprio di Messina, alla prima esperienza nella squadra della sua città. Un esordio amaro per l’esterno d’attacco che, ancora comprensibilmente alla ricerca della chimica migliore con i compagni, non riusciva a fare la differenza. La più grande occasione del Messina capitava a Curiale che al volo, dal centro dell’area, sfiorava il super gol. Nel recupero, con le squadre ormai lunghe e gli schemi saltati, Mallamo si faceva espellere nel tentativo di fermare una ripartenza dei pugliesi. Pochi secondi dopo finiva sotto la doccia anche Sainz Maza per un secondo giallo estratto per simulazione. Il Messina restava 18° a quota 22 punti, davanti il Turris che andava a +4 grazie al successo sul Monterosi Tuscia. La zona salvezza resta distante 7 punti, quelli che dividono la Gelbison dai peloritani.
AZ PICERNO – JUVE STABIA: reduce dalla sconfitta esterna contro il Monopoli, il Picerno ospitava le vespe. L’obiettivo dei gialloblù, riscattare l’amara sconfitta col Crotone e centrare la prima impresa dell’era Pochesci. Il tecnico, optando per il solito 4-3-3, confermava Barosi tra i pali. Altobelli sostituiva lo squalificato Caldore e faceva coppia con Cinaglia per difendere la porta, Mignanelli e Maggioni ricoprivano la trequarti. Lungo la mediana Ricci e Berardocco andavano a supporto di Scaccabarozzi. A Silipo il compito di ispirare le giocate di Pandolfi e D’Agostino nel tridente d’attacco. Iniziava bene il Picerno: Ceccarelli tentava di sorprendere Barosi da punizione, il tiro a giro finiva fuori. Poche azioni salienti nei primi venti minuti. Al 20’ Ceccarelli serviva Diop che di testa non inquadrava lo specchio della porta. Al 25’ arrivava una buona palla sui piedi di Ceccarelli, l’esterno rossoblù calciava con il sinistro, palla fuori di poco. Al 33’ De Cristofaro servito da Golfo, ci provava dalla distanza, respingeva in due tempi Barosi. Picerno ancora una volta pericoloso in zona d’attacco. Un minuto dopo miracolo di Barosi su Diop, servito da Ceccarelli, ma per il guardalinee era offside. Regnava l’equilibrio in campo. Rispondeva la Juve Stabia nel finale: al 44’ Scaccabarozzi ci provava da fuori su punizione, il pallone terminava sul fondo. Senza entità di recupero, l’arbitro fischiava la fine del primo tempo e mandava le squadre negli spogliatoi. Clamorosa occasione per i padroni di casa: Kouda calciava, poi arriva Golfo che spediva alto sopra la traversa. Al 21’ rispondeva Silipo, che calciava di destro, Garcia salvava la porta. Al 31’ i padroni di casa passavano in vantaggio: De Cristofaro in area colpiva indisturbato di testa e beffava Barosi: secondo gol stagionale per il centrocampista. Le vespe andavano vicine al pareggio: al 34’ colpo di testa di Zigoni, Novella salvava sulla linea. Si alzavano i ritmi di gioco, nonostante l’equilibrio. Il direttore di gara concedeva quattro minuti di recupero per le speranze dei gialloblù. Nulla da fare per la squadra di Pochesci: finiva qui l’incontro. I rossoblù riscattavano la sconfitta col Monopoli tra le mura di casa. Seconda sconfitta consecutiva per le vespe.
VITERBESE – MONOPOLI: dopo le quattro sconfitte consecutive, la formazione cara al presidente Romano agguanta tre punti preziosi per riprendere la strada con l’obiettivo play out ai danni di un Monopoli reduce da tre vittorie di fila ed ora in sesta posizione. Lopez lanciava dal primo minuto i neo acquisti Mastropietro e Jallow. Squalificato Megelaitis, Rizzi fermo per infortunio e sul verde del Rocchi tornava Mungo. Maritta e Jallow mettevano scompiglio nella difesa dei pugliesi e subito il pubblico si rendeva conto che la formazione aveva cambiato fisionomia e mentalità. Al 2’ palla filtrante di Mastropietro per Marotta che calciava fuori, disturbato al momento della battuta da un fallo che il direttore di gara riteneva non punibile. Al 13’ un sinistro dal limite di Jallow che si liberava del segugio di turno sparava in rete, Vettorel si distende e bloccava. Un minuto dopo tirocross di Devetak che stava per infilarsi sotto l’incrocio, ci metteva ancora i guantoni Vettorel. Sul corner, Marotta anticipava il proprio marcatore e andava vicino alla rete. Ottima Viterbese in questa fase iniziale del match ed i gialloblù la sbloccavano al 33’ con Daniel Semenzato che infilava sul secondo palo una punizione di sinistro tagliata di Mastropietro.Nel finale di tempo Jallow sfuggiva via al proprio avversario ma il suo pallonetto finiva di poco a lato. Viterbese avanti all’intervallo. Pronti via nella ripresa ed in una mischia il tiro di Devetak veniva toccato con un braccio da Viteritti. Per Scarpa di Collegno era rigore. Sul dischetto Marottas spiazzava Vettorel e faceva 2-0 per la Viterbese. Il primo intervento di Bisogno arrivava al 23’st sul tiro di Giannotti. Il Monopoli provava ad alzare la pressione nel tentativo di riaprire i giochi ma la difesa locale faceva buona guardia. Nel recupero esordio nei gialloblu per Cats ed Ingeneri. Al triplice fischio la Viterbese tornava a vincere, agganciava la Fidelis Andria e poteva finalmente mettersi alle spalle il periodo nero per cominciare un altro campionato con Lopez.
VIRTUS FRANCAVILLA – GIUGLIANO: pesante sconfitta in trasferta per il Giugliano di Raffaele Di Napoli, la Virtus Francavilla passeggia: poker biancazzurro che piega i Tigrotti, si ferma la striscia di risultati utili consecutivi per i campani. La partita si apriva con un tentativo di Felippe, il centrocampista ci provava dal limite dell’area ma non indirizzava verso il bersaglio. Replica Patierno dalla distanza, la conclusione si perdeva sul fondo. All’11’ l’episodio che sbloccava la gara. Cisco s’inseriva tra due calciatori e veniva steso da Gladestony in area: per il direttore di gara era calcio di rigore. Maiorino si incaricava della battuta del penalty e non sbagliava: Sassi intuiva senza riuscire a respingere. Reazione immediata dei Tigrotti con una botta dello stesso Gladestony che finiva alta rispetto allo specchio difeso da Avella. Al 19’ il centrocampista ci provava direttamente da calcio piazzato, la traiettoria era sporcata e il portiere neutralizzava. Al 21’ Sassi era prodigioso sul tentativo di Patierno, ben innescato da Di Marco. Chance per i biancazzurri anche al 25’ con Cisco e con un rasoterra di Murilo al 26’. Qualche secondo più tardi era la traversa a salvare Sassi, la giocata di Maiorino scheggiava la parte superiore della porta. Passata la mezz’ora, Gladestony non sfruttava il suggerimento di Oyewale e Poziello sfiorava il pareggio con un destro leggermente largo dal limite. Al 41’ Idda salvava la Virtus Francavilla sull’iniziativa di Di Dio, sul capovolgimento di fronte ripartenza micidiale con Cisco che serviva Maiorino: mancino chirurgico per il numero 7 che bucava il Giugliano per la seconda volta. Mister Di Napoli inseriva un profilo offensivo al posto di Oyewale, c’era spazio per La Monica al rientro in campo. Ma erano i pugliesi a calare il tris con Patierno che si avventava su una respinta del palo su destro di Murilo e depositava nel sacco a porta sguarnita. I gialloblù provavano a riaprire la contesa con Di Dio e Piovaccari, ma al 55’ altro rigore per la Virtus Francavilla: Sassi atterrava in area Patierno, dal dischetto si presentava l’attaccante che fissava il poker. Al 59’, su azione personale di Piovaccari, La Monica accorciava. I ragazzi di Calabro giocavano col cronometro, il team campano si affidava a qualche iniziativa dei singoli, come accadeva con Gladestony al 75’. A dieci dal termine, Sassi evitava la quinta marcatura alla compagine di casa: il subentrato Tchetchoua obbligava il portiere alla parata con i piedi. All’84’ colpo di testa alto di Zullo. La partita si chiudeva senza altri sussulti: 4-1 della Virtus Francavilla sul Giugliano al triplice fischio.
TARANTO – LATINA: il Taranto rompe il digiuno di gol che durava da sei partite e conquista tre punti pesantissimi. A decidere il match con il Latina (1-0) è la rete del tarantino Boccadamo. La prima mezz’ora non regalava nessuna emozione con le due squadre che si studiavano e stentavano ad osare. Da segnalare l’infortunio di Semprini tra le fila ioniche, al suo posto entrava al 32′ Tommasini. Al 38′ si facevano vedere i rossoblù: Labriola calciava su punizione, il cross si trasformava in un tiro bloccato da Tonti. La prima parte di contesa si chiudva così. Al 1’ del secondo tempo c’era una ingenuità difensiva del Latina: Tonti toccava la palla con le mani dopo un retropassaggio di un compagno, l’arbitro concedeva una punizione in area al Taranto: Crecco calciava ma lo stesso Tonti respingeva. Al 13’ i padroni di casa si facevano pericolosi: Crecco dalla sinistra la metteva al centro per il colpo di testa di Rossetti che finiva di poco alto. Alla mezz’ora il Latina andava vicino vicino al gol: Belloni dalla destra la metteva in mezzo per il destro di Ganz che si stampava sulla traversa. Il Taranto rispondeva e si portava in vantaggio: Mastromonaco dalla destra crossa, la sfera arrivava tra i piedi di Boccadamo che superava Tonti per l’uno a zero rossoblù. La gara terminava dopo sei minuti di recupero. Dopo 684 minuti (recuperi esclusi), gli ionici tornavano ad assaporare la gioia del gol, che, stavolta, valeva tre punti. Il Taranto settimana prossima sarà di scena in quel di Castellammare di Stabia.
TURRIS – MONTEROSI TUSCIA: la Turris di Gaetano Fontana tornava in campo dopo due sconfitte consecutive, la squadra napoletana era chiamata a far punti per tirarsi fuori da una situazione di classifica deficitaria. Allo Stadio Amerigo Liguori di Torre del Greco arrivava il Monterosi nello scontro diretto per la permanenza nella categoria. Il tecnico corallino rinunciava al minutaggio e si affidava agli esperti per provare a raccogliere un risultato utile. C’era Ruffo Luci in mezzo al campo, out Maldonado. Esordio interno per Rizzo, confermato Acquadro in mediana. Ok Giannone dall’inizio, si ricomponeva il tridente con Maniero e Leonetti. Subito avanti la compagine biancorossa con un cross tagliato di Giannone, poi la prima gioia di Ruffo Luci con la nuova casacca: il neo-arrivato sfruttava il filtrante di Giannone e infilava alle spalle di Forte. Al quarto d’ora doppia opportunità per gli ospiti: Perina era prodigioso su Carlini, toccava a Lipani spedire fuori con l’incornata su passaggio dalla sinistra. Al 26’ gli uomini di Menichini si rendevano pericolosi con Della Pietra che calciava di prima intenzione dall’interno dell’area, il pallone si spegneva a lato della porta. Il Monterosi ci provava ancora con una punizione di Parlati: Perina bloccava in due tempi. La Turris non riusciva ad uscire e al 39’ gli ospiti chiamavano in causa il portiere locale con un rasoterra velenoso di Parlati. All’intervallo resisteva il minimo vantaggio degli uomini di Fontana. Nel corso della ripresa, non cambiava lo spartito. Eppure, la chance più interessante era per i Corallini: missile di Leonetti dal limite e traversa piena a negare la gioia del raddoppio al 60’. Quattro giri di lancette più tardi, nel momento favorevole per la truppa di casa, Contessa calciava da lontano ma l’idea era da dimenticare. Al 71’ i biancorossi raddoppiavano: su un rasoterra di Zampa, sporcato da Leonetti, Maniero si faceva trovare pronto e correggeva in rete. Nella circostanza, espulso mister Menichini per eccessive proteste. Nelle battute conclusive, la Turris gestiva e metteva in ghiaccio la vittoria: da annotare due buone occasioni sciupate da Leonetti. Monterosi battuto al Liguori, il club di Torre del Greco ritrovava i tre punti in campionato.
Fabrizio Di Leo













