RASSEGNA STAMPA DEL 26 FEBBRAIO 2023 – GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
di Fabio Venere
Nuovo stadio «Iacovone», il prossimo 10 marzo si terrà la Conferenza di servizi. In quell’occasione, tutti gli enti autorizzati potranno (anzi dovranno) esprimere un parere sul progetto che, formalmente, è stato avanzato da una società con sede legale a Taranto (la Red Sport srl) ma che ha la sua mente e il suo braccio operativo a Milano nella «Esperia Investor» amministrata da Antonio Ferrara (manager peraltro di origini tarantine).
E stato, da quel che risulta alla Gazzetta, il Comune di Taranto ad avviare l’iter della Conferenza di servizi che, in base alla legge n. 241 del 1990, dovrà necessariamente concludersi entro i 45 giorni successivi alla prima riunione. Dunque, calendario alla mano, quest’organismo collegiale dovrà rilasciare un parere definitivo entro il 24 aprile. E dopo, cosa accadrà? Quale sarà il cronoprograma delle prossime fasi amministrative? Dopo, e quindi probabilmente entro maggio, l’Ammi nistrazione comunale indirà un bando di gara per selezionare il soggetto promotore del progetto di finanza che ha l’obiettivo di riqualificare, anzi di rivoluzionare, lo stadio comunale intitolare all’indimenticabile Erasmo lacovone. Per la legge, la società proponente ha in caso di parità di offerta il diritto di prelazione ovvero la può pareggiare in un determinato arco di tempo, ma il bando sarà (ovviamente) aperto a tutte le imprese interessate. Detto che, inevitabilmente e innega-bilmente, la «Red Sport» (e di fatto l’Esperia) partiranno in posizione di vantaggio rispetto ad altri eventuali competitor, bisogna ora cercare di capire quali potrebbero essere i tempi da rispettare. E da aspettare, evidentemente.
Dunque, riepilogando e andando per sin-tesi, ammesso che dalla Conferenza di servizi venga acceso il «semaforo verde» alla proposta di partenariato pubblico – privato, ragione-volmente, il nome dell’aggiudicatario del bando non potra conoscersi prima della prossima estate e, altrettanto probabilmente, il contratto tra il gestore dello stadio e il Comune di Taranto non verrebbe sottoscritto prima dell’autunno. In questo scenario, sempre salvo imprevisti, i lavori per il nuovo impianto sportivo potrebbero iniziare tra dicembre 2023 e gennaio 2024. E terminare così in un paio di anni, giusto qualche mese prima dell’inizio dei Giochi del Mediterraneo 2026. Il tutto, grazie ad un investimento complessivo di 46,8 milioni di euro. Di questi, 18 dovrebbero provenire dai fondi governativi messi a disposizione nell’ambito dell’organizzazione della manifestazione olimpica in programma a Taranto tra 3 anni e 4 mesi e gli ulteriori 30 (milioni) dalla società che ha proposto il progetto e che, l’altro ieri, ha confermato definitivamente la sua proposta inviando in Municipio le integrazioni ai documenti richiesti.
Rispetto al progetto originario, però, salta la realizzazione del cosiddetto business hotel.
Che non si farà più. Avrebbe dovuto sorgere a poche decine di metri dallo stadio e avrebbe dovuto essere alto 80 metri (una torre di 17 piani). Ma non si farà più. Il motivo? Nel piano elaborato dagli analisti non sarebbero state fornite garanzie sulla tenuta economica e sulla copertura finanziaria totale del progetto. E poi, inoltre, anche la questione parcheggi avrebbe fatto lievitare eccessivamente i costi.
Intanto, però, il progetto del nuovo «lacovone», quello con i negozi, quello da 16mila posti, quello aperto ogni giorno sino a tarda sera, riprende quota e ritorna sui binari am-ministrativi. Non resta che attendere, aquesto punto, cosa accadrà dal 10 marzo in poi.














