RASSEGNA STAMPA DEL 9 MARZO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
Matias Antonini. Dal Brasile all’Italia: il leader della retroguardia rossoblù si racconta tra presente e ambizioni legate al futuro Per lui una stagione da urlo: 29 presenze impreziosite da tre reti e un assist.
«È un momento un po’ difficile ma il Taranto si salverà»
Matias Antonini, è un Taranto dai due volti: difesa pressoché impeccabile, attacco in difficoltà sul fronte realizzativo. In che modo si raggiunge un punto di equilibrio?
«Siamo consapevoli che non stiamo vivendo un grande momento nonostante la classifica stia continuando a sorriderci, ma lavoriamo duro quoti- dianamente con l’ambizione di sbloccarci. Nello spogliatoio c’è un po’ di rabbia, ma anche la consapevolezza che, con il sacrificio, riusciremo a venirne a capo, magari già a partire da domenica».
Si parla soltanto di salvezza, ma vi capita mai di lanciare uno sguardo verso l’alto?
«Noi vogliamo vincere e collezionare quanti più punti possibile da qui fino a fine stagione, una volta che l’obiettivo principale sarà raggiunto potremo pensare ad altro».
Qual è il suo rapporto con i suoi compagni di squadra?
«In carriera ne ho vissuti tanti, anche a livello giovanile, ma poche volte mi è capitato di trovare questa sinergia: siamo uno spogliatoio sano, propenso al lavoro e al sacrificio e anche i nuovi arrivati a gennaio si sono adattati nel migliore dei modi».
Spogliatoio guidato da mister Capuano: cosa ne pensa di lui?
«Il mister è una persona squisita, oltre che estremamente preparata: è facile da seguire perché sa trasmettere bene quelle che sono le sue idee. In più, cura molto ogni singolo dettaglio che spesso riesce a farci fare la differenza, anche nelle difficoltà».
Antonini, stagione semplicemente straordinaria la sua e vizio del gol che non guasta.
«La Serie C è un campionato importante e che richiede, in particolar modo, impegno fisico e mentale: bisogna sempre rimanere sul pezzo. Non credevo di fare così bene, anche se nulla è casuale: ho dato e sto continuando a dare tutto per arrivare ad alti livelli.L’anno scorso, a Ravenna, ho segnato cinque gol: mancano otto partite, posso sicuramente incrementare il mio attuale bottino di tre reti».
Tra l’altro esperienze importanti a livello giovanile: dal Cagliari all’Inter. Qualche aneddoto?
«Aneddoti ce ne sono stati tanti in entrambe le piazze: dico soltanto che queste due esperienze, seppur soltanto a livello giovanile, mi hanno formato a livello sia professionale che umano. In quegli anni ho avuto modo di confrontarmi con tanti calciatori oggi affermati che giocano in A e B. Anche se il legame più forte l’ho stretto con Senna Miangue, oggi tornato in Belgio, ma che qualche anno fa ha giocato sia con l’Inter che con il Cagliari».
Lei è assistito da Carnaghi e Paolillo, gli stessi procuratori che curano gli interessi di diversi giocatori arrivati in A dopo tanta gavetta, su tutti Gatti, partito dalla D e ora alla Juve. Le piacerebbe ripercorrere le stesse orme?
«I miei procuratori curano gli interessi di tanti calciatori importanti e, considerando il cammi- no di molti di loro, mi piacerebbe tantissimo essere all’altezza della situazione anche in futuro. Qualche anno fa ho deciso di ricominciare dalla Serie D per rilanciarmi: non mi pongo limiti e voglio arrivare il più in alto possibile».
Serie A che, per il tramite di alcune società, ha già messo gli occhi su di lei.
«Il calcio è fatto di step, il mio presente si chiama Taranto ed è una piazza nella quale sto più che bene: sono grato alla società per avermi dato questa grandissima opportunità in estate. Sicuramente sono ambizioso, ma ora come ora voglio concentrarmi solo sul finale di stagione: al momento opportuno, parlere- mo con la proprietà».
Antonini non è soltanto legato al mondo del calcio, ma anche nel sociale: lei è ambasciato- re della onlus Edu (Educazio- ne didattica umana).
«È un’esperienza fantastica della quale vado assolutamente fiero: essere ambasciatore Edu vuol dire aiutare il prossimo, aiutare la gente che è in difficoltà e che non ha le mie stesse fortune. In Brasile ho fatto, in passato, diverse do- nazioni e voglio continuare a farlo anche qui in Italia. Ripeto, ciò mi rende contento».
Le piacerebbe rimanere a Taranto anche nella prossima stagione?
«Ripeto, Taranto mi ha accolto benissimo ed è una città che vive di calcio. Ho ancora un altro anno di contratto e davanti a un progetto ambizioso finalizzato al raggiungimento di obiettivi di prestigio, mi farebbe estremamente piacere continuare con questi colori».
In vista di questo finale di stagione che si preannuncia infuocato, cosa si sente di promettere ai tifosi rossoblù?
«Dico loro che ce la metteremo tutta per portare a casa la salvezza e che da qui alle prossime otto partite daremo il massimo. Bisogna essere realisti: ci piacerebbe spingerci oltre, ma sappiamo benissimo che l’obiettivo principale è rimanere in Serie C. Tutto ciò che verrà, se verrà, lo affronteremo e valuteremo in seguito».














