di Francesca Raguso
In vista dello scontro diretto che vedrà sfidarsi Taranto e Avellino, abbiamo ascoltato l’ex di turno, il centrocampista napoletano, classe 1986, Antonio Zito.
Sabato si sfideranno Taranto e Avellino. Tu da doppio ex come vedi questa partita? Puoi farci un pronostico?
“Il Taranto è una squadra che bene o male sta dicendo la sua, mentre l’Avellino è in un momento non positivo.”
Se hai avuto modo di seguire un po’ il campionato, che idea ti sei fatto sul percorso che hanno fatto fino ad adesso entrambe le squadre?
“Sicuramente l’Avellino doveva fare molto, molto di più. Il Taranto credo che sia nella giusta posizione per il campionato che sta svolgendo, non credo che abbiano avuto altri obiettivi all’inizio.”
Tu sei arrivato a Taranto nel 2006, anno in cui la squadra era appena salita in serie C1. Che ricordi hai dei due anni passasti in riva allo Ionio?
“Ho dei ricordi bellissimi, perché da ragazzino a Taranto sono diventato un uomo, un giocatore importante. Poi ricordiamo che abbiamo disputato una finale e una semifinale per andare in serie B. Quindi ho ricordi veramente bellissimi, in uno stadio stracolmo di gente ogni domenica e sono felice.”
Nel 2014 arrivi ad Avellino e anche li rimani due anni. Come ti sei trovato e che ricordi hai?
“Anche ad Avellino sono stato più che bene, disputando una finale per andare in serie A. Non posso dire altro, oltre al fatto di essere stato più che bene.”
Cosa ti ricordi della partita dei play-off Avellino-Taranto?
“Di quella partita dei play-off credo che i ricordi li avete anche voi. Il mio gol diede una speranza all’ipotetica serie B, anche se al ritorno poi vinse l’Avellino.”
Che progetti ci sono per te?
“Sicuramente resterò nel mondo del calcio, per ora sto facendo il direttore tecnico a Nola, stiamo avendo buoni riscontri, buone soddisfazioni. Adesso ci vorrà un po’ di tempo per entrare ancora meglio in questo mondo, che diciamo che è totalmente diverso dall’essere giocatore.”













