di Fabrizio Di Leo
La 36^ giornata, terz’ultima della stagione regolare, ha emesso alcuni verdetti, quasi definitivi. Nella lotta ai play off è iniziata la volata finale tra le quattro formazioni impegnate alla conquista della terza piazza. Il Pescara di Zeman, forte della vittoria casalinga con il Francavilla, arrivava allo Iacovone per consolidare la posizione, tuttora mantenuta. Dieci minuti di fuoco, quelli necessari all’ 1 – 2 di Tommasini e Bifulco, certificavano la domenica assolutamente negativa degli abruzzesi che subivano il gran gioco dei rossoblù sbloccatisi, anche dal punto di vista mentale, e che dopo il primo tempo scintillante e spumeggiante, nella ripresa, pur in inferiorità numerica, era Bifulco, con la sua doppietta a confezionare il tris ionico, poi, al 90°, standing ovation per Capuano (trascinatore del pubblico) e per la squadra grazie ad una prova gagliarda, magistrale, certificato di una salvezza, anche se non pienamente matematica (visti i sei punti di distacco dalla quint’ultima posizione play out, ovvero dal Monterosi, prossimo avversario dei rossoblù), comunque certa per gli incroci della prossima giornata. La sconfitta degli abruzzesi di Zeman, ha rilanciato nello sprint al podio, il Foggia di Delio Rossi che macinava un Giugliano sempre più in difficoltà, anche se i cinque punti dal Monterosi quint’ultimo, pur non essendo una garanzia, visto il rallentamento nella coda della classifica, dovrebbe mettere al riparo, i partenopei, da ogni eventuale rischio. Il Cerignola, sempre a ruota dei foggiani, compiva l’impresa della giornata espugnando lo Scida, contro un Crotone, letteralmente distratto dal pensiero dei play off ed incapace, una volta un svantaggio di recuperare un risultato di prestigio ed utile per gli ofantini. Il Picerno, reduce dal deludente pari di Viterbo (con il Monterosi), pur nelle intenzioni di non perdere terreno dal Pescara, compiva un altro mezzo passo falso, non riuscendo a superare il Messina, impegnato nella zona play out ed intento a portare a casa almeno un punto. I siciliani ci riuscivano, ma i melandrini vedevano allontanarsi gli abruzzesi e venivano scavalcati dai foggiani, intravedendo la loro rincorsa, abbastanza complicata. Il Monopoli, con una tattica, d’attesa da un lato, e con belle ripartenze, dall’altro, espugnava il Viviani, vincendo il match, scontro diretto nella zona play off, staccando il gruppo intento per la conquista degli altri posti nella griglia della lotteria post season. Il Latina, alle spalle degli adriatici, compiva uno scatto deciso, superando una Gelbison, sempre più in crisi d’identità, in quest’ultimo mese, tanto da essere scivolata al di fuori della zona play off, ma sempre al momento a cinque punti dalla linea rossa di dermarcazione con la zona play out. Pesante sconfitta quella subita dalla Virtus Francavilla di Calabro che, seppur al cospetto di un avversario nettamente di categoria superiore come il Catanzaro, dopo essere stata in doppio svantaggio, recuperava il risultato, sul 2 a 2, per poi crollare nell’ultimo strep finale ed essere, al momento, a rischio dall’uscita zona play off. La Juve Stabia di Novellino, intanto, non riusciva ad aver la meglio sul fanalino di coda, Andria che, con una prova convincente, riusciva a portare a casa un punto, con qualche rimpianto, visto il vantaggio ospite maturato, ma recuperato, con un’azione travolgente. Un pareggio amaro, per i pugliesi, vista anche la sconfitta casalinga della Viterbese che non modificava la posizione di ultima della classifica, anzi si allungava il distacco dalla terz’ultima, la Gelbison, ora avanti di sei punti, a due turni dal termine dell’annata. Anche l’Avellino, al cospetto di una Turris enigmatica, nelle ultime esibizioni, cedeva, inaspettatamente, ai corallini, perdendo contatto con le competitors per la griglia play off, ora distante due punti, ma sempre con un occhio al calendario, sempre infido e con avversari impegnati nella lotta alla permanenza. Il derby di Viterbo, tra i padroni di casa ed il Monterosi, per l’esito finale, suonava come una condanna alla retrocessione per la Viterbese, ora agganciata anche dalla Fidelis Andria e con la prospettiva, concreta, di rimanere ancorato al penultimo ultimo posto (per difrrenza reti megli scontri diretti con i federiciani), dando un’occhiata al calendario delle ultime due giornata da affrontare con avversari, almeno sulla carta, quasi impossibili da superare (Turris, in trasferta e Virtus Francavilla, in casa, nella chiusura stagionale).
VIRTUS FRANCAVILLA – CATANZARO: il Catanzaro non era stanco di vincere e di superare primati. Sul campo di Francavilla Fontana arrivava una nuova vittoria di un campionato già stradominato, nonostante fosse ancora più rimaneggiato del previsto. In panchina anche Fulignati e Iemmello. Out Brighenti, Martinelli, Vandeputte Vivarini si affidava sulla coppia d’attacco Cianci-Biasci e Sala alla prima presenza da titolare tra i pali. Ghion titolare mentre Verna osservava un turno di riposo. Calabro schierava l’altro ex Pierno e Cisco sulle fasce mentre a supporto del bomber Patierno c’erano Maiorino e Murilo. Avvio a ritmi blandi. Prima conclusione delle Aquile al minuto sette con Pontisso che mandava a lato su assist di Biasci. Le Aquile premevano di più ma concludevano poco, il Francavilla provava ad essere insidioso in ripartenza ma senza risultati apprezzabili almeno nel primo quarto di match. Al minuto ventidue una improbabile conclusione di Maiorino da lontano con Sala che neutralizzava senza difficoltà. Al 23esimo Curcio pescava Cianci che sbagliava da ottima posizione. Sul fronte opposto Risolo ci provava da lontano con Sala che neutralizzava con qualche affanno. Ma era il Catanzaro a fare la partita e al trentaquattresimo passava. Il gol di testa di Cianci su azione di calcio d’angolo. Il Francavilla sembrava tramortito e poco prima della fine del tempo arrivava il raddoppio giallorosso. Cross di Scognamillo per Biasci, pallone intercettato da Curcio che batteva a rete con sicurezza. Gara conclusa? Assolutamente no. Ad inizio ripresa Vivarini gettava nella mischia Katseris e Pietro Iemmello al posto di Brignola e Cianci, ma solo due giri di orologio la gara si riapriva grazie a un guizzo di Patierno servito da Cisco. Il bomber pugliese completava la rimonta dieci minuti dopo ancora su suggerimento dell’esterno. Stavolta sono i giallorossi ad accusare il colpo ma era solo una parentesi. Alcuni minuti di difficoltà poi le Aquile tornavano avanti. Gran palla di Rolando che serviva Curcio in area: controllo e tiro per l’ex Foggia che batteva Romagnoli. Le Aquile tornavano di fatto in controllo anche se il team di casa avrebbe anche il pallone del 3-3. C’era il tempo per il 2-4 che arrivava praticamente a tempo regolamentare scaduto. Indecisione di Murillo e Katseris bravo a servire ancora Curcio per l’ennesimo trionfo giallorosso.
CROTONE – AUDACE CERIGNOLA:interessante incrocio di alta classifica tra i padroni di casa rossoblù e l’Audace Cerignola, due formazioni già sicure del pass per i play-off e chiamate solo ad incrementare il proprio bottino di punti. 0-1 il punteggio finale tra l’undici allenato da Zauli e i gialloblu di Pazienza con una gara dai due volti e decisa solo in extremis in modo anche beffardo: se nella prima frazione si erano fatti preferire i pugliesi ma Chiricò aveva colpito un legno per i Pitagorini, la ripresa era di marca completamente calabrese tanto che il gol pareva nell’aria e pure Mogos colpiva di testa il secondo palo del pomeriggio. Poi la spinta propulsiva rossoblù si esauriva, cominciava la girandola dei cambi e l’intraprendenza ospite veniva a sorpresa premiata all’83’: D’Ausilio, entrato da pochi minuti, fulminava Branduani con un gran destro. 0-1 vantaggio Cerignola! Nel finale di gara non succedeva più nulla e così il Crotone tornava ad assaporare il gusto della sconfitta dopo nove gare mentre l’Audace Cerignola metteva la ciliegina su un campionato clamoroso conquistando momentaneamente il quarto posto in classifica.
TARANTO – PESCARA: la serie positiva del Pescara di Zeman si interrompeva con un vero e proprio schianto a Taranto. I biancazzurri si facevano male da soli già al 3’: Cancellotti lasciava scorrere un cross di Mastromonaco, convinto della presa di Sommariva, il portiere non intendeva e concedeva a Boccadamo tutto lo spazio per servire a Tommasini per la battuta a porta spalancata. 1-0. L’avvio shocking del Pescara si confermava al 10’: Provenzano batteva dalla bandierina, Bifulco incornava il 2-0. La reazione degli adriatici stentava e i pugliesi, prima dell’intervallo, rischiavano più volte il tris. A inizio ripresa l’espulsione di Mastromonaco (fallaccio su Delle Monache) lasciava sperare Zeman per un ribaltone, invece al 56’ arrivava il terzo goal rossoblù: contropiede tarantino concluso in area da Tommasini, Sommariva si opponeva alla botta ma Bifulco trovava la porta vuota per ribadire in rete. Impossibile recuperare, il Pescara usciva dallo Iacovone macchiandosi di una prestazione pessima e incommentabile, regalando una Pasqua amara ai tifosi biancazzurri.
FOGGIA – GIUGLIANO: Delio Rossi voleva un Foggia più padrone del campo ed era accontentato. I rossoneri si imponevano 3-0 sul Giugliano nella 36esima giornata del campionato di serie C e riaprivano clamorosamente i giochi per il terzo posto alla luce della sconfitta del Pescara che crollava a Taranto con identico risultato. Una vittoria meritata per gli uomini di Delio Rossi, al suo ritorno allo Zaccheria dopo 30 anni, ordinati in difesa e con una compattezza tra i reparti che faceva la differenza. Nel Foggia la novità era il rientro di Petermann a centrocampo; per il resto, confermata la difesa con Leo, Kontek e Rizzo, Garattoni e Costa esterni di centrocampo con Schenetti e Frigerio in mezzo e Iacoponi e Ogunseye coppia d’attacco. Sceglieva il 4-3-1-2 invece Di Napoli con Viscovo in porta, difesa formata da Rondinella, Zullo, C. Poziello e Oyewale; a centrocampo il terzetto era composto da Gladestony, Felippe e R. Poziello mentre in avanti Di Dio aveva il compito di ispirare le punte Salvemini e Sorrentino. Pronti via e il Foggia passava: Petermann al 7’ pescava Costa con un lancio al millimetro, il terzino rossonero apparecchia per Ogunseye che a porta vuota faceva 1-0. La risposta del Giugliano era immediata con Sorrentino che veniva dimenticato dai difensori rossoneri e costringeva Thiam a metterci una pezza. La gara era piacevole e si manteneva su buoni ritmi. Il Foggia faceva valere le sue proprietà di palleggio con cambi ‘di prima’ che consentivano di arrivare in porta facilmente come al 13’ quando Costa metteva Iacoponi davanti al portiere che però lo anticipava in uscita. Il Giugliano, però, era tutt’altro che domo e al 22’ metteva ancora paura al Foggia con Paulino che dalla distanza impegna Thiam. Poco dopo, i rossoneri si riaffacciavano dalle parti di Viscovo con Iacoponi che sbucava di testa su un cross di Garattoni, indirizzato a Ogunseye, ma metteva a lato da buona posizione. Gli inserimenti da dietro degli uomini di Rossi creavano apprensione alla difesa campana che al 29’ rischiava ancora su un’incursione di Costa che metteva di testa a lato. Non mancava il nervosismo, e Schenetti prima del riposo rimediava un giallo evitabile. Nell’intervallo c’era spazio per gli applausi per Andrea Scarpa, il pugile foggiano omaggiato dalle due curve per i recenti successi maturati. Poi si riprendeva a giocare, e Ogunseye aveva subito l’occasione per raddoppiare ma di testa mandava alto dopo un bel cross di Garattoni. Al 54’ il Giugliano aveva la grossa chance per pareggiare con Salvemini che era bravo a girarsi in area ma coglievaclamorosamente la traversa a Thiam battuto. Delio Rossi dava linfa all’attacco rossonero inserendo Peralta per un volenteroso Iacoponi. Doppio cambio invece nel Giugliano che sostituiva Rondinella con Iglio e Oyewale con Biasiol. La gara si manteneva su buoni ritmi e gli ospiti si riaffacciavano ancora dalle parti di Thiam al 61’ con Salvemini che veniva deviato da Kontek in corner al momento della conclusione. Il Foggia cercava di chiudere la gara giocando di rimessa e cercando gli inserimenti in area, e al 65’ Frigerio veniva abbattuto in area: era rigore, che Petermann trasformava per il 2-0. Il Giugliano accusava il colpo e al 67’ Di Dio perdeva la testa guadagnandosi il rosso per un fallaccio su Frigerio. Da quel momento il Foggia giocava in scioltezza. Al 72’ cercava il tris con Ogunseye che mancava di un soffio di testa lo specchio della porta, dopo una combinazione spettacolare tra Schenetti e Peralta, e un cross preciso di Costa. Di Napoli correva ai ripari: fuori Salvemini per La Monico, Pozziello per Eyango e Sorrentino per Piovaccari. Al 77’ Peralta lanciava Costa che trovava Frigerio al limite dell’area per il 3-0. Il numero 26 rossonero riceveva giustamente l’ovazione dello Zaccheria lasciando poco dopo il posto a Bjarkason, e applausi c’erano anche all’uscita di Petermann che faceva spazio a Odjer. Il Foggia giocava sul velluto e all’81’ Ogunseye si divorava il 4-0 in contropiede. Era l’ultima azione del nove rossonero che usciva dal campo per far spazio a Beretta. Unica nota stonata era Garattoni che si faceva cacciare prima del fischio finale. Finiva lo stesso in festa allo Zaccheria e il terzo posto era lì solo a un punto: per Delio Rossi non poteva esserci ritorno migliore.
AZ PICERNO – ACR MESSINA: il Messina si accontentava di un pareggio a reti inviolate sul campo del Picerno, maturato dopo due sconfitte di fila e senza gli indisponibile Ragusa e Kragl. Sotto una continua pioggia, inizio partita favorevole ai padroni di casa, che provavano in avanti con Albadoro, Diop e Ceccarelli. La conclusione da fuori area di Gallo, deviata da un difensore, terminava sull’esterno della rete. I giallorossi si difendevano con ordine, rischiando davvero poco, e si rendevano pericolosi al 36’, quando Balde scartava Albertazzi in uscita, ma non riusciva ad inquadrare lo specchio da posizione defilata. Prima dell’intervallo, prodigioso intervento di Fumagalli sul tiro di Ceccarelli dal limite. Poco emozione nella ripresa. Per un sussulto si doveva attendere la battuta di Fiorani (23’), di poco alta. La girandola dei cambi rendeva ancora più soporifera questa fase del match. Alla mezzora progressione di Balde, che conquistava un corner: sulla battuta Ferrara terminava a terra in area e chiedeva invano la concessione del rigore. Ci provava poi di testa Curiale, peccando della necessaria precisione. Al 43’ venivano espulsi Curiale e Setola per reciproche scorrettezze. Non accadeva più nulla nei restanti minuti di gioco. Il valore del punto guadagnato dal Messina in trasferta contro la quarta forza del torneo veniva ridotto dal concomitante successo della Turris ad Avellino, che rendeva più complicato lo sprint verso la salvezza diretta.
POTENZA – MONOPOLI: vinceva il Monopoli e lo faceva anche meritatamente a conclusione di una partita intensa giocata a ritmi altissimi sotto una pioggia fastidiosa ed un clima tipicamente invernale. Il Potenza pagava le tante assenze, ben cinque, ma anche l’atteggiamento sempre propositivo degli ospiti. Grazie a questi tre punti il Monopoli volava nei playoff mentre il Potenza rvaesta a metà strada, ma sempre in piena corsa per gli spareggi. La prima conclusione pericolosa era rossoblù con Talia che al 15’ faceva «esplodere» il destro controllato da Vettorel. Tre minuti più tardi era Cittadino dalla distanza a tentare la battuta senza inquadrare la porta. Il primo tentativo ospite su azione d’angolo al 26’ ma il colpo di testa di Rolando era debole ed era bloccato da Gasparini. Alla mezzora si faceva male Hadziosmanovic, costretto ad uscire, mister Raffaele inseriva Legittimo e cambiava assetto passando al 4-4-2. L’effetto sembrava positivo: al 32’ Caturano sfiorava la traversa con un tiro dai 20 metri, due minuti dopo era Volpe con un delizioso tiro a giro a esaltare Vettorel che toccava la sfera quel tanto che bastava per mandarla ad incocciare la traversa e poi in angolo. Ma al 38’ inatteso arrivava la rete ospite con Rolando abile a insaccare di «rapina» dopo una respinta di Gasparini su precedente conclusione di Manzari. Nella ripresa il Potenza trovava subito il pareggio. Al 5’. Volpe inventava sulla fascia destra, «saltava» Radicchio e serviva un pallone di platino a Caturano che non sbagliava. La partita si accendeva. il Potenza ci credvaeva e aumentava la pressione ma il Monopoli sprecava prima al 16’ con Giannotti e poi al 20’ con Pinto su calcio da fermo. Il ritmo cresceva la partita decollava e le squadre cercano la vittoria con grande continuità. Finale palpitante, il Potenza spingeva ci provava con Girasole e Caturano ma era il Monopoli a passare al secondo di recupoero con un gol di Gianotti.
LATINA – GELBISON: alla Gelbison non basta il cambio in panchina con l’arrivo di Galderisi e il trend negativo non muta ancora a secco di vittorie e di reti la trasferta di Latina finisce un’altra sconfitta 2-0 che lascia la situazione in alto mare. Il neo trainer dei rossoblu proponeva qualche novità con l’inedito 4-4-2 in fase difensiva e un 3-4-1-2 in fase d’attacco. Il Latina si schierava con il 3-5-2. L’inizio per i cilentani era incoraggiante con una conclusione di De Sena già nel primo minuto di gioco, che poi si ripeteva al 14’ con un calcio da fermo di poco alto. Un minuto più tardi toccava a Loreto mettere paura ai pontini con una bordata. I padroni di casa apparivano in sofferenza, che provavano a reagire con una conclusione di Furlan. Alla mezzora il solito ispirato De Sena, chiamava all’intervento il portiere Tonti. Al 42’ Graziani, andava vicino alla rete provvidenziale l’intervento di Cortinovis che salvava deviando in angolo. Solo nel primo minuto di recupero il Latina creava una buona occasione con Ganz, ma D’Agostino si opponeva al tiro del pontino. Il tempo si chiudeva senza reti. Nella ripresa nel Latina subito un doppio cambio operato dal tecnico Di Donato, in campo Calabrese e Fabrizi, e la scelta di quest’ultimo si rivelava azzeccata, tanto che dopo 6’ sbloccava il match, una azione personale veniva finalizzata con un destro potente che batte D’Agostino e regalava il vantaggio ai padroni di casa. Latina sulle ali dell’entusiasmo andava dopo poco vicino al raddoppio con Ganz il suo colpo di testa finiva di poco fuori. Dopo un’ora di gioco Galderisi, inseriva un altro attaccante con l’ingresso di Infantino, per Granata, ma la manovra stentava a decollare. Poi quasi alla mezzora Galderisi veniva espulso dopo una vibrata contestazione per un fallo su Tumminello non rilevato. Era il solito De Sena a rendersi pericoloso ma anche la sua conclusione dalla distanza trova pronto l’estremo pontino. In campo la Gelbison schierava tutti gli attaccanti con l’ingresso di Kyeremateng e Caccavallo alla ricerca del pari, ma invece arrivava il raddoppio del Latina con il neo entrato Peschetola, subentrato a Ganz. L’attaccante sfruttava al meglio una ripartenza e dopo aver superato D’Agostino firmava il raddoppio e condannava alla sconfitta la Gelbison che restava ferma a 36 punti in una situazione sempre molto delicata.
JUVE STABIA – FIDELIS ANDRIA: la Juve Stabia non andava oltre l’1-1 al Menti contro la Fidelis Andria che, da fanalino di coda, aveva riposto proprio nella sfida ai gialloblù di Novellino le residue speranze di restare agganciata alla zona play-out. Decisa, determinata, la squadra di Cudini alzava subito il baricentro alla ricerca del gol per scacciare gli spettri della retrocessione diretta. La Juve Stabia, dal canto suo, dopo la vittoria nel derby con l’Avellino di sette giorni faavellino ti riproponeva lo stesso undici con l’unica novità di D’Agostino, esterno alto al posto di Mignanelli, squalificato. Subito dalle parti di Barosi i pugliesi, con Costa Ferreira e Castellano che chiamavano in causa l’estremo campano. La compagine di Novellino, invece, si affacciava sotto la porta avversaria solo alla mezzora con Scaccabarozzi che alzava troppo la mira dopo lo scambio con D’Agostino, e soprattutto con Caldore che, di testa, sul corner del capitano, lasciato tutto solo, non centrava il bersaglio. Nella ripresa ancora Andria con l’acceleratore, Costa Ferreira scaricava su Djibril al limite, piroetta e tiro oltre il montante. All’11’ Bolsius saliva in cattedra: l’olandese partiva dalla sinistra, si accentrava, ma il tiro è ancora alto. Al 15’ passavano i pugliesi. Bolsius seminava il panico nella difesa stabiese, tocco a seguire per Costa Ferreira che angolava al punto giusto per trafiggere Barosi. La Juve Stabia non ci stava, Novellino cambiava assetto, passando al rombo a centrocampo e le due punte davanti, ed i gialloblù andavano vicinissimi al pari con Zigoni che, di testa, sul cross di Maggioni, si vedeva respingere da Vandelli sul palo con l’aiuto di Dalmazzi. Al 20’ arrivava il pari. Scaccabarozzi dalle retrovie per Silipo sul filo del fuorigioco, cross basso per Volpe che depositava in rete. Finale senza troppe emozioni che non soddisfaceva Novellino.
AVELLINO – TURRIS: prestazione scialba per la truppa di Rastelli che era sconfitta in casa per una rete a zero. Il derby era conquistato dalla Turris, che sin dalle battute iniziali metteva sotto torchio la squadra di casa, incapace di una reazione. Il primo tempo era a senso unico, solo una volta i lupi si mostravano pericolosi. Varie le occasioni, invece, per la Turris che colpiva anche un palo. Per i biancoverdi arrivava l’espulsione di Casarini per doppia ammonizione poco prima della pausa. Nella ripresa era ancora la Turris a dare le carte, almeno per una ventina di minuti. Al 60esimo, una delle poche chance per l’Avellino: ma era il palo a fermare la gioia di Marconi. Le squadre andavano poi avanti in maniera stanca, fino al minuto 88 quando era Contessa a sbloccare il risultato e a regalare la vittoria alla Turris. In avvio di gara, minuto di silenzio per l’ex portiere biancoverde Mimmo Cecere. Tributo anche dalla Curva Sud.
VITERBESE – MONTEROSI TUSCIA: il Monterosi faceva suo il derby della Tuscia, compiendo un passo fondamentale verso la salvezza. La Viterbese scivolava al penultimo posto in classifica e vedeva ridotte al lumicino le speranze di restare in Serie C. Al 12′ tiro dal limite dell’area di Carlini su servizio di Vitali che veniva neutralizzato da Bisogno. Il Monterosi faceva più possesso palla, mentre la Viterbese faticava a trovare sbocchi offensivi anche perché Marotta era troppo solo. Al 42′ Pavlev tratteneva Di Renzo in area di rigore e il signor Scarpa di Collegno concedeva la massima punizione al Monterosi. Sul dischetto si presentava Costantino che spediva il pallone alla destra di Bisogno spiazzando il portiere della Viterbese. Nell’intervallo Lopez effettuava alcuni cambi, ma anche nel secondo tempo era il Monterosi a controllare la partita. La Viterbese si faceva viva al 23′ con Polidori che tirava da buona posizione mandando il pallone vicino al palo. Dopo questa occasione la formazione di Lopez non riusciva più a creare nessun pericolo nonostante l’ingresso in campo di Rabiu e il Monterosi poteva festeggiare la vittoria













