di Francesca Raguso
Si è concluso il campionato di serie C, il Taranto, nell’ultima partita casalinga, davanti ad un pubblico di quasi 4000 persone, è riuscito a trovare soltanto un pareggio contro il Messina, perdendo così l’occasione di approdare ai play-off.l, soltanto per la classica avulsa. Al termine della gara è stato ascoltato il tecnico rossoblu, mister Capuano
Emozioni – A prescindere dal gatto nero che ha attraversato il campo, il calcio è fatto di emozioni. Ci sono delle emozioni negative che ti rimangono dentro e questa è una di quelle, una bellissima emozione che mi rimarrà sempre e mi auguro di allenare ancora per tanti anni. Poi ci sono quelle emozioni quando vinci, ma quelle passano. Io sono orgoglioso, fiero e onorato di aver allenato questi ragazzi. Prima della partita ho detto che noi dovevamo tornare negli spogliatoi a testa alta, senza nessun rammarico, pensando di aver dato tutto, cercando di portarci un sogno a casa. A fine partita lo spogliatoio era affranto, non perché c’era un rammarico, se fai una prestazione del genere c’è poco da dire e poco da fare. Questa squadra è vittoriosa, questa squadra ha vinto, ha stravinto, a prescindere da un gol per cui non siamo entrati nei play-off. È una squadra che ha dato il meglio di se stessa su tutti i campi, onorando sempre la maglia. Io avevo fatto delle promesse, che avremmo lottato su ogni palla fino alla fine, onorando il campionato. Avevo detto all’inizio che non sapevo se fossimo riusciti a tenere la categoria ma i miei ragazzi avrebbero sempre sudato la maglia. Siamo stati anche criticati al limite dell’indecenza, si fa gol, non si fa gol, noi nelle ultime partite abbiamo creato l’inverosimile, non solo oggi. Oggi è stata l’apoteosi delle occasioni È stata una partita preparata benissimo, giocata bene.
Stato d’animo – Sicuramente in questo momento non sono felice, ma non sono felice per la gente, perché ad un certo punto eravamo nei play-off, eravamo tutti li a dire ce l’abbiamo fatta, però adesso che è passato un po’ di tempo io dico che abbiamo vinto, stravinto. A noi non ci ha regalato niente nessuno, tutto quello che abbiamo fatto l’abbiamo fatto col sudore, con i sacrifici. Questa squadra è andata oltre il limite di ogni situazione. Dico grazie però io ho vinto. Volevo il Taranto, mi sono preso una situazione particolare e penso oggi di aver vinto. Siamo stati in grado di ricreare entusiasmo di portare 4-5 mila persone, non so quanti eravamo oggi, quell’applauso finale per me vale quanto una vittoria di campionato.
Occasioni – Oggi eravamo in porta con Mastromonaco quando l’arbitro ci ha fermati. Non voglio elencare tutti gli episodi. Nel secondo tempo abbiamo creato 7-8 palle gol. Non so cosa abbiamo sbagliato, quando arriviamo a un metro dalla porta e abbiamo preso 3 pali, una traversa. La squadra ha fatto tutto quello che poteva fare. Sicuramente abbiamo sbagliato l’impossibile, noi siamo una squadra razionale, questo è l’ennesimo “clean sheet” che abbiamo fatto. È normale che siamo stati sfortunati perché qualche squadra ha trovato avversari che non avevano grandi motivazioni, altrimenti nei play-off c’eravamo lo stesso. Però noi pensiamo a noi stessi, non mi porto nessun rammarico. Potevamo far gol, perché sotto la porta devi fare gol, ma la squadra sotto l’aspetto dell’impegno, della coralità della manovra c’è stata.
Più forti – Noi tatticamente abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte in assoluto del girone, almeno questo lo possiamo dire. Tatticamente il Taranto è la squadra più forte, si adegua all’avversario, non rischia nulla, crea. Poi il secondo tempo è normale che siamo andati a prenderli alti facendo uscire Provenzano e facendo entrare uno dei due intermedi e rischiando l’uno contro uno dietro. Abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare, anche nelle sostituzioni, ci siamo messi nel 3-4-1-2. C’è poco da dire, dovete solo applaudire questo gruppo, altre parole sono superflue. È una squadra che ha divertito, è una squadra che ha lottato, che ci ha creduto.
Grazie – Grazie a Taranto, grazie a tutti quelli che mi hanno commosso a fine partita. Grazie Taranto, vi voglio bene, ho passato un anno intenso, stupendo. Grazie ai 4-5mila, quella è la mia più grande vittoria, da 300 persone portarne 4-5mila, questa è la mia più grande vittoria e vi ringrazio. Oggi ha vinto la città di Taranto, ha vinto Taranto, e noi vi abbiamo onorato. Ci dispiace, vi abbiamo onorato e se qualche volta abbiamo sbagliato qualcosa vi chiediamo scusa. Probabilmente meritate molto di più, ma noi più di quello che abbiamo fatto, credeteci, non potevamo, l’abbiamo fatto sempre con dignità, sempre con grande onore, sempre rispettandovi e oggi siate orgogliosi di questi ragazzi, della vostra squadra, siate orgogliosi della vostra città.”
Euforia post gara – A fine partita, mentre si giocava, ci era stato detto che eravamo nei play-off. Quando l’arbitro ha fischiato ci hanno detto che eravamo dentro. Ecco l’attesa, l’emozione che dico sempre io. Poi c’è stato uno dei momenti più brutti della mia vita quando mi è stato detto che eravamo fuori, però non ho abbandonato il campo, non sono andato sotto il tunnel, non lo meritava il pubblico, sono andato lo stesso a ringraziare e li ho vinto, ha vinto la mia squadra, li abbiamo vinto tutti.
Delusione e futuro – In questo momento questa è una risposta che io non so dare. In questo momento mi sento un uomo distrutto, vorrei dormire per 2-3 giorni e poi svegliarmi. In questo momento non penso a nulla. Avrei barattato tutti i miei premi, li avrei stracciati, avrei stracciato contratti importanti se avessimo potuto disputare i playoff. Chi mi conosce lo sa, parola d’onore, non avrei voluto nulla. È una delusione troppo grande che, in questo momento, pensare al futuro è utopia. È come se in questo momento hai perso qualcosa di caro, hai perso sul più bello qualcosa che avevi in mano e ti è sfuggito, soprattutto perché lo volevi dare, lo volevi proporre. Quindi adesso parlare di futuro penso che sia impossibile.
Parapiglia – Celesia forse era un po’ arrabbiato, però l’educazione non deve mai mancare. È arrivato sotto la panchina ed è normale che le provocazioni non vanno bene. Manetta, probabilmente come è giusto che sia, ha avuto una reazione e ogni reazione ha una sua conseguenza. Celesia doveva andare via perché l’arbitro gli aveva fatto un regalo perché Mastromonaco era in porta e lui ha fermato il gioco. Poi non so se avremmo segnato o no. Sono cose che capitano in una partita intensa. Poi alla fine loro vanno a fare i play-out e noi non siamo entrati nei play-off, il risultato che ha condannato entrambe le squadre.














