di Fabrizio Di Leo
Gara decisa, ad un manciata di minuti dal fischio finale, grazie a Ragusa, ma sufficiente a far mantenere la categoria al Messina e condannare, al ritorno in serie D, la Gelbison. Un match , quello disputato al Guariglia di Agropoli, brutto come gioco, molto tattico, dove prevaleva. per tutti i 90 minuti ed oltre il timore di subire un goal che avrebbe significato la certificazione del ritorno nei Dilettanti. I padroni di casa, brutti esteticamente nelle trame di gioco, avendo come unico obbiettivo quello del successo, tentavano di sfruttare quelle rarissime occasioni per sbloccare il punteggio, compito che diveniva complesso, per l’accorto comportamento della squadra ospite, il cui cronometro era l’alleato più certo su cui fare affidamento. Nella ripersa, ripartendo dal nulla di fatto, i messinesi cercavano di affondare nella difesa rossoblù cilentana, ma l’attenzione, associata alla concentrazione, impediva ai giallorossi di Raciti di essere incisivi e soprattutto decisi nel finalizzare il volume di gioco, fumoso, creato. A otto minuti dal termine, l’urlo del Celeste (circa settemila i presenti), rimbombava nel cielo di Messina, quando Ragusa, aiuto da una serie di sviste della difesa ospite, trovava l via delle rete che condannava da quel mento i campani, al ritorno in D, dopo la loro prima, unica esperienza nel mondo del professionismo. I salernitani, da quel momento in poi si catapultavano in avanti, alla ricerca del goal, per l’agognato pareggio, sfiorandolo in un paio d’occasioni, ma l’imprecisione, dovuta al timore di fallire, la faceva da padrone e. al fischio finale, gioia immensa dell’intera squadra, staff tecnico e dirigenziale messinese, in contrapposizione alale lacrime riganti i volti dei campani, con il morale a terra, nonché ferito, dall’esito del match, decretante il ritorno in D, al termine delle prima, e al momento unica, stagione serie C. A nulla valevano le considerazioni che probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, fatto sta che i cilentani, da neo promossi in C, nella stagione 2012 – 22, si sono ritrovati, al termine della corrente stagione, nuovamente tra i dilettanti da cui vorranno certamente uscirne fuori, ma che il verdetto del campo ha determinato questa sentenza, da accettare, in maniera da poter ripartire, nella prossima annata , in un campionato sempre spigoloso, quale la serie D, ma facendo tesoro di quanto accaduto, in questi nove mesi, i vallesi vorranno sicuramente partire con una competitiva, visto il rango di retrocessa dalla serie C, quest’anno, ma mantenere, almeno sulla carta, il ruolo della favorita del girone G o I della serie D, magari ricalcando le orme del Catania, di questa annata sportiva.
ACR MESSINA – GELBISON. il Messina conquistava la salvezza più sofferta grazie alla vittoria per 1-0 contro la Gelbison. La stagione dei peloritani era decisa da una “magia” di Ragusa. Davanti a numerosi tifosi accorsi allo stadio “Franco Scoglio”, inizio propositivo dei campani, che provavano a controllare il gioco. Il colpo di testa di Gilli, servito da Fornito, terminava alto. Sul ribaltamento di fronte, non si concretizzava l’incursione di Fofana. Al 13’, gli ospiti scattavano in contropiede, Kyeremateng entrava in area e calciava a lato. Sette minuti dopo, staffilata da fuori di Ferrini, respinta di D’Agostino con un balzo felino. Con il trascorrere dei minuti, la squadra biancoscudata avanzava il baricentro dell’azione e protestava per due episodi dubbi nell’area avversaria, privi di intervento da parte dell’arbitro. Prima dell’intervallo, tiro-cross di Ragusa, intercettato in tuffo dal portiere. n avvio di ripresa, Perez, lanciato da Fofana, perdeva l’attimo fuggente e si faceva anticipare da un difensore. Al 12’ conclusione da lontano di Fornito, Fumagalli si allungava e spediva la sfera in angolo. Fuori bersaglio, invece, la girata aerea di Cargnelutti da favorevole posizione. Miracolo al 22′ di D’Agostino, che “murava” la battuta ravvicinata del neo entrato Curiale. Nel momento più complicato, Ragusa faceva saltare il banco. Il giocatore più talentuoso in campo realizzava il gol della salvezza con una “zampata” di sinistro. Graziani provava a cambiare l’epilogo del match, ma peccava di precisione. La Gelbison sprecava due ghiotte opportunità nel recupero e, così, al triplice fischio scoppiava la festa giallorossa, per lo scampato pericolo. Si ripartirà da queste due certezze nella stagione 2023 – 24, ovvero il Messina, ricostruendo il tutto (staff, squadra, organizzazione) con la prospettiva di un altro campionato, possibilmente, meno sofferto dei due precedenti; la Gelbison, invece, ripartirà da dove, nel 2022, era uscita, ovvero dalla serie D, nei gironi G oppure I, ritornando sui campi ostici di Sicilia, Campania, Calabria, Lazio e Sardegna.













