RASSEGNA STAMPA DEL 29 LUGLIO 2023 – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
di Fabio Venere
«Il commissario governativo Ferrarese mi tira in ballo in maniera impropria. Ho agito in buonafede e in perfetta coerenza con il quadro e l’assetto presenti due mesi fa». Elio Sannicandro, direttore generale del Comitato organizzatore locale dei Giochi del Mediterraneo «Taranto 2026» , replica in questo modo alle affermazioni rilasciate alla Gazzetta dal commissario nominato dal Governo. Che, a sua volta, nel corso dell’intervista rilasciata al nostro giornale, aveva fatto esplicito riferimento alla nota firmata da Sannicandro con cui «chiedeva ai Comuni – aveva affermato Ferrarese – di inviargli i progetti definitivi aggiungendo che, in caso contrario, non avrebbe più potuto garantire l’inserimento delle amministrazioni inadempienti nel masterplan. Ora – aveva aggiunto il commissario straordinario – se lo fa Sannicandro va tutto bene, se invece a luglio agisco io in questa stessa direzione scoppia il caos e non va più bene. Per questo – aveva commentato sempre Massimo Ferrarese – invoco una maggiore onestà intellettuale e una più proficua collaborazione istituzionale». Sin qui, in pillole, il pensiero di Ferrarese riportato ieri su queste pagine in un’ampia intervista.
Direttore Sannicandro, ha letto? Cosa replica a Ferrarese?
«Ma per favore…. Che c’entra?».
In che senso?
«Il riferimento alla mia nota inviata, lo scorso 10 maggio, ai comuni è improprio».
E per quale motivo?
«Ho agito in buonafede».
E chi lo mette in dubbio, ma lei ha chiesto di ottenere i progetti così come sta facendo il commissario governativo. Qual è la differenza?
«È evidente. Mi sono comportato in quel modo, e lo rivendico, in virtù di un precedente Dpcm, definito dal Governo Draghi, d’intesa con il ministero dell’Economia e delle finanze, la Regione Puglia, il Coni e i comuni, che attendeva solo di essere firmato. E quell’impostazione assegnava il ruolo di soggetti attuatori ai comuni»
La sua nota si concludeva con una sorta di avviso ai naviganti: chi non pronto, rischia di rimanere fuori. Rivendica anche il tono usato?
«La mia non era una diffida (che lascio fare ad altri), ma un messaggio in cui mettevo in evidenza i rischi che si correvano nel mancato rispetto del cronoprogramma. Che, a sua volta, già era a rilento per responsabilità del Governo che, ignorando il principio della continuità amministrativa, non aveva firmato un decreto, ormai bloccato dallo scorso novembre».
E lei, Sannicandro, quale messaggio manda a Ferrarese?
«Attendiamo chiarezza sulle procedure e sul finanziamento statale da 150 milioni di euro. Serve la copertura finanziaria per portare a termine la progettazione e per indire le gare di appalto. Già, le gare? Chi le farà? Lui? I Comuni?».
Nell’intervista, il commissario governativo ha annunciato che farà ricorso ad una Centrale unica di committenza. Condivide?
«E i progetti, chi li farà? E le amministrazioni comunali saranno rimborsate per le spese di progettazione già sostenute? Ci sono ancora troppi interrogativi e servono risposte».
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