RASSEGNA STAMPA DELLO 01 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
“Bomba” sui Giochi del Mediterraneo. Giovanni Malagò presidente del Coni, fa un passo indietro dal comitato organizzatore dell’evento in programma a Taranto città, ma anche in provincia, Brindisi, Lecce, Fasano e Conversano, a giugno 2026. Un passo indietro, però, va chiarito subito che non è un disimpegno o un abbandono. No, l’intento (l’auspicio) di Malago è che il suo temporaneo passo indietro sia seguito anche dagli altri componenti del comitato per provare a ripartire e rilanciare. Una specie di reset, una mossa choc quella di Malagò non per azzerare in un colpo ritardi sulla tabella di marcia che ci sono, ma quantomeno per superare definitivamente polemiche e divergenze e dare poi luogo ad un nuovo inizio. Lo si capisce dalla chiusa finale della lettera (datata ieri e inviata ai ministri Fitto, Abodi, al governatore pugliese Emiliano, al sindaco di Taranto, Melucci, al presidente del comitato internazionale Tizzano e al commissario di Governo dei Giochi, Ferrarese), dove Malagò esprime comunque fiducia sulla possibilità di fare ancor un evento sportivo che non deluda le aspettative e l’immagine dell’Italia.
“Dopo una lunga e attenta riflessione in seguito agli ultimi accadimenti – scrive Malagò – sono giunto alla conclusione che, visto il perdurante e irrisolto stato di ‘impasse e i conseguenti palesi ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali e nell’organizzazione in generale, ci debba essere necessariamente una svolta che consenta di riprendere il cammino nell’interesse di tutti gli stakeholders, dei vostri e dei nostri rispettivi ruoli”. “Come Comitato Olimpico Nazionale Italiano – annuncia – riteniamo opportuno fare un passo indietro rispetto all’attuale governance del Comitato organizzatore, con l’auspicio che questa presa di posizione formale possa essere condivisa da tutti i soggetti interessati per ricostruire con la massima urgenza un modello gestionale che possa concretizzare al meglio ogni attività finalizzata all’ottimale svolgimento dell’evento”.
“Rimango comunque fiducioso e ottimista – conclude il numero 1 del Coni – che ci sono e continuano ad esserci tutte le condizioni per realizzare un’edizione dei Giochi del Mediterraneo che resterà nella storia come esempio positivo delle capacità organizative, di efficienza e di accoglienza del nostro Paese”. Il fortissimo disappunto di Malagò per come stanno andando le cose non è nuovo. Una decina di giorni fa, collegandosi da remoto con una riunione di sindaci a Taranto, ebbe parole dure e si rivolse soprattutto al primo cittadino di Taranto. Lunedi scorso, nel vertice che a Roma ha riunito Fitto, Abodi, Emiliano, Melucci e Ferrarese, Malagò non è stato da meno.
Ha detto infatti in quell’occasione, rivolgendosi a Regione Puglia e Comune di Taranto: serve un cambio di passo, altrimenti qui dobbiamo fare scelte dure. E poi uscendo dalla riunione ha aggiunto: “Va fatto un cambio, Come, dove e quando non sta a noi dirlo, questo però è un dato di fatto nell’interesse di tutti”. Quel vertice romano non ha risolto i problemi, né poteva farlo, ma almeno ha ripristinato o dovrebbe aver ripristinato (così, almeno, a giudicare dai commenti) un clima collaborativo tra le varie parti in causa (Governo e commissario da un lato, Regione, Asset e Comune di Taranto) che sino a quel momento non c’era stato. Solo che è passata una settimana e da allora sviluppi significativi non sembrerebbero essercene stati, per cui Malagò ha deciso che bisognava dare uno scrollone.
In serata, è arrivata anche la reazione del governatore Michele Emiliano: «L’uscita del Coni dal Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo è la conseguenza delle incertezze sul finanziamento dei Giochi da parte del Governo.
La Regione Puglia ribadisce la disponibilità a trovare col Governo un’intesa che consenta a quest’ultimo di rimuovere ogni remora a far fronte agli impegni presi col Coni, con la Regione Puglia, col Comune di Taranto e con i comuni pugliesi facenti parte del Comitato Organizzatore».
«La lettera del Coni – ha proseguito il presidente della Regione Puglia – deve essere interpretata come un estremo tentativo di sbloccare una situazione che sta rallentando da mesi l’organizzazione della importante manifestazione sportiva. I Giochi del Mediterraneo per Taranto e la sua provincia non sono però solo una manifestazione sportiva, per quanto rilevantissima, sono anche la prova di come la città col sostegno della Regione Puglia e del Governo abbia preso in mano il proprio destino e intenda riscattare il triste destino ambientale, di salute e industriale al quale è stata condannata in passato dallo Stato stesso. Ribadisco ancora che ogni proposta del Governo sarà tenuta in debita attenzione con lo spirito di accoglierla se rispettosa di chi ha avuto l’idea del Giochi del Mediterraneo a Taranto».
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