RASSEGNA STAMPA DEL 6 AGOSTO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
Simone Calvano, lei è uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti fin qui condotta dal Taranto: sensazioni nel corso di questi giorni di ritiro a Cascia?
«Senz’altro positive: ho iniziato il ritiro un po’ in ritardo rispetto ai miei compagni, ma al mio arrivo ho trovato un gruppo sano e motivato e che, soprattutto, ha voglia di lavorare in una determinata maniera. I calciatori riconfermati conoscono già le direttive del mister, noi altri le stiamo apprendendo con il tempo. In ogni caso, credo che si stia procedendo nel migliore dei modi».
Taranto non più Integralista: il 3-5-2 non sarà il solo modulo attuablle.
«In realtà non abbiamo ancora approfondito bene la questione legata ai moduli, ma in questa prima fase di ritiro siamo stati maggiormente concentrati sull’aspetto fisico».
Calvano, tatticamente, cosa può offrire?
«Sono un centrocampista con caratteristiche d’interdizione, quantomeno principalmente, ma in carriera ho ricoperto diversi ruoli, compreso quello del play. Sono qui per mettere a disposizione le mie qualità in base a ciò che serve per far si che il Taranto possa rendere al meglio. Dimenticavo, non sono un goleador (sorride, ndr). Ritengo, però, che con il mister chiunque possa avere una crescita importante sia in termini di qualità che di quantità: la rosa non è ancora al completo, ma la società, finora, si è comportata egregiamente».
Investimenti Importanti, ma adesso tocca a vol riconquistare la tifoseria.
«lo e altri miei compagni siamo i più esperti e, sicuramente, abbiamo accettato Taranto con l’intento di disputare un campionato importante. Spero che la tifoseria ritrovi quanto prima il giusto entusiasmo, ma siamo consapevoli che non sempre sono sufficienti i nomi affinché questo avvenga. Il calcio, soprattutto al sud, è parecchio umorale e noi vogliamo disporre del calore che questa gente ha sempre garantito alla squadra nel corso degli anni. Dovremo essere credibili».
Cosa l’ha convinta ad accettare Taranto?
«Con la Pro Vercelli, con cui ero legato fino al 2024, si era anche intavolato un discorso per un possibile prolungamento, ma poi ciò non è avvenuto e ho iniziato a guardarmi intoro. Il Taranto mi ha voluto fortemente e non appena si è presentata questa opportunità ho accettato immediatamente. Torno al sud dopo l’esperienza alla Juve Stabia e non vedo l’ora di scendere in campo».
Curriculum Importante Il suo, compresa la parentesi in A con il Verona.
«Fu un’esperienza straordinaria, ma a 30 anni ho ancora l’ambizione di poter tornare a essere protagonista in palcoscenici più importanti della C».
Il suo giudizio su Capuano.
«Un allenatore estremamente professionale ed esigente: basta poco per capire che mastica calcio da anni e che non lascia nulla al caso curando ogni minimo dettaglio. Lui ti chiede tanto, ma se gli dai altrettanto riesce a stimolarti nella maniera giusta».
Qual è il rapporto che si sta instaurando con i suoi compagni di squadra?
«Sono in stanza con Heinz, mentre conoscevo già Bifulco perché qualche anno fa abbiamo condiviso insieme l’esperienza di Castellammare di Stabia. In generale, però, si sta creando un bel rapporto con tutti, soprattutto con i compagni più esperti».
Vannucchi, Antonini e Ferrara sono i pezzi pregiati del Taranto sin dallo scorso anno: sono pronti per il salto in B?
«Mi hanno impressionato e secondo me si, sarebbero pronti per misurarsi in Serie B anche se spero fortemente che possano rimanere con noi perché sono fulcri importanti del progetto Taranto».
E il suo parere sui più giovani?
«Ce ne sono diversi in organico e secondo me tutti loro hanno qualità importanti: se dovessero riuscire a emergere, potrebbero consacrarsi nel calcio professionistico in pochissimo tempo».
Calvano, dall’alto della sua esperienza ritiene che il Taranto, nel medio-termine, possa lottare per la B?
«Il discorso precedente ritoma qui: io ho ancora l’ambizione di giocare quantomeno in Serie B e centrarla con il Taranto avrebbe sicuramente un sapore speciale. Non so se ciò accadrà, però il fenomeno Lecco deve essere un monito per chiunque: è sempre il rettangolo verde a decidere, il resto conta relativamente».
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