RASSEGNA STAMPA DEL 5 SETTEMBRE 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
È stata la mano di Ezio: senza voler “scomodare” il grande cinema di Venezia e mostri sacri quali Paolo Sorrentino, viene facile paragonare quanto accaduto domenica sera sul green dello lacovone a uno dei film più significativi riguardanti le performance di Diego Armando Maradona. La sua mano regalò all’Argentina, nel 1986, la Coppa del Mondo, quella di Capuano i tre punti al Taranto nel sentito derby contro il Foggia.
UN 3-4-3 FANTASIA. Squadra forse poco lucida negli ultimi 16 metri, ma senz’altro ordinata nel primo tempo, letteralmente devastante nella ripresa: l’allenatore rossoblu ha tenuto fede a quanto annunciato nella conferenza prepartita dicendo che il suo Taranto, tatticamente, avrebbe potuto cambiare anche in corso d’opera. Cosi è stato: fuori Zonta – sufficiente, in ogni caso, la sua prova – e dentro Kanoute, passaggio dal 3-5-2 al 3-4-3 con tanto di tridente tutto qualità e cinismo formato dal senegalese a destra, Biful co a sinistra e Cianci al centro.
Squadra, quindi, dal pedigree più offensivo, ma anche intelligente in fase difensiva: Fiorani e Panico hanno sostituito al meglio, rispettivamente, Bonetti e Romano (entrambi non al meglio) e Antonini, tra l’altro autore del primo gol dei rossobli, in grado di fare da collante tra i due braccetti under, Enrici e Heinz, questi ultimi due comportatisi egregiamente dinanzi alla bolgia dello lacovone.
FATTORE MINUTAGGIO. Capuano ha pensato sia alla sostanza agonistica – il 2-0 rifilato al Foggia è frutto di precise indicazioni da parte dell’allenatore – che a quella prettamente societaria legata ai vari introiti.
É un Taranto ambizioso e a cui l’obiettivo salvezza, inutile negarlo, sta stretto, ma il progetto triennale avviato in estate con Capuano al timone nelle vesti (anche) di responsabile dell’area tecnica prevede anche l’applicazione del concetto di patrimonializzazione. I primi frutti si sono già visti: Heinz, Enrici, il tandem Bonetti-Fiorani (un tempo per uno) e nel finale anche Samele in campo per un totale di 281 minuti, quorum oltre i 270 sufficienti a garantire introiti legati al minutaggio. Un successo contro il Foggia importante anche per questo.
IL PIÚ ACCLAMATO. A Capuano va riconosciuto il merito che, in meno di un anno, ha riacceso l’entusiasmo in casa Taranto: quando si è seduto sulla panchina ionica – il 12 settembre 2022 – il grado di affezione della tifoseria verso la squadra era ai minimi termini, domenica sera, allo lacovone, erano presenti oltre novemila spettatori (ai microfoni di Antenna Sud, il tecnico ha etichettato quello del Taranto come «Un pubblico da Serie A»).
I quali, manco a dirlo, lo hanno osannato. Da parte sua carisma e “agitazione” (prettamente agonistica), poi l’inchino verso la Curva Nord tanto mancata lo scorso anno e una sola, grande, certezza: è sempre più il Taranto di Capuano che alla gente piace. I tempi bui sono definitivamente alle spalle: adesso la testa è già proiettata alla partita contro il Picerno in programma lunedi sera.
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