di Francesca Raguso
Ai nostri microfoni è stato ascoltato il coach della Gioiella Prisma, “Vincenzino” Mastrangelo.
Di nuovo a Taranto dopo 20 anni. Cosa hai provato a ritornare in riva allo Ionio dopo tanti anni?
“Un’emozione immensa, perché dopo tanto lavorare, tanto girovagare, fare pallavolo e il mio lavoro altrove, lontano da casa anche, ho avuto questa opportunità, un’occasione importante e l’ho colta con enorme entusiasmo, con tanta voglia di fare bene. Ho colto questa occasione anche con tutta la voglia di dimostrare cosa è diventato quel Vincenzino di tanti anni fa. Avevo iniziato da pochissimo a Gioia, poi sono venuto qua a Taranto per 5 anni con Vincenzo (Di Pinto n.d.r.) e da lì la passione è diventata lavoro. Sono contentissimo di fare il mio lavoro a casa e farlo in Superlega dopo tanti anni.”
Nei tuoi quasi 30 anni di carriera hai nell’albo gli anni passati a Taranto. Cosa ti è rimasto nel cuore?
“Mi è rimasto il rapporto con i tifosi, siamo cresciuti un po’ tutti, anche loro. All’epoca erano ragazzi, adesso sono uomini con famiglia, donne con famiglia. È interessante perché la vita è andata avanti un po’ per tutti, però alla fine le passioni continuano a tenerci qua, in quest’ambiente, nel Palazzetto a fare sport e a seguire questo sport che sta dando a questa città delle emozioni indimenticabili. Questo sport sta regalando una Superlega che è il campionato più bello al mondo e non perché sia un caso, ma perché è il più difficile e quindi in automatico lo spettacolo che la società sta regalando alla città è qualcosa di importante e memorabile.”
Parliamo del presente. Siamo ormai nel pieno degli allenamenti. Come sta procedendo la preparazione pre-campionato?
“Siamo alla nostra terza settimana. Stiamo aumentando i carichi di lavoro con tutti, con qualcuno ci andiamo un po’ più tranquilli. Stiamo mantenendo quelli che sono i nostri obiettivi, a partire dallo staff tecnico e medico. C’è tanta voglia da parte di tutti, dagli esperti ai giovani. Quindi procede per quello che deve essere. Abbiamo iniziato da due giorni a giocare a “pallavolo”, a fare un po’ di 6 contro 6, e ci iniziamo a divertire, a mettere in chiaro alcuni punti delle organizzazioni di tanti aspetti del gioco. Chiaramente non vogliamo farne un minestrone tutto in un momento, ma stiamo cercando di focalizzare l’attenzione, giorno dopo giorno, aspetto su aspetto e piano piano cerchiamo di elevare il nostro livello il più possibile e devo essere sincero, anche il prima possibile, perché il 22 Ottobre sembra ancora molto lontano, ma se lo pensiamo molto lontano incorriamo nell’errore in cui rischi di non arrivarci pronto.”
Dopo tre settimane di preparazione, secondo te che gruppo squadra si inizia a creare tra i ragazzi sia nello spogliatoio che in allenamento?
“C’è tanta voglia. Ognuno ha le sue motivazioni per provare a dare il 110% di quello che possiamo. È stata fatta una squadra dove ognuno ha tante motivazioni per far bene in questa Superlega 2023-2024, a partire dall’allenatore, al secondo, all’assistente, al preparatore, fino a tutto il resto della squadra. C’è Trinidad che rientra in Italia con un ruolo importante da “palleggiatore” titolare. Lanza rientra in Italia dopo le sue esperienze all’estero e con tanta voglia di tornare a far bene nel campionato italiano. Sala dopo una bellissima estate in Nazionale vuole confermare i suoi progressi proprio dal punto di vista della qualità del gioco e giocarsi un posto importante. Raffaelli dopo un’annata un po’ così sportiva… Li prendiamo tutti, uno per uno. Ognuno di loro ha una motivazione in più. Non parlo di Alletti e Rizzo perché hanno la motivazione di persone che hanno costruito e fatto di questo progetto un loro progetto. Quindi c’è già qualcosa di importante a livello umano. Per Alletti è il quarto anno qui, per Rizzo il secondo, ci sono tantissime motivazioni da parte di tutti. Adesso dobbiamo fare in modo che queste motivazioni individuali si fondino, si uniscano e diventino un’unica motivazione che è quella che questa squadra deve avere dentro, cioè fare il più bel campionato possibile. Quanto non lo sappiamo, sappiamo che il nostro primo obiettivo sarà salvarsi, però dopo poi non dobbiamo porci dei limiti, nel senso che se saremo bravi a costruirci delle occasioni diverse per altri obiettivi, per un tassello in più, sicuramente noi non saremo quelli che si tireranno indietro rispetto ad una situazione del genere, anzi l’accoglieremo, ci saliremo sopra e ci butteremo a capofitto dentro. Però prima non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo fondamentale, che sarà quello di salvarsi.”
Invece per quanto riguarda voi come staff tecnico, come gestione del lavoro, come vi siete suddivisi e come vi state trovando?
“Con Antonello Andriani io ci ho già lavorato due anni in passato, quindi già ci capiamo molto. È chiaro che anche lui, come me, in questi 8 anni in cui siamo stati un po’ lontani, ha avuto le sue esperienze. Stiamo cercando di unire un po’ le sue conoscenze con le mie, di capirci un pochettino per capire come sviluppare il miglior modo di allenare questa squadra e ciò che è più funzionale a questa squadra. Poi c’è Danilo Paglialunga che fa l’assistente. Abbiamo anche lui all’interno di questo gruppo di lavoro, con il quale ne io e ne Antonello avevamo lavorato. Poi i preparatori sono apposto perché sono già all’opera e li conoscevamo. Come staff medico sto conoscendo un po’ tutti. I Portulano per me sono preziosi e ho dei ricordi del passato. Stiamo cercando di metterci nelle condizioni di poter offrire ai ragazzi la miglior qualità di lavoro possibile e ciò che può essere utile a questo gruppo.”
Ti va di lanciare un messaggio alla città per far si che le persone vengano a riempire il Palazzetto?
“Non dovremmo farlo, nel senso… questo è il quarto anno di questa società che è con la pallavolo nell’altissimo livello, quindi dovrebbe essere già qualcosa di importante di questa società. Però è normale che invitiamo tutti i tifosi, ma non solo loro, che portino tutti i loro amici, che facciano si che questa squadra diventi l’orgoglio di questa città, perché deve essere l’orgoglio, perché giocare in Superlega è giocare nel massimo campionato che abbiamo in questo sport. Verranno campioni a giocare qui, a vedere i nostri, a vedere i loro. Lo spettacolo è sicuramente di altissimo livello. Il settimo uomo non è una frase fatta. Specialmente al Sud quando il pubblico fa il settimo uomo è realmente un valore aggiunto alla società, alla squadra e quindi si fa sentire ed è un grosso aiuto sia quando le cose vanno bene che quando non vanno bene. Quindi invito tutti i tifosi a stare insieme a noi, a venirci a trovare quando vogliono durante la settimana. Parliamo di far affezionare a questa squadra, ma se non vengono durante la settimana ci si affeziona poco. Invece vorrei che ci fosse un rapporto più aperto, più giornaliero con loro e quindi vi invito sempre a venirci a guardare, a stare con noi, a vedere il lavoro che facciamo in questo palazzetto ogni giorno e poi dopo vedremo quello che riusciremo a fare.”













