Direzione arbitrale che farà discutere quella del Sig. Filippo Giaccaglia di Jesi, chiamato a dirigere Sorrento-Taranto, valevole per la 13a gara di andata del campionato di Serie C/C.
Sono stati diversi gli episodi dubbi che hanno inciso sull’andamento della gara, ma ciò su cui il Taranto può sicuramente recriminare è una gestione delle ammonizioni assolutamente a senso unico, in sfavore dei rossoblù, che hanno fatto collezione di cartellini gialli, a partire da uno molto generoso comminato ad Heinz dopo appena 4 minuti.
Saranno in totale 7 i giocatori ionici finiti sul taccuino del Sig. Giaccaglia: molto discutibile anche l’ammonizione ad Enrici al 74’ per gioco falloso. Il difensore ex Lecco, diffidato, sarà costretto a saltare il derby contro il Brindisi di sabato prossimo.
L’episodio che ha stravolto la partita è sicuramente quello capitato al 35’ del primo tempo, in seguito ad una protesta di Ferrara per un presunto intervento da rigore (che sembra non esserci dalle immagini in possesso), quando Bifulco, a gioco fermo, si avvicina a Vitale in prossimità dell’area di rigore campana e, probabilmente provocato dal difensore avversario, reagisce con una leggera manata che colpisce il numero 3 del Sorrento. Quest’ultimo, di gran mestiere, si lascia cadere sul terreno, accentuando di molto l’accaduto. L’arbitro è lì a due passi e non può far finta di nulla: rosso per condotta violenta sventolato a Bifulco che paga a caro prezzo questa ingenuità lasciando i suoi compagni in 10 per oltre un’ora.
Sul finire del primo tempo un’altra circostanza dubbia che ha scatenato l’ira della panchina rossoblu, generando anche l’allontanamento dalla stessa del dirigente accompagnatore Giuseppe Giove: Kanoute è in netto anticipo su Fusco, si allunga il pallone e prova ad involarsi verso la porta avversaria in contropiede: il difensore rossonero interviene in maniera nettamente fallosa sui piedi di Kanoute, con un intervento scomposto da cartellino ”arancione”. Probabilmente il fatto di essere quasi a centrocampo, la possibilità di recupero di alcuni difensori che rientravano in difesa, ha indotto l’arbitro a non propendere per il cartellino rosso. Decisione al limite che però può starci. Tuttavia, rivedendo l’episodio alla moviola, rimangono grossi dubbi per l’intervento molto pericoloso, che poteva essere considerato come grave fallo di gioco, dato che Fusco si disinteressa completamente del pallone e mira direttamente sulle caviglie dell’attaccante ex Avellino.
Una direzione arbitrale che nel complesso non può considerarsi sufficiente, vista una gestione totalmente a senso unico dei provvedimenti disciplinari, nonostante l’agonismo messo in campo da entrambe le parti.















