di Fabrizio Di Leo
La 13^ giornata è stata caratterizzata da una serie di risultati che ha visto le big, prime della classe, rallentare, tranne alcune e, nella lotta ai play off, alcune squadre hanno ingranato una marcia possente, con alcune piacevoli sorprese, non pronosticabili, nel precampionato. La Juve Stabia, dopo il blitz di Taranto, veniva fermata, al Menti, da un Foggia che alterna risultati altamente deludenti (pareggio casalingo con il Sorrento) ad altri sorprendenti, come visto a Castellammare. Anche il Benevento, dopo un derby ricco colpi di scena, si doveva accontentare del pari dopo essere andato due volte in vantaggio, ma intanto alle sue spalle, l’Avellino, formato “panzer”, travolgeva in Puglia, il Brindisi, condannandolo al penultimo posto. Il Picerno, nel derby della provincia potentina, batteva la squadra rossoblù del capoluogo regionale, determinando la vittoria nella prima mezz’ora di gara. La Casertana, la prima delle sorprese stagionali, vincendo a Francavilla Fontana, continuava la scalata ai vertici della graduatoria, arrivando al momentaneo 5° posto e condannando la Virtus di Villa a scivolare al quart’ultimo posto. Un Latina arrembante, passeggiava a Messina, travolgendo i peloritani e riprendendo la corsa interrotta, in casa, con il Crotone. Nota dolente del turno, la sconfitta, la più deludente del percorso fin qui compiuto, subita dal Taranto che, sul neutro di Potenza, in dieci per 70 minuti a causa di un gesto scellerato compiuto da Bifulco, portava, nella ripresa, i rossoblù alla sconfitta, di misura e perdere almeno un punto che si poteva sommare a quello non conquistato in casa contro la Juve Stabia. Il Cerignola, sul proprio campo, superava il Catania del post Tabbiani, ma la seconda sconfitta consecutiva, esterna, pone dei seri dubbi sulla solidità e garanzia della rosa etnea a disposizione di Zeoli, attualmente traghettatore dei siciliani, in attesa del nuovo corso targato Lucarelli. Nella zona play out – retrocessione diretta, il Monopoli, espugnando il Liguori di Torre del Greco, certificava una crisi della Turris che pare non abbia termine con la caduta libera verso l’ormai imminente zona play out, mentre i laziali del Monterosi Tuscia, con casa a Teramo, dopo una prestazione incoraggiante e fruttuosa del primo tempo, nella ripresa lasciava il campo ai calabresi e la sconfitta finale certificava la caduta libera senza reti con rischio concreto di finire nell’inferno dei dilettanti.
JUVE STABIA – FOGGIA: la Juve Stabia rallentava con il Foggia, allo stadio Menti ed era 0-0 al triplice fischio. La capolista ci provava, sprecava qualche occasione e mancava l’appuntamento con la vittoria: la squadra di Guido Pagliuca ringraziava il Giugliano e restava da sola in vetta alla classifica, perdendo però due punti sull’Avellino. Il primo sussulto della gara era targato gialloblù con Mignanelli che serviva Piscopo, la conclusione di quest’ultimo era debole e facile preda di Nobile. Sul versante opposto stesso esito per Embalo dopo un suggerimento di Tonin, nessun problema per Thiam. Al quarto d’ora buona opportunità per le vespe con Romeo che si incaricava di un piazzato e pescava Bellich, il difensore colpiva di testa ma trovava i guantoni dell’estremo difensore. Al 23’ Piscopo metteva al centro e la difesa rossonera allontanava: Leone raccoglieva e calciava, il tentativo però era da dimenticare. Passavano tre minuti e Buglio cercava Baldi, Nobile neutralizzava la deviazione del laterale. Al 36’ altra manovra offensiva dell’undici di Pagliuca, ci provava Romeo ma la mira non era delle migliori. L’ultimo squillo della frazione iniziale era di Buglio, con un’incornata su traversone di Mignanelli, il centrocampista spediva alto. Al rientro in campo la Juve Stabia si giocava la carta Bentivegna al posto di Piovanello. La ripresa si apriva con una buona intensità, ma in avvio mancavano le occasioni. Al 53’ proteste dei padroni di casa per un fallo di mano in area dopo un’acrobazia di Bentivegna, l’arbitro non era d’accordo e lasciava proseguire. Sul ribaltamento di fronte Embalo faceva partire un sinistro a giro che Thiam disinnescava. Al 56’ Mignanelli pennellava ancora dalla fascia sinistra, Piscopo prendeva il tempo e di testa non indirizzava verso lo specchio di porta. Al 71’ Bachini era provvidenziale in chiusura su Schenetti, sul capovolgimento Carillo anticipava Candellone. Al 76’ Thiam saliva in cattedra con una sontuosa parata su Tonin, servito da Schenetti dopo un velo di Tounkara. Tra l’80’ e l’82’ le vespe sciupavano una doppia opportunità, con il bomber in maglia numero 27 che non riusciva a concretizzare i passaggi di Mignanelli e Bentivegna. L’ultima fiammata della gara era di Gerbo, Nobile si rifugiava in angolo. Poco altro nel finale, il match del Menti terminava senza reti.
BENEVENTO – GIUGLIANO: un buon Giugliano acciuffava il Benevento allo stadio Vigorito, per la squadra di Valerio Bertotto arrivava un pareggio prezioso in trasferta. Sfumava l’importante successo per i giallorossi di Matteo Andreoletti, vicini a riprendere la Juve Stabia in vetta. Pronti via e subito chance ghiotta per la Strega con Masciangelo che trovava la traversa al 3’, sulla ribattuta Improta mandava alto da ottima posizione. La reazione gialloblù arrivava poco dopo con Salvemini che trovava il legno, ma a gioco fermo per offside. L’azione veniva ribaltata e si sbloccava il match, Ciano allargava per Karic: il classe ’99 puntava l’area e pescava Marotta, da ex l’attaccante non perdonava e portava in vantaggio i padroni di casa. Non mancavano le proteste degli ospiti per un presunto contatto irregolare su Di Dio. Poi diverse interruzioni e qualche giallo sventolato dall’arbitro per abbassare la tensione del confronto. Al 23’ ripartenza di Salvemini che serviva Ciuferri, la conclusione era respinta da Pastina. Alla mezz’ora Giorgione offriva il pallone a De Sena, il numero 25 si coordinava e spediva sul fondo. Saliva l’intensità dei tigrotti che sfioravano il pareggio al 33’ con un destro di Berardocco toccato da Masciangelo, Paleari era prodigioso. Sugli sviluppi del corner, Menna staccava e la sua incornata si infrangeva sul palo. Altro legno per il Giugliano al 36’ con De Sena, la sfera danzava sulla linea e poi la difesa allontanava. Il primo tempo andava in archivio con i tentativi di De Rosa e Giorgione, il risultato restava invariato. In avvio di ripresa il Benevento tentava di affondare il colpo con una giocata di Ciano dalla distanza e con una botta di Talia, entrambe deviate in angolo. Al 52’ Masciangelo scappava a sinistra e passava a Marotta che concludeva, Giorgione chiudeva in maniera provvidenziale. L’ex di turno andava a caccia del bis e al 54’ si portava dalle parti di Russo, il portiere parava senza troppe difficoltà. Passavano due minuti e i gialloblù agguantavano il pareggio con uno straordinario gol di Ciuferri, il sinistro del diciannovenne fulminava Paleari e si spegneva all’incrocio. Al 71’, su un cross di Improta, Masciangelo tirava, la sfera colpiva Marotta e andava fuori. Al 75’ la Strega si riportava in vantaggio con Karic che riceveva e trafiggeva Russo. La replica del Giugliano non si faceva attendere con Caldore che staccava in area, Paleari bloccava. Il portiere di casa faceva suo anche il colpo di testa successivo di De Rosa, all’83’. Nel finale Caldore impostava, Oviszach controllava e con il destro faceva 2-2. Allo scadere il Benevento tornava alla carica, ma Russo si opponeva a Ferrante e Improta mancava il bersaglio. L’ultima occasione della partita era di Bernardotto in contropiede, il 24 giallorosso era miracoloso e salvava tutto al 96’.
BRINDISI – AVELLINO: la squadra di mister Danucci aveva un approccio deciso alla partita, ma al 10′, nella prima sortita offensiva della squadra di mister Pazienza, i biancazzurri si addormentavano su un tiro dalla bandierina, subendo la rete dello svantaggio. A quel punto i campani avevano saldamente in mano le redini della partita. Capitan Malaccari & co non abbozzavano una reazione. Dalla parte del portiere irpino Ghidotti non arrivavano mai pericoli degni di nota. E così i “lupi” biancoverdi”, sostenuti da 413 tifosi, al 30′ raddoppiavano con Gori. Il secondo tempo, giocato sotto una pioggia battente, si apriva con i colpi del 3 e del 4 a 0 messi a segno in rapida successione sempre da Gori e da Sannipoli, davanti ai circa 2500 tifosi brindisini che attoniti assistevano alla quarta sconfitta su cinque gare disputate al Fanuzzi, dove finora il Brindisi ha racimolato un solo punto. Questa debacle, seppur arrivata contro un avversario fortissimo, fra i principali pretendenti alla promozione, certificava che il Brindisi era completamente allo sbando. Dopo 13 giornate la squadra non aveva ancora un’identità tattica. I biancazzurri erano evanescenti in attacco e molli in difesa. Ma a preoccupare era soprattutto l’incapacità di reagire alle reti avversarie che puntualmente arrivavano nelle prime fasi. La crisi di gioco e di risultati era profonda. E la classifica si faceva allarmante. Danucci accantonava il 3-5-2 e tornava al 4-2-3-1, rilanciando Saio in porta. La coppia di difensori centrali era costituita da Gorzelewski e Cappelletti, affiancati dagli esterni Valenti (a destra) e Monti (a sinistra). Sulla linea mediana, Malaccari, al rientro dall’infortunio, e Cancelli. In attacco, gli attaccanti esterni Albertini (a destra) e Golfo (a sinistra), ai lati del trequartista De Angelis. Moretti titolare nel ruolo di centravanti. Il Brindisi partiva con intensità e aggressività. I campani inizialmente non mordevano, ma al 10′, come al solito, i biancazzurri si addormentavano su un calcio piazzato battuto dagli irpini. Ne approfittava Mulé, che lasciato da solo batteva Saio senza problemi. Scosso dallo svantaggio, il Brindisi faticava ad imbastire una reazione. Gli uomini di Danucci manovravano fino alla trequarti, per poi arenarsi al limite dell’area avversaria. Al 28′, sugli sviluppi di un corner per l’Avellino, Mulé saltava quasi indisturbato, ma di testa non inquadrava la porta. Implacabile invece Gori, che al 32’, solo davanti a Saio, superava il portiere biancazzurro e insaccava a porta vuota la rete del raddoppio. I padroni di casa erano inconsistenti in attacco. La prima occasione degna di nota arriva al 40′, con un colpo di testa di Moretti che si spegne di oltre un metro sul fondo. Un minuto dopo, Saio compiva una grande parata su un tiro dalla distanza di Sgarbi. Sugli sviluppi del corner che ne conseguiva, Saio si superava ancora, togliendo dall’angolo un rasoterra del solito Sgarbi. Il primo tempo non regalava altre emozioni. Danucci non faceva sostituzioni nell’intervallo. Al 7′, dopo un approccio di secondo tempo blando, triplo cambio, con l’ingresso di Ganz, Fall e Lombardi al posto di Moretti, Golfo e De Angelis. Il Brindisi non dava segni di reazione. L’Avellino amministrava e al 13′ calava il tris con un gran gol di Gori, che dai 30 metri scoccava un fendente diretto all’incrocio, imparabile per Saio. Il Brindisi era al tappeto. Al 15′ arrivava il poker, messo a segno da Sannipoli, che con freddezza si presentava davanti a Saio e lo batteva. In una gara che non aveva più nulla da dire, il Brindisi costruiva la prima, vera, occasione al 20′, con un tocco di prima intenzione di Ganz, che servito dal fondo non riusciva a beccare la porta. Poi la partita si trascinava senza sussulti fino al termine. L’uscita dal campo dei biancazzurri era accompagnata dall’ormai consueta bordata di fischi.
AZ PICERNO – POTENZA: nel derby lucano, valido per la tredicesima giornata del girone C della serie C, il Picerno batteva il Potenza per 3-1. La partita si giocava in serata allo stadio Curcio davanti a circa 1.600 spettatori. Il primo tempo si chiudeva sul punteggio di 3-0 per i padroni di casa, grazie ai gol realizzati da De Cristofaro (al 4′), dal capocannoniere Murano (23′) e da Ceccarelli, direttamente da calcio d’angolo al 29′. Il gol del Potenza era realizzato da Caturano al 9′ della ripresa. Con questo successo, il terzo consecutivo, il Picerno si confermava al quarto posto della classifica con 23 punti, mentre il Potenza restava fermo a quota 17, all’undicesimo posto.
VIRTUS FRANCAVILLA – CASERTANA: formazioni quasi obbligate per i due tecnici; squalifiche ed infortuni privavano sia Villa che Cangelosi di elementi pressoché quasi sempre presenti nelle precedenti occasioni. I biancazzurri erano orfani di capitan Monteagudo e con l’assenza anche di Gavazzi si ritrovavano con una difesa rivoluzionata. Recuperava dal malanno Nikolas Izzillo che nell’occasione era insignito anche della fascia e col portiere Forte era uno dei due ex della sfida; staffetta in avanti tra Giovinco che andava in panchina e Polidori che partiva dal 1’; fuori anche Risolo sostituito da Sergio Yakubiv, classe 2002, all’esordio dall’inizio; tra i rincalzi anche Daniele Vantaggiato arrivato a Francavilla nelle ultime ore. Cangelosi era privo di Proietti, squalificato, Soprano e Carretta infortunati; confermava Celiento e Sciacca al centro della difesa e puntava dall’inizio su Tavernelli sulla fascia destra; il faro di centrocampo diventava Toscano con Casoli e Damian ai suoi fianchi. Panchina ridotta a causa delle tante defezioni, cui si aggiungevano anche qualcuna dei giovanissimi della Primavera, che di solito non vanno in trasferta con la squadra, per gli impegni di categoria. Si partiva con ritmi abbastanza sostenuti. Entrambe le compagini cercavano di sorprendere l’avversario con azioni ficcanti. La prima occasione era per gli ospiti che al 5’ ripartivano con Tavernelli che effettuava un traversone che Anastasio dal limite correggeva verso la porta, ma la sfera si perdeva a lato. Passava un solo minuto e toccava all’ex Izzillo impegnare severamente Venturi che in tuffo mandava in angolo la sua pericolosa bordata. Dalla bandierina scaturiva l’invito per Polidori che sfruttava la solita indecisione su calcio piazzato e portava in vantaggio i biancazzurri. La Casertana reagiva prontamente e questa volta era Forte ad essere chiamato all’intervento per neutralizzare il tentativo rossoblù, poi la difesa allontanava la minaccia. Ma non c’era soluzione di continuità ed era ancora Polidori ad impegnare Venturi all’11’. Al 18’ Montalto ancora protagonista con un bel tiro che si perdeva di poco a lato della porta di Forte. Ma il pareggio era maturo ed arrivava al 20’ con la testa di Curcio che tornava al gol dopo un digiuno durato 5 partite. Alla mezzora altro grande intervento di Venturi che in uscita spericolata fermava Artistico che si era presentato da solo davanti a lui. Si passava da un fronte all’altro con grande disinvoltura: al 32’ Forte bloccava un tiro di Toscano dalla distanza e 2’ dopo sempre da fuori spediva a lato. Al 39’ veniva ammonito Celiento. Calavano i ritmi e gli ultimi minuti erano avari di occasioni da gol. Nei minuti finali però c’erano ancora sussulti: al 44’ ancora la testa di Curcio portava in vantaggio la Casertana, ma la gioia del sorpasso durava solo un minuto, poiché con una insistita azione che i difensori ospiti non riuscivano a fermare Artistico, abile a conquistare un pallone offerto a Polidori che con un gran tiro all’incrocio beffava Venturi. Dopo 4’ di recupero si chiudeva un gran primo tempo, con tante azioni da gol, quattro delle quali portavano alle doppiette di Polidori da un lato e Curcio dall’altro per un brioso 2-2. La ripresa si apriva senza cambi ed era meno prodiga di occasioni da gol rispetto alla prima frazione. Si metteva in luce sin dai primi minuti Carella che nel corso del primo tempo era subentrato a Di Marco: le sue sfuriate sulla fascia destra spesso mettevano in apprensione la retroguardia rossoblù che comunque riusciva a sbrogliare le varie matasse. Al 9’ Biondi intercettava e ripartiva offrendo la palla a Macca che sparava alto; su capovolgimento di fronte la Casertana conquistava una punizione che Tavernelli spediva tra le braccia di Forte. Al 24 altro traversone di Carella per la testa di Artistico, neutralizzato da Venturi. I biancazzurri spingevano e la Casertana attendeva cercando l’occasione giusta per colpire gli spesso sbilanciati avversari. Occasione che arrivava al 21’ con Toscano che sfondava sulla destra e mette al centro un pregevole cross che arrivato sulla fascia opposta veniva finalizzato da Montalto che di sinistro trafiggeva Forte. Questa volta la reazione dei locali veniva neutralizzata dal lungo possesso palla ospite che li teneva quasi sempre lontani dall’area di rigore di Venturi. A 5’ dalla fine Villa tentava il tutto per tutto con tre cambi, tra i quali quello di Vantaggiato che appena entrato offriva a Giovinco una buona palla che l’attaccante metteva a lato; comunque era pure tutto fermo per posizione di fuorigioco del subentrato. La Casertana aveva la forza e la lucidità di chiudere in avanti, collezionando due preziosi corner al termine dei quali ci provava Matese con un tiro lontanissimo dai pali di Forte che tuttavia sottraeva alla partita minuti fondamentali per la preziosa quinta vittoria consecutiva della truppa di Cangelosi.
ACR MESSINA – LATINA: il Latina si imponeva, allo stadio “Franco Scoglio”, con un perentorio 3-0, mettendo nei guai la squadra giallorossa. Inizio vivace con interessanti spunti su entrambi i fronti. Al 18’ “buco” in controllo di Fumagalli, che non produceva, comunque, danni. Sul ribaltamento di fronte, Scafetta impegnava Cardinali, pronto nel deviare la sfera. Su azione d’angolo (32’) Fella, servito da Paganini, mancava di poco il bersaglio. Ospiti in vantaggio al 38’, quando Jallow scattava sul filo del fuorigioco e insaccava il pallone dello 0-1. Allo scadere, Frisenna rimediava la seconda ammonizione di giornata e lascia i compagni in inferiorità numerica, complicando ulteriormente i piani del tecnico Giacomo Modica. L’allenatore dei peloritani faceva entrare dopo l’intervallo Tropea, Cavallo e Ragusa per Pacciardi, Giunta ed Emmausso. Al 13’ il Latina chiudeva, però, il match: Crecco batteva un corner, Fumagalli era impreciso nell’uscita e non poteva opporsi a Paganini, che di testa raddoppiava. Quattro minuti dopo, Del Sole, servito in profondità da Ricciardi, calava il tris. I padroni di casa crollavano anche psicologicamente e arrivavano i fischi. Il palo negava il poker a Paganini. Fumagalli si opponeva poi di istinto alla battuta a colpo sicuro di Mastrioanni. Nel finale, peccavano di mira gli orgogliosi tentativi di Plescia, voglioso almeno di ridurre il passivo.
CROTONE – MONTEROSI TUSCIA: pressavano subito i padroni di casa che però erano attaccati alti dagli ospiti che non facevano certo complimenti nei contrasti. E per vedere il primo pericolo verso la porta di Mastrantonio era necessario, prima, che il rientrante Sini del Monterosi beccasse il primo giallo dall’arbitro (al 10’): solo al 17’ infatti si riuscivano a manovrare da parte a parte e a far arrivare dalla destra un cross dai piedi di Tribuzzi, sul quale Crialese riusciva a spingere di testa dove il portiere ospite non arrivava. E’ vantaggio che i rossoblù cercavano di capitalizzare subito attaccando gli spazi che inesorabilmente il Monterosi cominciava a lasciare. Così nella stessa azione, al 22’, prima Tumminello era anticipato e poi D’Ursi murato dalla difesa.
I contrasti continuano ad essere duri ed il gioco, conseguentemente poco fluido da ambo le parti ma al 26’ Vuthaj, involato in contropiede, non riusciva a raggiungere Tumminello per un soffio. Ora gli ospiti provavano a reagire conquistando due angoli consecutivi sui quali saliva anche il centralone Mbende e trovando una conclusione (improbabile) da fuori su una respinta della difesa di casa. Poi tornava il Crotone con D’Ursi che non riusciva ad impattare di testa ma a pensare che il palleggio gli consentisse di portare a casa il risultato. Ed invece al 33’ arrivava un lungo traversone di Frediani che serviva Bittante, il suo colpo di testa era letale con Dini non esente da responsabilità, era pareggio. Il Crotone provava a reagire subito ma il Monterosi tornava a far valere la grinta anche se era qualcosa di più, arrivavano altri due gialli, a Frediani e Piroli, ed un rosso alla panchina ospite. La gara diventava sporca e, quasi inspiegabilmente, complessa.
Zauli cambiava subito, nella ripresa, e torna al 3 5 2: entravano Bruzzaniti e Pannitteri per Crialese e D’Ursi. C’era uno scossone iniziale che portava la Sud ad infiammarsi con Petriccione al 4’ che non inquadrava la porta dal limite dopo l’azione manovrata Vuthaj, Tumminello. Ma risultava una specie di fuoco di paglia, nel senso che il Monterosi iniziava a manovrare come non era certo riuscito nella prima frazione, rispondendo, colpo su colpo (a salve), ai tentativi dei padroni di casa. Al quarto d’ora la gara era succube di iniziative personali e tanti passaggi fuori misura. Al 16’ Pannitteri scuoteva Mastroantonio, poi sugli sviluppi dell’angolo Bove colpiva la traversa e sembrava che si potesse giocare di supremazia. Invece due minuti e Dini si doveva superare su Piroli incredibilmente solo davanti al portiere rossoblu che sulla respinta era salvato dalla traversa colpita da Frediani. Entrava così Gomez per Vuthaj per ristabilire l’accoppiata più prolifica con Tumminello, ma la gara continuava ad essere difficile, a tratti tortuosa con Taurino che chiamava dentro Ekuban e Di Francesco per Palazzino e Vano. Al 72’ possibile svolta con quello che sembra secondo giallo preso da Piroli ammonito nella prima frazione, invece era per Parlati, ne usciva un parapiglia che fa beccare gialli anche a Mbende e Loiacono con 4 minuti persi tra spintoni e rientri dell’arbitro che ovviamente ritirava il rosso per errata valutazione del numero di maglia. Al 78’ nuovo pericolo con una palla che Di Francesco faceva sfilare per tutta la linea dell’area di rigore del Crotone che raggelava Dini e compagni. Poi di nuovo Ekuban per gli ospiti e poi Gomez per il Crotone vicini alla marcatura. All’83’ era Tumminello a divorarsi il vantaggio su una ottima palla messa da Bruzzaniti. Poi altri calci, gialli e frenesia che sembrava far gioco agli ospiti che avevano accarezzato di passare in vantaggio. Ma Pannitteri era l’ultimo a demordere anche di testa a due dal termine. Al terzo minuto dei 5 di recupero Bruzzaniti dai 30 metri sul centro sinistra, si guardava attorno non vedeva movimenti e scagliava un destro all’incrocio opposto che infiammava lo Scida. Prodezza notevole che portava i tre punti ma non cancellava certo una prova che faceva balbettare le pretese della squadra di Zauli di poter pretendere primissime posizioni di classifica.
SORRENTO – TARANTO: la cronaca si apriva con un primo tentativo di Scala con un colpo di testa, da distanza ravvicinata, che si spegneva sul fondo al 5’. Soltanto al 17’ arrivava la risposta dei rossoblù con Kanoute che si accentrava e calciava con il destro, il diagonale terminava fuori di pochissimo. Al 20’ squillo dei costieri con Scala che impegnava Vannucchi, sulla respinta Vitale faceva partire un mancino che si infrangeva sulla traversa. Poi era protagonista Bifulco al 30’ con una conclusione al volo su suggerimento di Romano dalla destra, Del Sorbo si rifugiava in angolo. Il numero 14 al 35’ colpiva Vitale con uno schiaffo, l’arbitro sventolava il cartellino rosso e gli uomini di Capuano restavano con l’inferiorità numerica. Il primo tempo andava in archivio con i rossoneri in attacco, l’acrobazia del classe 2001 spaventava Vannucchi e compagni. Con la superiorità numerica, il Sorrento teneva il pallino del gioco e occupava stabilmente la metà campo del Taranto che, dal canto suo, provava comunque a ripartire. Al 64’ traversone del neo entrato Colombini per l’incornata di La Monica, il pallone terminava alto. Al 72’ si sbloccava la sfida, era Martignago a gonfiare la rete: l’ex Alessandria, sugli sviluppi di un corner, controllava e superava Vannucchi con il destro. I pugliesi andavano a caccia del pareggio con Riggio dopo una sponda di Samele, Del Sorbo osservava e non rischiava. Poco altro nel finale, al Viviani terminava 1-0 per il Sorrento.
AUDACE CERIGNOLA – CATANIA: bastava una rete del ritrovato Malcore all’Audace Cerignola per superare il Catania e riconquistare i tre punti che mancavano dal 21 ottobre scorso (2-0 sul Latina). Una vittoria preziosa, quella degli ofantini, che per una notte si ritrovavano nuovamente in zona playoff e riguadagnavano certezze dopo il punto conquistato nelle tre precedenti gare. Continuava, invece, il momentaccio del Catania, attualmente fuori dalla zona playoff con la miseria di 15 punti conquistati, troppo pochi per le ambizioni d’alta classifica coltivate a inizio stagione. La decideva Malcore, rilanciato dal 1′ da mister Tisci. L’attaccante ritrovava il gol che mancava addirittura dal 9 settembre (2-2 a Sorrento).La rete decisiva giungeva allo scoccare dell’ora di gioco, su una palla persa dai siciliani: il bomber gialloblu era lesto a deviare in rete l’assist dalla corsia sinistra di D’Andrea. Lo stesso Malcore era andato in gol al 20′ del primo tempo, annullato però per posizione di fuorigioco. Finiva con la gioia per i padroni di casa a cui faceva da contraltare la grande amarezza degli etnei, ancora in difficoltà ed in attesa del neo tecnico, Lucarelli.
TURRIS – MONOPOLI: il primo tempo era un po’ bloccato, pochi gli spunti a disposizione delle due squadre per creare occasioni. A provarci, da una parte e dall’altra, erano Borello e Maniero, ma i loro tentativi non avevano fortuna. Quando la frazione sembrava ormai incanalarsi verso il pareggio, gli ospiti trovavano il gol del vantaggio al 43′, grazie al colpo di testa di Ferrini. Nel secondo tempo il match proseguiva sulla stessa falsariga, con Tomei che decideva di mischiare le carte cambiando fisionomia alla squadra a seguito di quattro ingressi dalla panchina: proprio un subentrato, l’attaccante Spalluto, chiamava in causa il portiere Fasolino. La Turris attuava un forcing nel finale, con D’Auria che tentava di pescare la gloria personale ma il suo tentativo era respinto dalla difesa biancoverde. Finale amarissimo per i corallini in caduta libera e ad un passo dalla lotteria post season per la permanenza in serie C, grande boccata d’ossigeno per i pugliesi che, grazie al successo, uscivano, momentaneamente, dalla palude play out.















