di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Epilogo del viaggio d’andata. Un primigenio percorso sorprendente, rassicurante, divertente, che promette di svilupparsi ancora sotto l’egida della consapevolezza dei propri mezzi, degli ampi margini di perfezionamento e della selezione funzionale nell’imminente sessione invernale del mercato. Il Taranto ospita il Latina in quello che rappresenta l’ultimo impegno della prima fase del campionato, a sua volta coincidente con la chiosa dell’anno solare ed agonistico: l’appuntamento antecedente la pausa per le festività natalizie è in programma stasera, sotto i riflettori dello stadio Iacovone, con fischio d’inizio alle ore 20.45. “Si cerca l’ennesima impresa: vogliamo chiudere nel migliore dei modi una prima porzione di campionato in cui nessuno avrebbe creduto che potessimo godere di una simile classifica- ha esordito Ezio Capuano- Fatta di sacrificio, di grande fase d’abnegazione, di programmazione da parte della società, ma il merito superiore è dei ragazzi che, quotidianamente, offrono la massima disponibilità per ottenere questi risultati. Vogliamo regalare una vittoria, un sorriso al nostro pubblico”. Un mese di dicembre propizio dall’esordio, caratterizzato dalla rinnovata continuità di rendimento e rinvigorito dal pareggio a reti inviolate suggellato nel turno precedente nella tana dei lupi di Avellino: “Arriviamo bene, nonostante molti acciaccati, qualche elemento non sarà nemmeno convocato, contro un avversario che fa paura fuori casa- ha commentato il trainer rossoblu- Il Latina è una squadra che riparte benissimo, che annovera tutti giocatori di gamba, che sfrutta le preventive sulle quali è richiesta concentrazione. E’ una buona formazione e lo conferma la classifica: costruita molto bene da Matteo Patti (direttore sportivo, ndr) ed allenata da un ragazzo che io conosco e che reputo molto capace come Daniele Di Donato”. “Se dovessimo concedere lo spazio e la linea alle spalle, rischieremmo di essere distrutti dai giocatori nerazzurri- ha continuato- Dovremo essere abili a non tradire su tali letture: ci abbiamo lavorato, anche se i giorni a disposizione non sono stati tanti, speriamo di aver individuato le giuste contromisure. Siamo consapevoli che sarà una partita difficile, ma abbiamo grandi possibilità di conquistare l’intera posta in palio, con qualità ed entusiasmo”. Parola d’ordine: non abbassare la guardia, soprattutto psicologica, in occasione dell’ultimo atto che schiude al tradizionale arco cronologico in cui le esercitazioni saranno intervallate dagli eventi conviviali, prima dell’inaugurazione del giro di boa fissata per l’Epifania: “Le partite che precedono Natale e Pasqua sono particolari, perché i giocatori pensano alla valigia, agli orari dei viaggi, agli aerei, ai treni, ai familiari. E’ la mia paura, ma penso di avere l’esperienza giusta per gestirle- ha confessato Capuano- Nell’immediatezza psicologica, però, non si può entrare. Spero di averlo fatto capire alla squadra: l’aspetto mentale mi preoccupa più del tema tattico”. Intraprendenza notevole fuori dalle mura amiche per la compagine laziale: “Ha adottato un 3-4-2-1 a Torre del Greco, prendendo altissimi gli avversari, mentre in casa col Benevento si è difesa nella propria metà campo interpretando il 3-5-2, offrendo una prestazione accorta e concedendo il palleggio ma accelerando pericolosamente sulle ripartenze- ha spiegato il tecnico ionico- E’ normale che noi abbiamo preparato due partite: sia se il Latina dovesse aggredire coi due trequarti più il terminale offensivo, sia che dovesse operare con due punte piatte; dipenderà dalle caratteristiche dei singoli prescelti come Mastroianni, Fella o Fabrizi, abbiamo studiato il nostro atteggiamento”. Nell’attesa che le strategie siano svelate attraverso l’opzione del modulo di base, emergono i quesiti rituali circa l’alternanza dei protagonisti dalla cintola in su registrata fra il derby interno col Monopoli e la coriacea prova ad Avellino, in primis la crescita di Zonta e la fiducia nel giovane Fiorani sull’asse mediano: “Ho scelto i giocatori ma la squadra l’ha fatta il presidente Giove: ho costruito una rosa profonda, ho ingaggiato tutti interpreti bravi anche a confrontarsi con la pressione della piazza di Taranto- ha commentato l’allenatore- In relazione all’intensità ed alla continuità degli allenamenti effettuati durante la settimana, come dello stato fisico, molto in base alla caratteristiche dell’avversario, io seleziono chi schierare”. “Contro l’Avellino disposto 3-5-2 con due mezzali di inserimento, Armellino e D’Angelo, che avrebbero potuto creare la superiorità numerica attaccando in verticale, ho preferito affidarmi a due centrocampisti d’incontro- ha analizzato- Zonta possiede una qualità superiore, ma è stato sacrificato a beneficio di Fiorani e Romano, due elementi più dediti alla costruzione”. Focus dettagliato sulla versatilità intermittente di Romano: “Gode della mia fiducia, l’ho riconfermato. Lui è un incursore, bravo nell’inserirsi, nel fare legna, un giocatore di grande applicazione ed abnegazione che tanti allenatori vorrebbero avere- ha sottolineato- Collocato in un ruolo diverso, a svolgere compiti inediti, è normale che abbia faticato: l’ho provato come quinto perché ha una discreta gamba e pensavo potesse fare bene. Contro la Casertana era confuso, non si staccava dalla figura di Proietti, non allargava ed i campani spaziavano nel fraseggio”. Combinazioni originali sulle catene con un tributo a sorpresa: “Quello che mi sta piacendo più di tutti è Ferrara: ho dimostrato di saper gestire l’essere umano- ha ammesso orgoglioso Capuano-Ha commesso degli errori, però è stato bravo a non ripeterli: una lacuna clamorosa col Sorrento ma anche in occasione del gol del Potenza, quando non chiude la diagonale d’ingresso sulla figura. Nelle due precedenti gare, i suoi interventi in copertura ci hanno salvati: mi accorgo che mi segue, è diligente, in questo momento sono molto soddisfatto. Anche gli altri esterni stanno operando bene”. Visione eclettica e prospettive di imprevedibilità nella batteria offensiva rossoblu: “Anche in attacco abbiamo giocatori con caratteristiche totalmente diverse: se l’arbitro della trasferta di Avellino non fosse impazzito o non avesse fischiato involontariamente, avremmo conquistato il successo nel recupero grazie ad una doppia sostituzione, largo Bifulco e dentro Fabbro, assist e gol- ha illustrato mister Capuano- La fase di lettura ci ha visti partire con Cianci e Kanoute vicini, per terminare con due punte di attacco alla profondità, per la precisione con Bifulco molto più propenso nell’allargarsi e Fabbro che quando parte e sta bene ti ammazza. La diversificazione delle doti dei giocatori può essere sfruttata durante l’interpretazione della gara”. Centellinate le apparizioni del fantasista Orlando: “E’ il giocatore di qualità intrinseche più forte che il Taranto possiede. Purtroppo è reduce da un periodo di inattività, sta recuperando da qualche problemino, si è fatto male nel suo miglior momento ed è stato fermo circa un mese- ha commentato lo stratega- L’obiettivo è il Taranto: se sta operando bene ed emergono peculiarità diverse, non penso che un allenatore sia costretto a coinvolgere un calciatore, seppur bravo, per dargli il contentino. Non so farlo, ma sono convinto della struttura della squadra”.















