di Danilo Barbalinardo
Un altro capolavoro tattico di Capuano, permette ai rossoblù, di salire al quinto posto con 33 punti prima della sosta di Natale. Il mister di Pescopagano, la vince con i cambi, ribaltando una partita che si era messa male e superando lo scoglio psicologico del rigore sbagliato da Antonini. Bifulco, viene rischierato da titolare, facendo rivedere il 3-4-3, modulo con cui gli jonici hanno fatto le loro fortune in casa.
Samele prende il posto di Cianci, mentre si rivede da titolare Mastromonaco. Al fianco di Calvano, ci va Romano, giocatore che sta affrontando un buon momento di forma. Pronti via, il Taranto cerca subito di imporre il proprio gioco, basato su pressing alto e ripartenze letali, ma all’ undicesimo minuto, Rocchi la sblocca per il Latina. Samele, è un giocatore totalmente diverso da Cianci, e trova difficoltà ad integrarsi nel modulo di Capuano.
Mentre il numero 10, cerca sempre di rientrare sulla trequarti, per fare spazio alle sortite di Kanoutè e Bifulco, il giovane in prestito dal Sassuolo, preferisce più la palla in profondità, o l’ essere servito in area. Per tale motivo, Bifulco e Kanoutè, giocano più sulla trequarti ad inventare anziché sfrecciare in avanti. Il Taranto ha l’ occasione per riprenderla, Ferrara viene atterrato, guadagnandosi un calcio di rigore. Antonini si assume la responsabilità, ma sbaglia clamorosamente. Il rigore sbagliato può sembrare un macigno dal punto di vista psicologico per qualsiasi squadra, non per i “capuanizzati” rossoblù.
Al minuto 22, Mastromonaco lancia per l’ incursione di Romano, il numero 7 da fuori area la mette centro, dove Bifulco con un tocco morbidissimo segna un gol da sigla televisiva. Il Latina, è una squadra che non fa barricate e cerca sempre di giocare un buon calcio mantenendosi compatta. Il Taranto dopo aver trovato il pareggio però, si mette a fare possesso palla, inaugurando un momento di studio tra le due squadre. Fino alla fine del primo tempo, infatti, le due squadre non cercano mai di farsi male, ma si limitano a studiare l’avversario per capire come colpirlo. Ad inizio secondo tempo, il Latina cerca di imporre il proprio possesso, ma riscontra in Calvano, il nemico numero uno.
Il numero 23, sradica dai centrocampisti laziali, ogni tipo di pallone, soprattutto dai piedi di Cittadino, mente dei nerazzurri. Capuano, la vuole vincere, quindi toglie Kanoutè, inserendo Orlando. Il mister di Pescopagano, capisce che il senegalese era ormai raddoppiato, e inserisce il numero 96 sperando in un suo colpo tecnico. Capuano ha ragione, al 72, Orlando prima si libera di un’ avversario con un tacco volante, e poi fa un’apertura di 40 metri per Bifulco. Il numero 14, anziché stopparla, usa il suo piede come se fosse una stecca da biliardo e imbuca in rete dando vita ad un gol magnifico. Dopo il gol realizzato, il Taranto si chiude, mantenendo il vantaggio in una partita importante da vincere.















