Dopo la grande vittoria di Piacenza, che ha regalato alla Gioiella Prisma Volley la permanenza in Superlega, è intervenuto ai nostri microfoni il centrale rossoblù Giovanni Gargiulo, uno dei protagonisti di questa salvezza.
Dopo una settimana molto impegnativa, che vi ha visti scendere in campo per tre volte in sette giorni, è arrivata finalmente la vittoria che ha sancito la permanenza in Superlega. Che sensazioni avete vissuto nello spogliatoio?
È stata una vera e propria liberazione, come togliersi un peso dallo stomaco. Non è stata un’annata semplice: per tutta la stagione si sono alternati momenti in cui abbiamo espresso una pallavolo ad altissimo livello a momenti in cui non abbiamo fatto altrettanto bene. Aver raggiunto la salvezza con due giornate d’anticipo aiuta lo spogliatoio, ma questo non vuol dire che il nostro lavoro sia terminato. Dobbiamo continuare a spingere per provare a raggiungere anche qualcosa in più.
Qual è il vostro obiettivo per le ultime gare della stagione regolare?
Non abbiamo mai pensato alla sola salvezza matematica. Adesso ci attendono due sfide, dobbiamo provare a vincerle entrambe per cercare di ottenere qualcos’altro. Se non dovessimo farcela ce ne faremo una ragione, ma è fondamentale affrontarle bene, nonostante si sia già ottenuta la permanenza.
Il prossimo anno Taranto rischia di essere la sola protagonista dell’Italia meridionale in Superlega. Cosa manca secondo te al Sud per competere a certi livelli?
Non credo sia un discorso di cultura: il Sud è pieno di settori giovanili che funzionano bene. Posso citare Castellana, ad esempio, negli anni in cui ho militato nelle giovanili. Credo che la problematica principale sia la mancanza di strutture, a cui va ad aggiungersi una grande difficoltà nel trovare sponsor che possano garantire un livello come la Superlega. Al Nord il discorso è totalmente diverso per quel che riguarda questi due aspetti.
La consapevolezza di rappresentare una delle pochissima realtà meridionali di questo torneo aumenta in voi il senso di responsabilità?
Per me fa una grande differenza. Da ragazzo del Sud, che ha sempre giocato al Sud, aiutare a far sì che ci sia almeno una squadra in Superlega fa un enorme piacere. Soprattutto se parliamo di Taranto, che ha dimostrato di non avere niente da invidiare rispetto ad altre piazze più importanti.
Questa stagione ti ha visto assoluto protagonista. Un bilancio personale a due gare dal termine?
Non penso mai a livello personale, perché ritengo che questo ti faccia perdere di vista l’obiettivo della pallavolo, che è uno sport di squadra. Sono soddisfatto della salvezza e di aver contribuito al raggiungimento di questo risultato, ma se non avessi giocato e ci fossimo salvati molto prima, o fossimo andati ai playoff, sarei stato probabilmente anche più contento.
Il tuo futuro sarà ancora a Taranto?
È presto per parlarne. Bisogna finire questo campionato e poi pensare al futuro. Adesso siamo concentrati sulle prossime due gare: vogliamo fare bene, perché non è detto che la stagione per noi sia già finita.














