“La società della Nuovi Orizzonti Taranto, comunica che come disposto dal Comune di Taranto in data odierna per motivi tecnici, la gara contro la New Basket Agropoli in programma sabato 16 Marzo alle ore 18, dovrà essere disputata a porte chiuse.”
Fin qui il comunicato stampa ufficiale della Nuovi Orizzonti Taranto, che in una fase importante della stagione, si trova costretta ad affrontare una problematica di notevole rilevanza, senza esserne colpevole. La società rossoblu ionica infatti, non nasconde e ci tiene a far conoscere il proprio rammarico, per quanto accaduto e per non potere vivere l’ultima gara della “fase ad orologio” assieme al proprio pubblico.
Andiamo con ordine. Alle ore 14:11 di venerdì 15 marzo giunge una pec dal Comune di Taranto che per una riscontrata avaria all’impianto idrico antincendio del Palamazzola, l’autorizzazione per il match contro la New Basket Agropoli è da intendersi esclusivamente in assenza di pubblico.
Una doccia fredda, giunta anche con notevole ritardo, vista anche l’importanza del pubblico sugli spalti nel progetto della Nuovi Orizzonti Taranto.
Ma dove e quando nasce il problema?
Al Comune di Taranto è nota da almeno dieci giorni, ovvero prima del concerto di Massimo Ranieri, che ha potuto avere luogo solo con la presenza dei Vigili del Fuoco e quindi con un surplus di spesa di 1000 euro sostenuta, dicono, dall’organizzazione.
Dal concerto in poi i tecnici comunali hanno cercato di risolvere il problema, senza però riuscirci, sino a venerdì 15 quando hanno alzato bandiera bianca. Da qui l’accertata inagibilità dell’impianto che, con il ritiro della Scia, ha impedito lo svolgimento della gara con la presenza di almeno 100 spettatori.
Ma la ritardata inagibilità non ha compromesso i tempi per convocare la commissione prevenzione, protezione e sicurezza per lunedì, chiamata a decidere per lo svolgimento delle partite delle nazionali di calcio a 5 in presenza dei Vigili del fuoco.
Ma allora, tecnici prima e dirigenti dopo, non si poteva usare la stessa tempestività, considerando i vani tentativi, di usare lo stesso iter per consentire alle squadre impegnate il sabato e la domenica di poter svolgere regolarmente le proprie gare?
Due società che ci risultano tra quelle che pagano puntualmente i canoni di utilizzo della struttura, ma che, forse, non possono vantare lo stesso blasone di altre e quindi, non meritare il giusto rispetto per la loro attività.
Qualcuno risponda che fare attività sportiva a Taranto diventa sempre più difficile…














