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Serie C/C, il Taranto vince a Monopoli con Orlando ed una super rete di Riggio

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, il Taranto vince a Monopoli con Orlando ed una super rete di Riggio

La Juve Stabia, in un clima di festa per la promozione in serie B raggiunta, non riusciva da avere la meglio su un Crotone ridotto in dieci ed in svantaggio per gran parte della gara

di Fabrizio Di Leo

La 36^ giornata, cesellava la zona play off e dava uno scossone all’area play out. La Juve Stabia, in un clima di festa per la promozione in serie B raggiunta, non riusciva da avere la meglio su un Crotone ridotto in dieci ed in svantaggio per gran parte della gara. Il pareggio finale era oro per i calabresi ancora in lotta per conquistare uno dei posti play off, ancora non certo. Al Partenio Lombardi di Avellino, il match tra gli irpini di pazienza ed il Benevento di Auteri, si contendevano tre punti, necessari per rafforzare la propria posizione alle spalle della capolista Juve Stabia ed il match, fisso sul risultato di pari, soltanto nel finale, con una tiraccio da fuori area di sgarbi dava la vittoria ai padroni di casa, ora più vicini alla seconda posizione in assoluto. Nel secondo big match di giornata, la Casertana, al Pinto superava un Picerno in netta fase calante, ridotto peraltro in dieci per un’ingenuità di un difensore melandrino, certificazione dell’incapacità di recuperare uno scarto minimo. Taranto corsaro a Monopoli, con un goal “alla Brunetti” (tiro lob da centrocampo della palla) di Riggio che superava il portiere Gelmi, avanzato, rispetto alla linea di porta, gettava nello sconforto i padroni di casa e li costringeva ad una sconfitta dolorosa, in questa ultimissima fase stagione regolare. Giugliano e Latina, subivano una sconfitta dolorosissima, i partenopei a Teramo con il Monterosi Tiscia, mentre i laziali, in casa, con la Turris. Il Foggia, straripante a Potenza, inguaiava i lucani che si vedevano costretti, ad esonerare il tecnico Marchionni e il direttore sportivo Varrà, nel tentativo di salvare la stagione, compromessa ed al limite dei play out. La vittoria nel derby siciliano del Catania, stravolgeva la zona play out, in quanto gli etnei si allontanavano dalla palude degli spareggi per evitare la retrocessione, area infida in cui si impanavano gli imperiali della Virtus Francavilla, caduti, fragorosamente, nell’ultimo derby pugliese stagionale, a Cerignola. In coda alla classifica, intanto, il Brindisi raccoglieva altri tre punti, giungendo alla terza vittoria consecutiva, dimostrando che la retrocessione decretata, probabilmente, con una società più solida poteva essere evitata.

JUVE STABIA – CROTONE: la Juve Stava allo stadio Menti da vincitrice del girone e con la promozione in Serie B già in tasca, la sfida contro il Crotone terminava con il risultato di parità. La squadra di Guido Pagliuca passava in vantaggio con “bomber” Bellich, ma non riusciva a sfruttare la superiorità numerica nel secondo tempo: Tumminello approfittava di un pasticcio difensivo e faceva 1-1. La partita, interrotta subito per scarsa visibilità, prendeva il via con quattro minuti di stop. Al 7’ arrivava la prima conclusione verso la porta da parte dei gialloblù, ci provava Bellich sugli sviluppi di un calcio d’angolo e D’Alterio si faceva trovare pronto. I pitagorici non restavano a guardare e tentavano di impensierire la retroguardia delle vespe con le iniziative di D’Errico e Tumminello. Al 17’ destro a giro da parte di D’Ursi, la sfera terminava a lato. Le due squadre si studiavano e andavano alla ricerca della manovra giusta per scardinare la difesa avversaria, diversi gli errori di misura per i ventidue protagonisti in campo. A metà primo tempo Pierobon innescava Piovanello che pennellava al centro, Gigliotti si rifugia va in corner e allontanava il pericolo. Al 36’ D’Amore crossava dalla sinistra e Piscopo calciava al volo, non inquadrando il bersaglio. Passavano quattro minuti ed era Buglio a farsi vedere in zona offensiva con un rasoterra che terminava di poco sul fondo. Al 42’ la Juve Stabia sbloccava il risultato: Piovanello riceveva, si liberava di Crialese e metteva al centro, Bellich ringraziava e segnava. Nel finale di primo tempo, il Crotone restava in dieci per il doppio giallo rimediato da Zanellato. Nel recupero occasioni per D’Ursi e Piscopo, all’intervallo era 1-0 per la capolista. La ripresa si apriva con una fase di stallo, al 51’ Tumminello girava su cross di Giron ma non trovava lo specchio della porta. Nell’altra metà campo Piovanello andava via centralmente e concludeva dal limite con il destro, ma mandava fuori. Al 62’ trama avvolgente da parte della prima della classe. Buglio si affidava a Piscopo che imbeccava Adorante, D’Alterio leggeva e intercettava con i tempi giusti. I rossoblù, nonostante l’inferiorità numerica, riuscivano ad agganciare il pareggio. Bellich appoggiava ad Esposito che “serviva” l’assist a Tumminello: l’attaccante raccoglieva e insaccava. La partita viaggiava sul binario dell’equilibrio, la Juve Stabia si riversava in avanti mentre gli ospiti – compatti – cercavano di non lasciare spazio agli avversari. All’86’ Guarracino guadagnava il fondo e scodellava per Adorante che mancava la deviazione vincente. Poco altro nelle battute conclusive dell’incontro, al “Menti” terminava 1-1.

AVELLINO – BENEVENTO: dall’andata al ritorno, cambiava lo stadio ma non il risultato: l’Avellino batteva di misura il Benevento e saliva da solo al secondo posto. In virtù delle due vittorie negli scontri diretti, la squadra di Michele Pazienza conservava un vantaggio ulteriore sulla compagine di Gaetano Auteri. Nella notte del “Partenio” decideva Sgarbi con un bolide all’83’. I lupi si schieravano con il classico 3-5-2 e il tecnico di San Severo risolveva i dubbi della vigilia: a destra c’era Llano e non Ricciardi, in mediana si rivedeva Rocca dal primo minuto e Gori era confermato nel tandem avanzato con Patierno. A difendere la porta di Ghidotti c’erano Cancellotti, Cionek e Frascatore. Liotti si prendeva la corsia mancina, Armellino e De Cristofaro completavano la linea di centrocampo. I giallorossi si affidavano a Capellini al centro della retroguardia, a Simonetti sull’out mancino e a Pinato sulla trequarti. Il derby si apriva con ritmi altissimi e subito con un intervento duro di Cionek su Perlingieri, Ciciretti si incaricava della battuta della punizione da posizione defilata e calciava verso lo specchio della porta: Ghidotti bloccava senza difficoltà. I padroni di casa rispondevano con un tentativo di Liotti dall’interno dell’area ma gli ospiti respingevano. Al 6′ fraseggio nello stretto tra Ciciretti e Perlingieri, la sfera arrivava a Pinato che cercava la conclusione dal limite, Cionek chiudeva. Passavano pochi secondi, l’ex Pordenone riceveva tra le linee e allargava per il fantasista romano che rientrava sul mancino e chiamava ancora in causa Ghidotti con un tiro centrale. All’8′ i biancoverdi si riportavano in attacco con una potenziale chance dalla bandierina, l’azione proseguiva con qualche scintilla tra Llano e Perlingieri dopo un contatto sulla corsia destra. Al 12′ Patierno indietreggiava, conquistava il pallone e pescava Gori che stoppava e preparava il destro: Pastina era provvidenziale in chiusura. Dall’angolo seguente, Cionek svettava sul traversone di Liotti e impattava di testa: Paleari, con un brivido, neutralizzava in due tempi, subendo poi fallo dal difensore sulla ribattuta. L’Avellino teneva il baricentro alto e Gori si ritagliava lo spazio per l’iniziativa personale che si spegneva sul fondo. Al 21′ squillo di Nardi dalla distanza, Ghidotti ripartiva con un rinvio. Dopo un avvio ad intensità elevata, le due formazioni si contendevano il possesso principalmente a metà campo. Il gioco, attorno alla mezz’ora, veniva interrotto per lancio di fumogeni e petardi dal settore ospiti. Al 33′ episodio nell’area del Benevento: Gori scattava, Pastina lo sbilanciava e l’attaccante in maglia numero 35 andava giù: il direttore di gara lasciava proseguire tra le proteste. Al 38′ il classe ’99 parte sul filo del fuorigioco, puntava Capellini e concludeva sul primo palo, la traiettoria finiva sull’esterno della rete. Al tramonto Liotti faceva tremare la Strega: il laterale sinistro, con un piazzato da circa venti metri, mandava di poco fuori. La frazione iniziale andava in archivio con un destro di Talia deviato in angolo. Nessun cambio all’intervallo, sul terreno di gioco si rivedevano gli stessi ventidue della prima parte di gara. La ripresa si apriva con un buon approccio dei lupi, i giallorossi ribaltavano la manovra al 50′ ma Ciciretti era costretto a lasciare il campo per un problema muscolare: al suo posto c’era Starita, calciatore vicinissimo all’Avellino a gennaio e acquistato dal Benevento. E il neo entrato, accolto tra i fischi dei tifosi locali, era protagonista: difende il possesso in area e resisteva alla marcatura di Cionek, sulla sfera si avventava Perlingieri che impegnava l’attento Ghidotti. Al 61′ proteste di Patierno per un presunto fallo di mano di Pastina, anche in questo caso il signor Bordin di Bassano del Grappa faceva proseguire. Pochi secondi più tardi proprio il difensore faceva partire un traiettoria velenosa dalla catena mancina, Ghidotti si distendeva e neutralizza. Al 66′ doppia sostituzione per Pazienza: fuori Llano e Rocca per Sgarbi e Ricciardi, con la squadra di casa che si schierava con il 3-4-1-2. Al 70′ Armellino metteva al centro dove Gori calcia di prima intenzione, Paleari rispondeva con un grande intervento. Quattro giri di lancette dopo Sgarbi inventava con un filtrante delizioso per Ricciardi in inserimento, Paleari leggeva la giocata e in uscita salvava la Strega. Al 75′ terzo cambio per i lupi con Tito al posto di Liotti. A dieci minuti dalla fine opportunità clamorosa per il Benevento in piena area: errore in uscita dell’Avellino, Simonetti serviva Pinato che sparava sul fondo da ghiotta posizione. Al “Partenio” valeva la legge “gol sbagliato, gol subito”: all’83’ Sgarbi controllava da ottima mattonella e con un missile imprendibile batteva Paleari. Gli uomini di Auteri provavano a reagire con una conclusione di Pinato disinnescata dal pacchetto arretrato di Pazienza che, nelle battute conclusive, tornava al 3-5-2 con le carte Marconi e Dall’Oglio. Nel recupero Sgarbi sprecava in contropiede e l’assedio ospite trovava i guantoni di Ghidotti. Dopo quattro minuti di recupero si chiudeva il derby.

CASERTANA – AZ PICERNO: a tre giornate dalla calata del sipario sulla stagione regolare in Serie C si affrontavano le due più piacevoli sorprese del campionato, separate da un solo punti in classifica (58-57) e con in palio il quarto posto finale che poteva valere l’iscrizione alla fase nazionale dei play off. Con la Juve Stabia già in Serie B e con Avellino e Benevento impegnate lunedì per la conquista della piazza d’onore, Casertana-Picerno diventa la partita più attesa della giornata, col Taranto, terzo incomodo, che scendeva in campo poco dopo il triplice fischio del Pinto. Campani e lucani promettevano scintille con l’unica nota stonata della giornata che atteneva ancora una volta la presenza del grosso pubblico: ai possessori dell’abbonamento dei distinti infatti era precluso l’accesso allo Stadio per qualche tafferuglio scoppiato al termine di Juve Stabia-Casertana del 4 marzo ultimo scorso. Cangelosi confermava Sciacca al centro della difesa con Bacchetti che si accomodava in panchina; penuria di centrocampisti tra i falchetti per cui questa volta la coppia in mediana diventava una necessità oltre che una scelta tattica; confermato il trio alle spalle di Montalto, c’era da attendere ancora un po’ per rivedere Proietti nella formazione titolare. Due cambi per Longo nell’undici iniziale dove si registrava una staffetta tra ex falchetti: dopo diverse partite da titolare Andrea Cadili restituiva la maglia di difensore centrale ad Allegretto, mentre veniva riconfermato nel trio alle spalle di Murano Francesco Petito in luogo di Albadoro. Assente per squalifica unitamente a Gallo l’altro ex, il capitano Esposito; in panchina tra tanti millenials c’erano anche i ‘veterani’ Ceccarelli, De Ciancio e Maiorino. Inevitabili iniziale scaramucce ad inizio gara tra le due squadre che tendevano al possesso palla. Solo dopo la prima mezza dozzina di minuti arrivava la prima occasione da rete con Ciko che imbeccato da Santarcangelo si portava al cospetto di Venturi, ma l’uscita del portiere casertano lo induceva ad allungarsi la sfera che si perdeva sul fondo. Si ribaltava il fronte e la fucilata di Anastasio sorvolava di poco la traversa lucana. All’11’ la prima azione sull’asse Anastasio-Curcio col colpo di testa del bomber che finiva sul fondo. Al 15’ doppio tentativo ospite, sul secondo dei quali Santarcangelo a botta sicura si faceva ribattere il tiro da Venturi. Poco prima della mezz’ora un allegro disimpegno della difesa ospite la palla arrivava a Curcio che con un tiro a giro andava a scheggiare la parte superiore della traversa. Al 32’ dopo un tentativo di Carretta respinto dalla difesa la palla arrivava ad Anastasio che ci provava dalla distanza col tiro a cui si opponeva Summa. La Casertana insisteva e continuava a pressare: al 38’ Tavernelli metteva al centro un buon cross sul quale Montalto non arrivava e Carretta veniva fermato in posizione di off side. Al 40’ pasticcio del Picerno con Allegretto che regalava un angolo ai falchetti: Tavernelli trovava la testa di Anastasio che spediva alto. L’arbitro assegnava 3’ di recupero, nel primo dei quali si concretizzava il vantaggio dei locali. L’asse Anastasio-Curcio questa volta era vincente e l’assist del difensore trovava la precisa deviazione di testa dell’attaccante per la sua 14esima rete, nuovo record personale. Ad inizio ripresa Longo ricorreva alla esperienza di Pasquale Maiorino (circa 400 le sue partite tra i pro) al posto di Santarcangelo, uscito malconcio alla fine del primo tempo. La mossa doveva essere propedeutica per un atteggiamento ospite più propositivo, ma i frutti non erano tangibili. La Casertana sembrava poter gestire il vantaggio poiché il Picerno non creava eccessivi pericoli alla difesa locale. Ma quando meno te lo aspetti arrivava il bagliore che illuminava la serata potentina: Murano poco appariscente fino al 14’ del secondo tempo trovava il guizzo per riequilibrare l’incontro e lo faceva con un fendente dal vertice sinistro dell’area che andava ad imbucarsi nell’angolino alla sinistra di Venturi. Passava un minuto e Maiorino concludeva centralmente per la facile parata del portiere di casa. Al 18’ Montalto veniva fermato con un contatto all’interno dell’area di rigore, ma il direttore di gara sorvolava sull’intervento di Gilli. La partita perdeva d’intensità: ora era il Picerno che cercava di narcotizzare il gioco e Summa finiva tra gli ammoniti per vistosa perdita di tempo. Al 29’ ci provava Del dalla distanza, ma il suo tiro – complice una deviazione con la schiena di Pitarresi – per poco non andava ad insaccarsi e finiva in angolo. La svolta arrivava al 33’: Tavernelli era lanciato in area e su di lui si avventavano tre difensori ospiti, tra cui il portiere Summa a cui il direttore di gara comminava il secondo giallo, dopo aver decretato il rigore a favore dei falchetti. Sul dischetto si portava Montalto, ma bisognava aspettare circa 4’ prima che Merelli potesse portarsi sulla linea di porta al posto del compagno espulso. Il tagliagole non risentiva affatto dell’inconveniente e con un preciso rasoterra spediva la palla sul palo di sinistra, mentre Merelli si tuffava sul lato opposto. Ritrovato il vantaggio era un gioco da ragazzi per i falchetti gestire la situazione, nonostante Longo desse fondo a tutte le risorse disponibili per raddrizzare nuovamente il risultato; la Casertana conservava il vantaggio fino al 7’ di recupero e spediva gli avversari a 4 lunghezze creando i presupposti per ridurre e distanze dal podio, dal momento che il giorno dopo, il derby tra Avellino e Benevento avrebbe fatto perdere punti importanti a qualcuna delle due o ad entrambe.

MONOPOLI – TARANTO: vittoria esterna pesante per il Taranto, che nella 36° giornata del girone C della Serie C 2023/2024 vinceva il derby pugliese del “Veneziani” in casa del Monopoli e rilanciava le sue ambizioni nella lotta per un miglior piazzamento possibile verso i playoff. Gli uomini di Ezio Capuano potevano ancora puntare al quarto posto, mentre il Monopoli rimaneva all’interno della zona playout e aveva ancora 180′ per provare a conquistare la salvezza diretta al termine della stagione regolare. Pochissime emozioni nel primo tempo, in cui le squadre si affrontavano con grande intensità senza però riuscire a produrre occasioni da gol concrete se non con alcune conclusioni che non impensierivano i due portieri. Inevitabile quindi lo 0-0 dopo i primi 45′, con il Taranto che perdeva Panico per infortunio dopo poco più di mezz’ora. Ben diverso l’andamento del secondo tempo, che dopo una prima fase di studio iniziava a regalare parecchie emozioni. Il Taranto saliva di colpi e al 60′ passava in vantaggio con il neo-entrato Orlando, che alla prima palla toccata risolveva una mischia con il gol dello 0-1. La reazione del Monopoli era immediata, ma il colpo di testa di Sosa terminava a lato di un soffio. Al 75′ l’episodio che accendeva il finale: proprio Sosa finiva a terra dopo un contatto con Mastromarco e guadagnava il rigore per il Monopoli. Sul dischetto andava Borello che non sbagliava e firmava il pareggio. La partita viveva di continui ribaltamenti di fronte, così il Taranto prima sfiorava l’1-2 con De Marchi e al minuto 83 tornava in vantaggio grazie all’incredibile gol di Riggio. Quest’ultimo da lontanissimo sorprendeva Gelmi con una parabola che si insaccava per il 2-1 degli ospiti. Nel finale il Monopoli provava nuovamente a reagire, ma stavolta non riusciva a trovare il pari.

MONTEROSI TUSCIA – GIUGLIANO: brutto ko del Giugliano che cadeva a Teramo contro il Monterosi Tuscia 3-1 e posticipava quasi pericolosamente il suo accesso ai play. Decideva una doppietta di Eusepi e il gol di Silipo nel finale; inutile la rete nel finale del solito Salvemini per il Giugliano. In una splendida giornata di sole al Bonolis di Teramo, il Giugliano andava a fare visita al Monterosi Tuscia in piena lotta per la salvezza, tigrotti che volevano chiudere la pratica Playoff con due giornate d’anticipo. Bertotto nell’undici iniziale schierava Scognamiglio tra i pali per la frattura anche del secondo portiere Baldi e si affidava a Maselli in cabina di regia supportato da De Rosa e Giorgione ai lati, in attacco ritornava bomber Salvemini con Ciuferri e De Sena a completare il tridente offensivo. Avvio di gara favorevole al Monterosi che si rendeva pericoloso con le conclusioni dalla distanza di Gori che spaventavano i tigrotti in affanno in avvio. Rispondeva il Giugliano con Salvemini delle ultime giornate che al 12′ provava in ripartenza un’azione solitaria ma il suo sinistro a giro era debole e finiva tra le mani del portiere. Al 28′ si sbloccava il parziale e il Monterosi trovava il vantaggio da un calcio piazzato sulla quale Mbendè trovava una deviazione che beffava un non perfetto Scognamiglio e lasciava il pallone per Eusepi che doveva solo depositare in rete per il vantaggio dei laziali. Nel finale di primo tempo laziali vicino al raddoppio ancora con il difensore camerunense Mbendè, vero pericolo della retroguardia gialloblù sui calzi piazzati e al 38′ il suo colpo di testa sbatteva sul palo evitando il 2-0 per un Giugliano spento nel primo tempo. Tigrotti che sfioravano il pareggio nell’ultima occasione del tempo con il corner di Giorgione che trovava Menna che con la testa trovava la porta, ma Crescenzi salvava sulla linea, finiva il primo tempo con il Monterosi Tuscia in vantaggio sul Giugliano. La ripresa si apriva sulla falsariga del primo tempo con il Monterosi a fare la partita e dopo soli 3 giri di lancette i laziali trovavano il raddoppio ancora Eusepi bravo a battere Scognamiglio per la seconda volta e a realizzare il 2-0 per i laziali. Il Giugliano sembrava incapace di reagire se non con una conclusione alta di De Sena e Bertotto cercava di dare una scossa inserendo Di Dio e Oyewale per uno spento De Sena e Yabre. Ed era proprio il subentrato Di Dio a provare ad aprire la partita ma il suo pallonetto si spegneva alto. I tigrotti nella parte centrale della ripresa rischiavano la debacle con il Monterosi vicino al tris in due occasioni: prima Eusepi a sfiorare la tripletta, non trovando di poco una gemma dai 40 metri e poi ancora con Mbendè ancora pericoloso su calcio piazzato sfiorando nuovamente la rete. Il Giugliano nel finale provava l’assalto finale per riaprire la partita e ci riusciva con il solito Salvemini che regalava un finale infuocato ai suoi trovando il 12° centro stagionale. In pieno recupero il Monterosi la chiudeva con Silipo che approfittava di una persa da un inguardabile Diop e lanciava l’esterno in campo in uno contro uno con Cargnelutti, l’esterno dei laziali saltava secco il difensore gialloblù e con un gran destro a giro trovava la rete del definitivo 3-1.

LATINA – TURRIS: blitz al “Francioni” e tre punti pesanti per la corsa salvezza. La Turris di Leonardo Menichini superava il Latina a domicilio, riscattava il pesante ko rimediato contro l’Avellino nel derby e tornava a muovere la classifica. Cocetta sbloccava il risultato, Mazzocco pareggiava e Pugliese trovava il 2-1 nelle battute finali dell’incontro. Fasi di studio ad inizio partita, ma alla prima occasione utile i corallini passavano in vantaggio. Azione che si sviluppava a sinistra, Contessa metteva al centro e De Felice colpiva il palo: sulla ribattuta arrivava Cocetta che depositava in rete. La reazione dei nerazzurri portava la firma di Mazzocco di testa al 16’, nessun problema per Marcone. Al 25’ tentativo dalla distanza di Jallow e Guadagno neutralizzava. Due minuti dopo Di Livio sorprendeva la difesa ospite e cercava la conclusione, Siega salvava i suoi. Sul capovolgimento di fronte Jallow non sfruttava un suggerimento di Saccani e sprecava da ottima posizione. Il Latina tornava in attacco con Fabrizi (30’), con Greco (31’) e con Paganini (36’). Al 42’ i padroni di casa pareggiavano con un tiro di Mazzocco, Turris ripresa poco prima dell’intervallo. Il secondo tempo si apriva con una buona opportunità per i biancorossi con una punizione battuta da Scaccabarozzi, Jallow mancava l’aggancio in area. La gara vive di poche emozioni, al 62’ Cocetta si rendeva protagonista con un tentativo dal limite dell’area, Guadagni parava senza difficoltà. Al 69’ Jallow scattava sul filo del fuorigioco ed entrava in area, la difesa intercettava l’intenzione dell’attaccante. Dieci minuti dopo Marcone doveva opporsi alla botta ravvicinata di Fabrizi, poi era Vona a divorarsi il gol del vantaggio all’80’. Il forcing della compagine locale andava avanti, ma i corallini trovavano la trama giusta per battere Guadagno: Giannone inventava, Pugliese impattava e il pallone finiva in rete per il 2-1. Nel finale il Latina restava in dieci per l’espulsione di Di Livio.

POTENZA – FOGGIA: il Foggia si ritrovava al ‘Viviani’ di Potenza: tre calci all’emergenza, alla sfortuna e ai cattivi pensieri dopo le due sconfitte con Latina e Casertana. Salines, Gagliano e Antonacci (al primo gol in serie C) erano i marcatori di una sfida equilibrata fino al primo gol dei satanelli. La follia dell’esperto Schiattarella (espulso in avvio di secondo tempo) di fatto cancellava le velleità di rimonta della squadra di Marchionni, che dopo la sconfitta era seriamente a rischio di essere risucchiata in zona playout. Ritrovava invece il decimo posto il Foggia, che beneficiava del passo falso del Sorrento a Monterosi e attendeva con curiosità la sfida del ‘Monterisi’ tra Cerignola e Virtus Francavilla. Un esito favorevole degli ofantini renderebbe ancora più avvincente il derby di Capitanata in programma domenica 21 aprile allo ‘Zaccheria’. L’urgenza contro l’emergenza. Potenza-Foggia si poteva sintetizzare così, il confronto fra la necessità dei lucani di fare punti per levarsi quanto prima le ansie che la vicinanza della zona playout generava, e la voglia del Foggia di risollevarsi dopo i k.o. con Latina e Casertana e le ancor più pesanti batoste inflittegli dalla sfiga. Sì, perché l’elenco degli indisponibili, tolti gli squalificati Tascone e Odjer, era un campionario di guai fisici, molti dei quali affatto banali. Cudini (sostituito in panchina dal vice Ricchetti), tuttavia, riusciva a trovare il modo per non sconfessare l’ormai collaudato 3-4-2-1, ricostruendo la mediana con Di Noia e Martini, e affidando a Schenetti (con Rolando) la delega alla fantasia per colmare la pesantissima assenza di Millico. L’avvio di gara sembrava promettere scenari pirotecnici. Il nome di Riccardi finiva sul ta-ccuino dei cattivi prima ancora che la lancetta dei secondi completasse il suo primo giro, per bloccare una bella combinazione sullo stretto dei padroni di casa. Era un fuoco di paglia, perché la partita, pur mantenendo toni agonistici alti, era troppo frammentata. Il piano di gioco era chiaro: il Potenza tentava di fare la partita, il Foggia era raccolto in spazi piuttosto ristretti, ma appena poteva, si affacciava dalle parti di Alastra. O almeno ci provava. Malgrado l’assenza di Millico, il Foggia prediligeva comunque l’out mancino per tentare di far male. Su quel fronte si costruiva la più bella azione del primo tempo, sull’asse Schenetti-Vezzoni, conclusasi con un traversone basso sul quale Gagliano non trovava la deviazione vincente. Determinante, invece, era la deviazione di Armini sulla conclusione di Schenetti al termine di una ripartenza azionata da Gagliano. La squadra di Marchionni, invece, si appoggiava molto su Saporiti (il migliore dei suoi), che spesso si sganciava per andare a rifinire, movimenti che non sempre il Foggia riusciva a leggere nel migliore dei modi. Come spesso accadeva, era un episodio (o un calcio piazzato) a rompere gli equilibri. Così accadeva nel recupero, quando l’incornata del solito Salines bucava Alastra e faceva gioire il settore dei tifosi ospiti. Nell’avvio di ripresa si consumava la più classica delle situazioni da ‘sliding doors’. Perché Di Grazia (subentrato a un evanescente Asencio) andava subito vicino al pari su un contropiede con la difesa del Foggia a dir poco sguarnita. Tre minuti dopo, al 4’, Schiattarella rifilava a Vezzoni una violenta spinta sotto gli occhi del direttore di gara. Il rosso veniva da sé. Marchionni ridisegnava i suoi con un 4-3-2 abbastanza spregiudicato che inizialmente sembrava anche sorprendere la formazione di Cudini. Dal canto suo, i rossoneri potevano beneficiare di maggiori spazi in ripartenza. Al 17’ Rolando sfiorava il raddoppio, ma cinque minuti più tardi trovava la giocata giusta (splendido controllo a seguire in area che lasciava sul posto Armini e pallonetto a scavalcare Alastra) che ispirava la facile deviazione sotto porta di Gagliano. Partita di fatto chiusa. Ricchetti poteva concedere spazio anche a Papazov, Antonacci, Manneh e Marino (prima ancora era toccato a Tonin per Gagliano). Pochi minuti, ma sufficienti per dilatare il punteggio: Antonacci trovava la sua prima gioia con il più facile dei tap in dopo il palo centrato dalla distanza da Marino. Post gara sanguinoso per i lucani che costava la panchina a Marchionni (sostituito negli ultimi due match dal tecnico della Primavera Di Giorgio) e al direttore sportivo Varrà, direttamente esonerati dal presidente Macchia, nella speranza di salvare la stagione che ha preso una piega pericolosa, etichettata come play out, a rischio retrocessione.

BRINDISI – SORRENTO: tonfo per il Sorrento allo stadio Fanuzzi, il retrocesso Brindisi si imponeva e conquistava la terza vittoria di fila. Le reti di Labriola e Guida piegavano la squadra di Vincenzo Maiuri che rischiava di perdere terreno dalla zona playoff. I costieri approcciavano bene, ma la prima occasione era in favore dei biancazzurri con Pagliuca su un pallone messo al centro: la difesa ospite allontanava la minaccia al 5’. I ritmi della partita non erano alti, i rossoneri facevano circolare la sfera in attesa di trovare lo spazio giusto per colpire. Al 19’ Pinto tentava di spezzare l’equilibrio con un sinistro che risultava impreciso. Al 27’ i pugliesi riuscivano a sbloccare il punteggio con un destro di Labriola che beffava Albertazzi. Il portiere, pochi minuti dopo, doveva respingere il contropiede dei padroni di casa. Al 38’ Trotta sfiorava il raddoppio, nuovo brivido per il Sorrento che chiudeva la frazione iniziale in svantaggio. La squadra di Maiuri andava alla ricerca del gol del pareggio ed entrava più convinta in campo, il primo a provarci dopo l’intervallo era Martignago ma il Brindisi faceva buona guardia. Al 60’ ghiotta occasione per Ravasio che calciava con il mancino, traiettoria larga di un soffio. Nelle battute conclusive dell’incontro ci pensava Guida a mettere in cassaforte i tre punti con una conclusione che batteva Albertazzi. Allo scadere il Brindisi poteva calare il tris con Trotta, ma il numero 97 evitava ulteriori guai ai rossoneri.

AUDACE CERIGNOLA – VIRTUS FRANCAVILLA: dopo la vittoria sul Catania dello scorso weekend la Virtus Francavilla cadeva malamente nel derby pugliese contro l’Audace Cerignola: allo stadio Monterisi la formazione guidata da Alberto Villa era sconfitta per 3-0, in una partita che aveva visto i padroni di casa tenere le redini per gran parte del match. Il club della Città degli Imperiali era ancora in corsa per i playout ma non poteva più permettersi di sbagliare. Fondamentale era, nelle prossime due partite, non andare in svantaggio di otto punti rispetto a Turris o Monopoli. Ed inoltre bisognava guardarsi le spalle dal Monterosi, lontano solo due lunghezze. I padroni di casa erano andati in vantaggio al 22′, quando Coccia aveva approfittato dell’ennesimo errore difensivo dei biancazzurri in questa stagione per andare a segno; al 50” arrivava il raddoppio firmato da D’Andrea, su cross di Visentin. La situazione non cambiava e, anzi, l’Audace Cerignola andava a trovare anche il tris di nuovo grazie ad uno scatenato D’Andrea, che trafiggeva Branduani con una conclusione dal limite dell’area (61′). La Virtus Francavilla rimaneva ferma a quota 33 punti in classifica.

CATANIA – ACR MESSINA: bastava un rigore di Di Carmine e, dopo una gara sofferta, il Catania vinceva il derby col Messina per 1-0 e allontanava lo spettro play-out. Davanti agli oltre 19.700 spettatori del Massimino, tanto impegno degli etnei, ma anche una buona dose di barricate per portare a casa i tre punti che facevano sperare ancora nella salvezza. La partita iniziava con buone iniziative del Catania, che si approcciava all’incontro con il piglio giusto. Al 22′, fallo di mano di Dumbravanu e calcio di rigore trasformato da Di Carmine per l’uno a zero. Messina vicino al pareggio poco prima dell’intervallo con un tiro di Zunno. Nella ripresa gli etnei sfioravano il raddoppio con Cianci, ma il suo colpo di testa si spegneva sul palo. Nell’ultima mezz’ora Messina in attacco con decisione ma i peloritani non concretizzavano.

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