di Domenico Ciquera
Come redazione di GiornaleRossoBlu.it abbiamo intervistato Michael Fabbro, attaccante che nell’ultima stagione, con il Taranto, ha lottato fino all’ultimo minuto per sperare di ottenere il pass per la serie cadetta.
Stagione – Il pensiero non può che essere positivo. Insomma, abbiamo fatto una stagione per me straordinaria, che ricorderò per sempre, anche perché è stata accompagnata da un pubblico e da un tifo spettacolare. Noi eravamo felicissimi, non vedevamo l’ora di giocare ogni domenica. Mi ricordo questa cosa perché eravamo un gruppo che ci credeva veramente. C’è stato un momento in cui abbiamo capito, solo guardandoci, che poteva essere un’annata da consacrare, perché credevamo veramente nella promozione in Serie B. Già il fatto che pensavamo a una cosa del genere dimostra che l’annata era quella giusta. Ci sono stati un paio di intoppi che ci hanno frenato e situazioni che ci hanno, non dico destabilizzato, però, quando ti arrivano delle notizie che un po’ ti stroncano… Ci siamo trovati improvvisamente con quattro punti in meno… Siamo stati bravi a unirci ancora di più, ma è inutile dirlo, quei punti ci hanno tolto qualcosa. Quindi, da un lato è stata un’annata devastante, dall’altro c’è un po’ di rammarico.
Fattori – Senz’altro il gruppo e lo stesso mister sono stati bravi a farci rimanere sempre concentrati, a non farci perdere di vista l’obiettivo, a preparare ogni partita come se fosse l’ultima, come se fosse la partita della vita e a non sottovalutare nessuno, nemmeno l’ultima in classifica. Mi ricordo che c’era più attenzione nel preparare la partita con il Brindisi, che magari era ultimo, rispetto alla Juve Stabia o alle grandi squadre. Questa penso sia stata la differenza. Per noi, giocare con la prima o con l’ultima, cambiava poco: noi dovevamo vincere, farlo in qualsiasi modo, anche in modo sporco, con un autogol. L’importante era portare a casa i tre punti. Quindi questa è stata la nostra forza, secondo me.
Spogliatoio – Lo spogliatoio penso che sia stato evidente a tutti. Vedo tanta gente che mi scrive, leggo cosa dicono, sono tutti messaggi di persone che ricorderanno per sempre un gruppo così. Era sotto gli occhi di tutti: i video che mettevamo mostravano quanto eravamo attaccati alla maglia, alla città. Per noi il Taranto era qualcosa di importante e facevamo tutto in base al Taranto: le cene, parlavamo solo di Taranto, un gr num mi nnuppo se non è forte si divide, ma noi ci siamo uniti ancora di più. Quindi sul gruppo penso non ci sia bisogno di dire altro: era un gruppo eccezionale.
Capuano – Il mister, innanzitutto, devo dire che come persona ce ne sono poche nel calcio ormai, perché è una persona di parola. Io l’ho provato sulla mia pelle e davvero è stato una persona di parola, e lo è con tutti. Per quanto riguarda l’aspetto del campo, non sono io che devo dire che il mister è fortissimo, ha una carriera grandissima alle spalle, quindi non serve che sia io a dire quanto è bravo il mister per quanto riguarda il campo.
Post Vicenza – Il post Vicenza è stato duro perché a nessuno veniva da parlare. Eravamo dispiaciutissimi per essere usciti perché, come ti dicevo prima, ci credevamo veramente. È normale che quando credi in una cosa e non puoi più fare niente, subentra quella tristezza e quel rammarico, soprattutto nel vedere tutta la gente a seguito e non poter dare a loro il passaggio del turno. Nonostante la sconfitta, vedere la gente che continuava a incoraggiarci e a fare il tifo per noi, e che ci ringraziava, è stato qualcosa di emozionante.
Emozione Iacovone – È un’emozione difficile da spiegare. Un giocatore, secondo me, gioca a calcio per questo: per la gente, per avere un seguito così grande. Guardo anche altre partite, ma secondo me è difficile trovare un calore così grande anche in Serie A. Ogni tanto mi riguardo i video dei playoff, di quando vengono sparati i fumogeni, e li faccio vedere anche ai miei amici qui a Udine. Al nord, purtroppo, in poche piazze possono capire una cosa del genere, quindi lo mostro fiero a tutte le persone del nord.
Messaggio ai tifosi – Auguro ai tifosi del Taranto un’annata migliore ancora di quella che è stata questa. Speriamo di rincontrarci presto o tardi che sia, perché mi hanno fatto sentire a casa e li ringrazierò sempre. Spero che il mio attaccamento alla maglia si sia visto, spero di essermi sudato la maglia come nella mia indole, e spero davvero che un giorno i nostri destini si rincontreranno, presto o tardi che sia. Vediamo.














