di Maurizio Corvino
Brutto tonfo esterno per un Taranto dai due volti a Messina. I rossoblu giocano un buon primo tempo, passano in vantaggio dando la sensazione di poter trovare il raddoppio, poi invece il Messina trova il pareggio con un rigore dubbio e nel secondo tempo dilaga e gestisce complice un Taranto mai rientrato degli spogliatoi. Mister Gautieri ha criticato l’atteggiamento del secondo tempo ma dieci giorni fa si è visto stesso atteggiamento nei primi minuti del secondo tempo che hanno portato il Latina a trovare il pareggio allo Iacovone. E’ evidente che il lavoro da fare non è solo fisico ma anche nella testa dei ragazzi, perchè se oggi la situazione è difficile, con la penalizzazione in arrivo lo sarà ancora di più. Viene difficile anche analizzare quanto visto, ma proveremo, come sempre, a fare i raggi X reparto per reparto.
La difesa – Lo abbiamo notato nelle gare precedenti e lo abbiamo scritto, la difesa soffre molto le palle alte e Del Favero, seppur incolpevole sui gol, non si dimostra abilissimo nelle uscite alte. Sfortunato, poi, sull’episodio del rigore. Non va meglio per i quattro davanti a lui, a Mastromonaco poco gli si può imputare, è adattato nel ruolo e lo fa meglio che può, ci si aspetta qualcosa in più da Contessa, evidentemente fuori forma, fuori passo. Dei due centrali De Santis è quello su cui tutto si regge, al suo fianco ha esordito Shiba, ragazzo da rivedere. Chiaramente quello difensivo è il reparto che deve essere maggiormente registrato e ci chiediamo se per caratteristiche degli esterni bassi, non sarebbe ipotizzabile una difesa a tre.
Il Centrocampo – Molto folto nel 4-3-3 mascherato che diventava 4-5-1 in fase di non possesso, con Guarracino e Fiorani esterni con licenza d’attacco. Bene l’esordio di Guarracino, mentre Fiorani dopo un buon inizio, si è perso dopo una palla messa in mezzo, quando poteva concludere a rete da ottima posizione. Matera e Ardizzone, che ha anche segnato il gol del vantaggio su assist al bacio di Guarracino, hanno ben figurato finchè hanno retto. Schirru meno appariscente, probabilmente anche un po’ stanco. Il reparto mostra garanzie e potenzialità, al mister il compito di trarne il meglio con le rotazioni.
L’attacco – Il modulo iniziale, con quegli interpreti di un 4-3-3 coperto, non ha aiutato Zigoni che si è sfiancato molto fino ad essere sostituito senza aver lasciato il segno. L’ingresso di Fabbro non ha sortito alcun effetto positivo, fuori posizione e forse poco convinto lui per primo di poter raddrizzare la gara. Gli ingressi di Giovinco e Varela, a partita chiusa, servono solo a dare minuti nelle gambe dei ragazzi. Difficile dare un giudizio sul reparto, ad oggi vera incognita perle condizioni fisiche degli interpreti.
Se proviamo a dare un giudizio sul Taranto di queste prime tre uscite, con tutte le attenuanti del caso, possiamo dire che è una squadra che deve trovare la sua identità tattica, probabilmente il 4-3-3 non è nemmeno il modulo ideale per gli interpreti a disposizione o, comunque, viste le difficoltà fisiche dei difensori, bisognerebbe coprire di più i quattro dietro, molto in difficoltà nel chiudere spazi e la manovra agli avanti avversari, sabato ne abbiamo avuto una dura prova. Ora testa alla sfida di Venerdì contro il Trapani degli ex Bifulco, Valietti e Kanoute.














