di Vito Di Noi – Il Quotidiano
Fine settimana di riflessioni definitive. Incombono una serie di scadenze, tra le quali quella federale del 16 ottobre: entro la data in questione, il Taranto dovrà corrispondere ai tesserati le spettanze di luglio e agosto, pena un’ulteriore penalizzazione in classifica (che esulerebbe da quella attesa giovedi pomeriggio) che, difatti, sancirebbe la fine delle speranze – per la verità gia esili – di mantenere quantomeno un posto nel calcio professionistico.
In città alberga un “sentiment” di totale sfiducia nel confronti dell’attuale proprietà, ma anche di attesa affinché, a stretto giro, si verifichi il tanto agognato passaggio di consegne. Si guarda oltreoceano, in particolar modo al gruppo capeggiato da imprenditori americani che farebbero riferimento all’Apex Capital, società d’investimento con sede a New York.
I referenti dell’operazione sarebbero già in città e avrebbero anche intrattenuto diversi dialoghi sia con Massimo Glove che con alcune figure istituzionali. Stato della trattativa, però ancora indefinito: un avvicendamento al vertice soprattutto in prossimità di scadenze federali, necessita di tutti gli accorgimenti del caso, sia per il contraente che per Il venditore. Un’altra pista condurrebbe in direzione Toscana con una cordata di imprenditori del posto pronti, eventualmente, a rilevare le quote del club. Si tratta a oltranza, ma non si andrà avanti per le lunghe: quella che prenderà il via domani, infatti sarà la settimana chiave, in un senso oppure nell’altro.
Il Taranto vive un preoccupante stato di impasse, impantanato sia sul fronte societario (con il disimpegno annunciato e ribadito da Giove) che tecnico (ultimo posto in graduatoria, purtroppo, sempre più consolidato), Gli spiragli che stanno venendo a configurarsi sono tre (principalmente): uscita di scena dell’attuale proprietà a vantaggio di un’altra (indipendentemente dall’identità della stessa), ritorno in pista di Giove con quest’ultimo che, però, dovrebbe riprendere in mano le redini del Taranto, soprattutto finanziandolo, oppure rischio concreto di incappare in un’altra penalizzazione qualora, entro Il 16, la società risultasse nuovamente inadempiente.
Uno stallo protratto (che vada oltre domani o martedì) porterebbe, quasi certamente, al disimpegno del direttore generale Fabrizio Lucchesi che a più riprese, interpellato in merito, ha dichiarato che il Taranto, al momento, è una società pronta a essere ceduta e che le sue mansioni – quelle per le quali è approdato nella Città dei Due Mari in un bollente pomeriggio d’agosto – sono state portate tutte a termine.
In chiave tifoseria, infine, l’APS Taras 706 a.C., trust che detiene il 7% delle quote della società, ha tenuto ieri pomeriggio, nella sede di Parco Cimino, una riunione per discutere dell’attuale momento vissuto dal Taranto e di eventuali azioni volte a tutelare la loro presenza all’interno della compagine del club. La mossa legale annunciata nelle scorse settimane riguarderà o, meglio, ha riguardato già (nel pomeriggio di venerdì) la composizione di una Pec con tanto di richiesta ufficiale, nel confronti del Taranto FC 1927, di accesso indiscriminato agli atti per prendere Visione dell’attuale situazione contabile della società, con quest’ultima chiamata a rispondere alla richiesta nel giro di circa due settimane (dal 15 al 20 giorni).
Ore, quindi, bollenti in casa Taranto. La città chiede una svolta immediata, in un senso o nell’altro, perché il rischio che la situazione attuale possa incancrenirsi è concreto. Domani o al massimo martedi per la definitiva svolta.













