di Vito Di Noi – Corriere dello Sport
La prospettiva – ottimistica o suggestiva – in casa Taranto è la seguente: giungere a giovedì 17 ottobre in una condizione societaria quantomeno trasparente. Le tappe per arrivarci vi sarebbero anche, ma è necessaria una presa di coscienza da parte di tutte le componenti in causa in quello che è, a tutti gli effetti, un discorso intricato.
PENALIZZAZIONE. Nel pomeriggio, il Tribunale Federale infliggerà alla società rossoblù una penalizzazione di (almeno) quattro punti da scontarsi nel corso del campionato corrente. È la pena per aver ritardato i pagamenti delle spettanze di giugno che, viceversa, avrebbero dovuto essere corrisposte entro e non oltre il primo agosto. I giudici, però, a loro discrezione potrebbero anche decidere di applicare la recidiva (seconda inadempienza legata all’annata 2023/24): in tal caso, il rischio che i punti sottratti siano sei e non quattro si trasformerebbe in realtà. In ogni caso, avendone racimolati appena tre in otto partite, il Taranto sfiderà il Picerno con un vistoso segno “meno” in graduatoria: tristezza infinita per una realtà che, appena qualche mese fa, risentiva il profumo della Serie B, seppur da molto lontano.
PROFUMO D’AMERICA. Non è certo come la penalizzazione che giungerà oggi, ma potrebbe esservi, in queste ore, l’accelerata decisiva per il passaggio di consegne da Massimo Giove a una cordata americana rappresentante un fondo d’investimento immobiliare (con sede a New York), i cui intermediari sarebbero già in città per definire gli ultimi dettagli, soprattutto di natura burocratica (sostituzione della garanzia fideiussoria e versamenti…). Closing possibile tra oggi e domani, ma considerando le premesse che hanno caratterizzato il periodo da fine luglio in poi, non è un avvicendamento che avverrà senza ombra di dubbio.
IL 16 OTTOBRE. Altra data da tenere in considerazione è quella del 16 ottobre, scadenza federale entro cui versare ai tesserati le spettanze di luglio e agosto. Il Taranto – che già oggi sprofonderà in classifica con il segno meno – non può assolutamente permettersi di incappare in un’altra penalizzazione: sarebbe il definitivo colpo di mannaia su una stagione che, ormai da tempo, ha assunto pieghe apocalittiche che lasciano presagire, a fine campionato, una mesta retrocessione in Interregionale. Chi si occuperà – finanziariamente – della scadenza? Il gruppo che succederà a Giove – in caso di closing – oppure lo stesso dimissionario presidente che, tuttavia, ha già annunciato di non voler più prendersi “cura” del Taranto. Vi sarebbe la strada della sponsorizzazione per immettere denaro liquido nelle casse ed essere, così, adempienti entro mercoledì, ma è un discorso legato all’esigenza del momento e non a una svolta societaria definitiva.
Fatto sta che il Taranto, per riemergere, ha una settimana di tempo o le nubi rischiano di addensarsi sempre di più.














