di Daniele Lupo
Ha diretto l’incontro Taranto-Cerignola l’arbitro Gianluca Grasso di Ariano Irpino che, come da aspettative, aveva decretato 41 rigori in 54 gare dirette, oggi ne ha decretato un altro, perlomeno dubbio. Il trentunenne della sezione AIA di Ariano Irpino (AV), non ha di certo passato una serata facile e, a nostro parere, ne esce totalmente bocciato.
Primo tempo senza grandi sussulti, manca un giallo per intervento di Ruggiero su Mastromonaco che ne aveva superati tre ed era lanciato verso la rete.
Secondo tempo che si apre subito male, in una stessa azione non ravvisa un controllo di braccio di Salvemini che si allunga il pallone e successivamente un intervento in spaccata di Maza su Mastromonaco che porta poi Del Favero a superarsi in angolo e all’ammonizione di Mastromonaco per proteste, proprio per il mancato fischio.
Qualche minuto dopo sanziona un calcio di rigore per il Cerignola, episodio almeno discutibile per la distanza (nulla) tra i calciatori e la postura di De Santis, probabilmente giusto per quelle che sono le indicazioni sulle braccia larghe.
Un eventuale var avrebbe valutato la distanza tra i due calciatori, ma in serie C si va avanti così, a mettere tutti d’accordo ci pensa super Del Favero che salva la gara e la porta.
Altro errore madornale sul gol del Taranto, Fabbro era in netta posizione di fuorigioco al momento del passaggio di Zigoni, infatti era con la sua figura già oltre l’ultimo difensore ofantino.
Pessima serata per il signor Grasso di Ariano Irpino e i suoi assistenti che è riuscito a scontentare entrambe le squadre.
Voto Complessivo: 5














