di Domenico Ciquera
Questa mattina siamo riusciti a contattare Giovanni Di Stefano, uomo d’affari britannico noto come “L’avvocato del diavolo”, come si intitola un documentario di Sky che narra la sua vita e le vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto. Con Di Stefano abbiamo parlato del suo recente interesse per le sorti del Taranto Calcio e di un suo eventuale coinvolgimento nella futura gestione societaria.
L’interesse per il Taranto Calcio.
L’interesse per il Taranto Calcio nasce all’interno della mia famiglia. Ho due figli che sono agenti sportivi e il mio figlio più piccolo, che controlla il nostro Legacy Trust, aveva visto che vi era una situazione particolare.
Il rapporto con Giove.
Conosco Massimo Giove da parecchi anni, però per altre attività non legate al calcio ma alle sue aziende di costruzioni. È veramente una famiglia per bene, molto leale, e posso dire solo belle parole sulla famiglia Giove. Una famiglia che da sola ha sostenuto il calcio tarantino. Hanno speso tanti soldi per il calcio, milioni che hanno investito nella squadra. Io lo stimo come costruttore e come uomo d’affari. Lui è cresciuto dal niente, ha creato aziende e ha dato il cuore per il Taranto Calcio. Quando vedo una persona che viene disprezzata come in questa situazione, a me non sta bene.
Conoscenza del mondo del calcio.
Ho vissuto anche io questa situazione di irrionoscenza, con il Campobasso prima e con l’Obilic Belgrado successivamente, dove avevamo raggiunto addirittura la Champions League. Quindi di esperienza calcistica non solo ne ho, ma è anche ad altissimi livelli. Certo quello che fa un presidente non è mai abbastanza, è sempre criticato. Ci sono delle volte in cui ti chiedi perché continuare venendo disprezzati pur “buttando” soldi per la squadra.
Uomo giusto al momento giusto:
Non lo so. Ho letto giá un po’ di critiche su di me, ma questo è normale per il mio passato, per la mia condanna in Inghilterra che però è stata revocata il 28 aprile dell’anno scorso. La Corte d’Appello ha revocato tutto, dicendo che era stata frutto di un errore giudiziario. Adesso ci sarà un’udienza di risarcimento dei danni l’8 febbraio. Ma nessuno potrá ridarmi indietro gli anni persi. Così come successo per Padovano, uno dei calciatori più forti della Juventus, che ha scontato 17 anni in carcere da innocente. Questi sono i fatti. Sono amareggiato ma non cerco vendetta, vado avanti con i miei, i nostri progetti: abbiamo una serie di documentari che stiamo girando con la più grande casa cinematografica mondiale. Quindi andiamo avanti, dimentichiamoci del passato e vediamo quello che possiamo fare. Le critiche tanto ci saranno sempre.
La proposta per il Taranto.
L’abbiamo già scritta nel nostro comunicato, che è molto chiaro: daremo sostegno con un milione fino alla fine della stagione e poi vedremo come dividere le quote. Questa società è una SRL e ci sono debiti per quasi 5 milioni. Dovremo sederci al tavolo e vedere come e cosa potremo fare. Massimo Giove rimarrà in società. Io non ho nessuna aspirazione di diventare presidente di società. Sono un avvocato, ho la mia professione e stiamo girando un film sulla mia vita. Non ho quindi ambizioni di essere presidente del Taranto. Voglio solo dare una mano alla famiglia Giove che ha sborsato tanti soldi, ha dato tutto al calcio e viene disprezzata. Questa è un qualcosa che mi infastidisce.













