“Lo scorso 12 febbraio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Ministro Calderone, si sarebbe dovuto tenere il Tavolo plenario sul settore delle telecomunicazioni, poiché i lavoratori dei call center si stanno vedendo negate le loro già esigue tutele del ccnl Telecomunicazioni, in luogo di un nuovo contratto siglato da un sindacato minoritario con la società Assocontact, che favorisce dumping e sfruttamento, a dispetto di salari dignitosi e stabilità delle prestazioni lavorative. A dire il vero, da tempo chiediamo al Governo di aprire un Tavolo di crisi dei call center e di sostenere la discussione sul progetto di riforma del settore presentato in Senato a mia firma, mettendo al centro i diritti dei lavoratori, calpestati giorno dopo giorno con contratti pirata sempre più al ribasso. Mentre questo tavolo è stato rinviato a data da destinarsi, dimostrando come il Governo Meloni abbia segnato i diritti dei lavoratori dei call center in fondo alla lista delle cose a cui pensare, gli stessi lavoratori hanno cominciato a ricevere una lettera in cui l’azienda comunica unilateralmente la migrazione contrattuale con effetti a partire dal 1° febbraio 2025. Il Ministro fugge dalle sue responsabilità, rinviando e prendendo tempo, mentre i lavoratori si ritrovano con meno soldi in busta paga e meno diritti in materia di salute e malattia. Il M5S continuerà a restare al fianco dei lavoratori dei call center, battendosi in ogni sede istituzionale per il rispetto dei diritti di una categoria fra le più fragili del Paese”. Lo afferma in un comunicato stampa il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, nonché Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa.














