di Domenico Ciquera
Anna Pia Molino, cestista della A.S.D. Dinamo Taranto Nuovi Orizzonti, intervenuta nel nostro consueto appuntamento dedicato al basket in rosa e alla Dinamo, ha analizzato la sua stagione e il campionato svolto dalle sue compagne.
Serie C: Abbiamo disputato un buon campionato. Noi l’abbiamo fatto soprattutto perché, non avendo il campionato Under 19, la società non voleva tenerci ferme e quindi ci hanno permesso di fare il campionato di Serie C.
È stato un campionato in cui ci siamo divertite tantissimo, perché abbiamo giocato contro squadre che militano da tanti anni in questa categoria. Personalmente penso di aver disputato un buon campionato di Serie C, concludendo come capocannoniere del torneo. Ci siamo divertite, è stato un bel campionato e tutto è venuto da sé. La prima posizione è dovuta anche al fatto che ci troviamo molto bene come squadra: ci alleniamo con persone che hanno più esperienza e quindi il nostro percorso è stato più fluido e naturale.
Statte: Abbiamo giocato tutte le partite a Statte, tranne una che si è disputata al PalaMazzola, fortunatamente l’ultima partita in casa, chiudendo in bellezza. Inizialmente, anche quando giocavamo “in casa”, ci sentivamo comunque fuori casa, ma con il tempo ci siamo abituate e ci siamo trovate bene nel campo dove abbiamo giocato.
Fucina di talenti: Noi Under siamo state protagoniste sia nel campionato di Serie C che in quello di Serie B, e questo ci ha permesso di aumentare la nostra esperienza, sia tecnicamente che come giocatrici. Dividerci tra due campionati è stato impegnativo, ma anche molto divertente.
Annata: È stato un anno particolare. Oltre al cambiamento di allenatori, molte ragazze hanno lasciato la squadra e, anche se dall’esterno potrebbe non sembrare, per noi è stata una batosta perdere, più che compagne, delle amiche. Confrontarsi con diversi allenatori non è stato semplice, perché ogni coach ha una propria idea di basket: Giulio ne aveva una, Mimmo un’altra ancora, e lo stesso vale per coach Amatori. Con Giampaolo il rapporto è sempre stato di amore e odio, ma so che se mi “bastona” tanto è perché vede qualcosa in me. Piano piano il nostro rapporto migliora sempre di più: prima erano solo “bastonate”, ora c’è anche qualche “carezza”. È stata una grande crescita, non solo come giocatrice, ma anche come persona, perché ho imparato ad adattarmi ai cambiamenti di gioco e di mentalità in poco tempo.
Gruppo over: Ho legato tantissimo con Francesca e con Claudia, quando poteva allenarsi con noi. A parte loro, con cui gioco da due anni, ho un rapporto strettissimo con le ragazze della casa, soprattutto con Chiara, Amy e Andrea. Sono ragazze che riescono a comprendermi e a starmi vicino in campo nei momenti difficili, aiutandomi a calmarmi quando perdo la testa.
Dare il massimo: Credo che in ogni partita, sia contro la prima in classifica che contro l’ultima, do sempre il massimo. Ci sono partite in cui riesco a giocare più agevolmente e altre in cui fatico di più, ma il mio impegno è sempre lo stesso, soprattutto per le mie compagne. Le partite si vincono grazie alla squadra, quindi se ognuna di noi dà il massimo, tutto diventa più facile.
Intoppi: Ci sono stati diversi episodi che non hanno giovato alla squadra e probabilmente hanno influenzato la nostra posizione in classifica. Forse anche l’allenatore è arrivato con troppa convinzione: la prima cosa che ci disse fu che lui non perde mai e che voleva vincere tutte le partite. Alla fine, il bilancio è stato positivo, eccetto la partita contro Battipaglia, per cui aveva fatto solo un allenamento prima. Il nuovo allenatore ha portato una ventata d’aria fresca, ha messo subito le cose in chiaro e noi lo abbiamo seguito, vedendo in lui uno spiraglio di luce in una stagione difficile. Abbiamo parlato nello spogliatoio di ciò che non funzionava e di come migliorare sia come squadra che individualmente. Nonostante l’amarezza per il campionato, pensiamo a vincere tutte le prossime partite.
Scuola: Scelgo con la consapevolezza di voler fare ciò che mi piace nella vita. Qualunque scelta prenderò, la farò sapendo che studierò e lavorerò facendo ciò che mi rende felice. L’unico punto fermo è che non smetterò di giocare a basket, indipendentemente dal luogo in cui mi troverò.
Prossimo match: Sabato giochiamo con la consapevolezza che la vittoria non è scontata. Sarà una partita difficile, perché loro vorranno riscattarsi dall’ultima sconfitta in casa. In allenamento stiamo provando nuove strategie e schemi, mettendoci in gioco. Anche se non abbiamo certezze, siamo consapevoli di potercela fare, soprattutto con calma, serenità e il supporto del pubblico.
Pubblico: Mi aspetto una massiccia presenza, perché l’orario e il giorno sono ottimi. Il PalaMazzola è la casa di tutti gli sportivi tarantini e mi aspetto tanta gente, anche chi non pratica sport. Una partita di basket è sempre bella da vedere, vista la sua dinamicità, e spero che il pubblico ci dia la carica per chiudere al meglio la stagione.
Clima: Qualora questi fossero gli ultimi allenamenti e le ultime partite, ce li stiamo godendo al massimo. Ridiamo, scherziamo, siamo più serene rispetto a qualche mese fa. Non è un clima totalmente rilassato, ma è piacevole, anche con l’allenatore.
Sport: Lo sport è una delle parti principali della vita di una persona. È sacrificio, insegna tanto, non è solo un gioco ma anche un insieme di valori. A Taranto la passione per il basket è forte. Due anni fa, nella semifinale contro Bari, metà del PalaMazzola era pieno. Spero che questa tradizione continui e che il movimento cestistico possa crescere ancora.
Stagione personale: La mia stagione è stata travagliata, un crescendo per poi ricadere. Ci sono stati alti e bassi, ma adesso sento di aver ritrovato la mia serenità cestistica, nonostante l’ansia e la paura di sbagliare siano sempre presenti.
Cambio di ruolo: Già l’anno scorso ho giocato da playmaker per un breve periodo, senza trovarmi bene. Quest’anno, parlando con coach Caricasole, ho espresso il desiderio di giocare come guardia, perché è un ruolo con meno responsabilità. Tuttavia, essere playmaker mi sta piacendo sempre di più: è un ruolo difficile ma che ripaga, e con il tempo mi trovo sempre meglio.













