di Domenico Ciquera
Qualche settimana fa, abbiamo assistito al ritiro dal campionato di Serie B interregionale del Cus Jonico. Tale ritiro ha comportato la completa eliminazione del basket maschile a Taranto.
Dopo tale annuncio, sono stati pochi i media locali che hanno dato risalto alla vicenda del Cus. Primi su tutti: giornalerossoblu.it assieme ad altri media importanti del nostro territorio, che hanno posto l’accento su un problema molto più grande che attanaglia il nostro territorio e coinvolge tantissime realtà sportive: la mancanza di infrastrutture e la mancanza di investitori pronti a mettere del capitale nello sport, perché il vero problema è questo, la crisi del Taranto ad esempio inizia perché non c’era lo stadio disponibile, la crisi del cus invece inizia nel momento in cui il presidente Conversano così come il presidente Giove viene lasciato SOLO dalle istituzioni e da quel poco di imprenditoria presente, a lottare per salvare la propria squadra e il proprio investimento. Questo problema di solitudine, soprattutto istituzionale è un problema che stanno vivendo quasi tutte le realtà sportive tarantine, che faticano a condurre la propria gestione in maniera SERENA, e in casi estremi assistiamo a ciò che è accaduto al basket e al calcio.
Questo problema speriamo si risolva con l’avvento dei Giochi del Mediterraneo, che in teoria dovrebbero attrarre nuovi investitori e dovrebbe consegnare delle nuove infrastrutture, ma fino ad allora una domanda sorge spontanea: chi aiuterà lo sport a Taranto a uscire da questa grande crisi? Quali saranno i costi delle nuove strutture? E, fino alla fine della loro costruzione, società come l’Atletico Città di Taranto, la New Taranto e la Prisma (che speriamo si salvi) dove andranno a giocare?
A queste domande, purtroppo, ricevere una risposta sembra impossibile. Ma oggi, con questo commento, vogliamo invitare i nostri lettori a una riflessione profonda, una riflessione che parte da lontano. Siamo sicuri che la crisi del Taranto e del Cus, così come quella delle altre società che sono ormai finite nel dimenticatoio, non sia collegata? È possibile che la colpa in questi casi non sia anche di un tessuto sociale che fatica ad emergere?













