Il calcio italiano rischia di essere travolto da un nuovo scandalo legato alla compensazione indebita dei debiti fiscali tramite falsi crediti d’imposta. Come riportato da Marco Bellinazzo su Il Sole 24 Ore, il caso che ha fatto esplodere la vicenda è quello del Brescia Calcio, che rischia quattro punti di penalizzazione e la conseguente retrocessione in Serie C.
Il club lombardo, nel febbraio 2025, avrebbe acquistato crediti Iva per 2,4 milioni di euro da una società terza – la Gruppo Alfieri SPV, veicolo di cartolarizzazione fondato nell’ottobre 2024 – per compensare debiti fiscali e previdenziali. Tuttavia, secondo l’Agenzia delle Entrate, quei crediti sarebbero risultati inesistenti. Di qui l’accusa della Procura Federale: mancato pagamento regolare di Irpef e Inps nelle scadenze di febbraio e aprile.
Coinvolto anche il Trapani
Domenica 18 maggio, quando il caso è emerso pubblicamente, anche la FC Trapani 1905 ha dichiarato di aver acquistato crediti d’imposta dalla stessa società e di essere parte lesa di un possibile raggiro. Il club siciliano, guidato da Valerio Antonini, ha reso noto che presenterà denuncia, sottolineando di aver agito “in perfetta conformità alle norme”.
L’operazione per il Trapani avrebbe riguardato circa 700mila euro.
Precedenti e rischi per la Serie C
Non è la prima volta che club professionistici ricorrono a questa pratica per saldare i debiti fiscali: già in passato Reggina e Taranto, oggi scomparse dai campionati professionistici, fecero uso di crediti d’imposta risultati poi fasulli. In entrambi i casi, le difficoltà economiche contribuirono al fallimento delle società.
Il ruolo della FIGC
La FIGC, tramite la Covisoc, ha chiesto all’Agenzia delle Entrate di verificare la validità delle operazioni, ma sottolinea che il factoring fiscale non può essere vietato, essendo legittimato dalla normativa vigente. Tuttavia, in caso di crediti fittizi, spetterà alla giustizia sportiva e penale accertare le responsabilità.
La prima udienza del caso Brescia è fissata per il 22 maggio davanti al Tribunale federale. Il club rischia una penalizzazione di 4 punti per questa stagione, che lo farebbe retrocedere in Serie C, e altri 4 nella prossima, salvo patteggiamento.
Un finale di campionato nel caos
Con l’eventuale -4, il Brescia scenderebbe al terzultimo posto in classifica, lasciando il Frosinone salvo e rimescolando le carte per i playout, con Salernitana e Sampdoria ancora coinvolte. L’intera vicenda potrebbe far slittare i verdetti sportivi fino a metà giugno, con il rischio di ricorsi e un’ipotesi estrema: una Serie B a 21 o 22 squadre nel caso in cui il Brescia ottenesse giustizia a posteriori.












