Si è concluso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo interistituzionale convocato dal Ministro Adolfo Urso per discutere del futuro dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. All’incontro hanno partecipato le parti sociali e istituzionali coinvolte nella definizione dell’Accordo di Programma finalizzato alla decarbonizzazione dell’impianto pugliese.
A rappresentare l’UGL Metalmeccanici erano presenti il segretario nazionale Antonio Spera, il vicesegretario con delega alla siderurgia Daniele Francescangeli e il segretario confederale Aurelio Melchionno.
“La transizione ecologica dell’impianto di Taranto deve partire subito, con un piano industriale credibile e tempi certi. I lavoratori hanno già dimostrato fin troppa pazienza e senso di responsabilità. Ora tocca al Governo e agli attori industriali mantenere gli impegni”, ha dichiarato Spera al termine dell’incontro.
Il nuovo piano industriale prevede la progressiva sostituzione degli altoforni tradizionali con tre forni elettrici alimentati da preridotto (DRI – Direct Reduced Iron), una materia prima a minore impatto ambientale. Le ipotesi attualmente al vaglio sono due:
- Realizzazione integrale a Taranto: installazione di tre forni elettrici e relativi impianti DRI direttamente presso lo stabilimento;
- Soluzione mista: installazione dei forni a Taranto, ma con fornitura del DRI da un altro sito nel Mezzogiorno, gestito dalla società DRI Italia.
Entrambe le opzioni puntano a una capacità produttiva annua di 6 milioni di tonnellate, garantendo la continuità operativa durante la transizione e riducendo significativamente l’impatto ambientale. Il piano punta inoltre ad anticipare i tempi rispetto al precedente cronoprogramma, che stimava un processo lungo 12 anni.
La posizione dell’UGL è netta: «Servono garanzie chiare per l’intera filiera produttiva e il mantenimento integrale dei livelli occupazionali – ha ribadito Spera –. Non è più accettabile vivere nella continua incertezza. La decarbonizzazione non deve diventare un pretesto per tagli o esternalizzazioni, ma un’occasione per rilanciare Taranto e l’industria siderurgica italiana».
Il sindacato ha infine chiesto un impegno immediato da parte del Governo affinché si definisca al più presto un piano industriale definitivo, accompagnato da investimenti concreti, strumenti di sostegno per i lavoratori e un cronoprogramma vincolante.













