di Domenico Ciquera
Ora che la FIGC ha ufficialmente assegnato un campionato al vecchio Taranto, il sindaco Bitetti, secondo la normativa, ha l’opportunità concreta di avanzare una richiesta formale, tramite PEC, alla stessa FIGC per l’attribuzione del titolo sportivo e l’iscrizione in sovrannumero al campionato di Eccellenza. Lo dimostrano le parole del presidente Gravina, che ha chiaramente fatto intendere di attendere segnali dalla città.
Sorge però spontanea una domanda: ci sono state interlocuzioni istituzionali? Perché dalle dichiarazioni di Gravina emerge l’impressione opposta. Si tratta di un passaggio cruciale, che richiede prontezza, determinazione e, soprattutto, un autentico senso di responsabilità verso Taranto e i suoi cittadini. Non si parla soltanto di sport, ma di un aspetto profondamente legato all’identità collettiva e all’orgoglio popolare.
Il calcio a Taranto non è un semplice passatempo: è una tradizione viva, un elemento identitario, un punto di riferimento sociale che coinvolge migliaia di persone. È anche uno strumento di riscatto per una comunità che affronta quotidianamente grandi difficoltà. Ed è proprio nei momenti più complicati che lo sport può diventare una leva di speranza, coesione e rilancio.
Per questo, pur senza sottovalutare le altre emergenze, il futuro del calcio tarantino non può essere relegato a una questione secondaria. Adesso è il momento di agire, anche per tutte quelle cordate imprenditoriali che, da mesi, si dicono interessate ma non si palesano mai. È ora che si facciano avanti una volta per tutte. E invece tutto tace, come se si aspettasse un miracolo.
E allora, cari follower, ci tocca ribadirlo: a Taranto, lo sport, a quanto pare, interessa a pochi della classe dirigente.













