di Domenico Ciquera
Ciro Danucci, neo allenatore della SS Taranto, ai nostri microfoni ha raccontato la solidità della nuova proprietà e i primi passi nella costruzione della squadra.
Ci parli della proprietà. Che realtà ha incontrato e che organizzazione ha trovato?
«Ho incontrato una proprietà molto solida, con idee chiare e grande ambizione, proprio come me. Il direttore sportivo è un grande conoscitore di calcio, una persona che conosco da tempo e che lavora con passione. C’è un buon mix. Ovviamente abbiamo dovuto fare tutto in maniera veloce, ma in appena otto-nove giorni sono stati compiuti grossi passi avanti. Pensando che all’inizio non avevamo nemmeno un pallone o un campo per allenarci, bisogna fare un applauso a tutti per l’impegno e la dedizione messi in campo».
Che squadra state allestendo insieme al direttore e che gruppo si è creato in questi giorni?
«Stiamo costruendo una squadra che possa fare bene in questo campionato. Il mercato è stato difficilissimo, con il 90% dei calciatori già accasati. Stiamo cercando profili con qualità morali importanti, oltre a quelle tecniche. Non è semplice convincere un calciatore a spostarsi da una società dove si è appena tesserato, ma stiamo lavorando con determinazione».
Parliamo del ruolo di Dammacco. Lo vede più come punta centrale o come trequartista?
«Dammacco può ricoprire diversi ruoli: trequartista, seconda punta, prima punta o esterno. È forte tecnicamente, ha una buona media gol ed è un ragazzo che ho avuto con me a Brindisi, quando abbiamo vinto. Ha qualità per fare molto di più rispetto a quanto mostrato finora: per lui questa è un’occasione importante per riemergere in una piazza prestigiosa come Taranto».
E Jallow? In che zona di campo lo vedremo?
«Jallow è un calciatore importante, con una gamba notevole. Può giocare sia come prima punta che più esterno. Tutto dipenderà dal modo in cui decideremo di cominciare e dall’atteggiamento della squadra. In questo momento siamo ancora in fase di conoscenza: siamo insieme da appena sette-otto giorni e lui è arrivato solo negli ultimi due. Serve tempo per capire la posizione ideale per lui e per gli altri».
I ragazzi sentono la pressione della maglia?
«Devono sentirla, perché hanno già giocato in piazze importanti. Taranto ha un peso specifico notevole, ma chi dà tutto in campo non deve temere la maglia. Deve preoccuparsi solo di impegnarsi e dare il 100%. I tifosi lo vedono e lo apprezzano: il peso della maglia diventa relativo».
Vedremo Di Paolantonio in rossoblù?
«È un giocatore che stiamo valutando, così come altri. Un ottimo elemento, non lo scopro certo io. Se ci saranno le condizioni giuste, potrà far parte del gruppo. Il direttore non si farà scappare questa occasione».
Il messaggio ai suoi nuovi tifosi?
«Stiamo lavorando con il massimo impegno per costruire una squadra competitiva. Speriamo che i risultati ci diano ragione. Da parte nostra ci sarà sempre la volontà di dare il massimo e riportare il Taranto dove merita. Ci aspettiamo che i tifosi ci stiano vicini e continuino a essere il nostro dodicesimo uomo in campo».













