L’ex presidente della FIGC, Franco Carraro, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, tornando a parlare di uno dei capitoli più controversi del calcio italiano: Calciopoli. “È una ferita che mi fa soffrire ancora oggi, anche se sono stato assolto da ogni accusa. Ma resta l’amarezza di sapere che tutto nacque da un mio grande errore politico”, ha ammesso.
Carraro ha ricordato il 2004, quando valutò la sostituzione dei designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Dopo aver proposto l’incarico a Pierluigi Collina, che però rifiutò per continuare ad arbitrare, non prese altre decisioni. “Anni dopo seppi che Collina aveva parlato con Meani, all’epoca al Milan, e la notizia arrivò a Bergamo e Pairetto. In quel momento si appoggiarono a Moggi per restare al loro posto. Ho sbagliato, avrei dovuto cambiarli comunque”, ha confessato.
L’ex presidente federale ha anche ricordato i problemi di quell’anno: la deludente eliminazione dell’Italia all’Europeo 2004 e la crisi del Napoli, allora vicino al fallimento prima dell’arrivo di De Laurentiis. “Da allora simpatizzo per il Napoli”, ha rivelato.
Sulla vicenda Calciopoli, Carraro ha ribadito: “Fu giusto togliere gli scudetti alla Juve, ma quello del 2006 non andava assegnato all’Inter. Doveva rimanere vacante”.
Guardando al presente, ha espresso fiducia sulla Nazionale e raccontato un retroscena: “Dopo il Mondiale del 2002 pensai a Vialli come ct, ma non c’erano le condizioni. Gianluca era una figura speciale e il suo ruolo all’Europeo 2021 lo dimostra”.
Infine, da tifoso del Milan, ha lanciato un messaggio: “Sarei felice se tornasse Galliani. È parte della storia del club e con la sua esperienza darebbe entusiasmo straordinario ai tifosi”.














