di Maurizio Mazzarella
Il Taranto, nel prossimo match in programma giovedì alle ore 15:30 al Fanuzzi, affronterà il Brindisi. Una sfida importante che, in caso di vittoria, permetterebbe ai rossoblù di accedere al turno successivo di Coppa Italia. La formazione ionica arriva all’appuntamento dopo il pareggio per 1-1 nel match contro il Galatina mentre i brindisini sono reduci dalla vittoria nell’ultima giornata contro l’Atletico Acquaviva.
Il Taranto, però, nelle ultime ore sta combattendo con un brutto virus e in virtù di alcuni infortunati conta complessivamente almeno 12 defezioni, di cui 10 per via della gastroenterite. A questo punto è impossibile azzardare una probabile formazione.
Francamente la nostra sensazione è che, dopo le dichiarazioni del direttore sportivo brindisino all’andata, il clima attorno a questo match non sia dei migliori. Anche la mancanza di disponibilità verso la nostra redazione da parte del Brindisi evidenzia uno stile deficitario, ma non volendo alimentare polemiche preferiamo almeno per questa circostanza il silenzio.
Non è la prima volta che il Taranto chiede un rinvio del match in questa porzione di torneo. Era accaduto per la seconda giornata contro lo Spinazzola, ma non è stato concesso. Riteniamo che le responsabilità siano anche della LND, che avrebbe dovuto affrontare la situazione e tutelare un’affiliata da sole due settimane che non ha avuto il tempo di presentarsi ai nastri di partenza alla pari delle avversarie.
Non entriamo nel merito dell’assenza dei nostri tifosi al Fanuzzi perché entrano in gioco altri fattori e perché anche i tifosi brindisini erano assenti nel match di andata. Di certo questi derby meriterebbero di giocarsi con entrambe le tifoserie sugli spalti.
Il Taranto ha chiesto il rinvio per una questione seria, non per una bazzeccola. Il Brindisi nega di aver ricevuto alcuna richiesta e passa la palla ai vertici della LND. Non vogliamo entrare nel merito di chi abbia torto e chi ragione, ma questo episodio è un ulteriore segnale che ci deve portare a calarci quanto prima in questa categoria che non ci appartiene, per poi andare via il più presto possibile.
Concordiamo però con il presidente Ladisa quando cita la frase: «tutelare i valori dello sport», aspetto su cui i vertici della LND devono necessariamente vigilare. Da questo punto di vista la società ionica avrà sempre il nostro supporto incondizionato.
Ciullo è un ex. A Taranto ha militato in una delle annate più difficili per i nostri colori e non ha lasciato un ricordo idilliaco. Sarebbe l’occasione per dare un segnale di sportività, almeno da parte sua, a prescindere dalle posizioni societarie. Allo stesso tempo, così come la LND è stata dura nei confronti di Di Bari per il caso Jallow, sarebbe corretto non limitarsi a dichiarazioni di circostanza diffondendo un comunicato dello stesso tono verso il dirigente brindisino per via delle dichiarazioni rilasciate dopo il match di andata.
Anche se come giornale non ci siamo sentiti rispettati dal Brindisi — ma questo è un nostro problema — rispettiamo il loro punto di vista pur non condividendolo. Il Taranto ha annunciato che ricorrerà alle vie legali per far valere i propri diritti. C’è il timore che possano essere calpestati e per questo si spera di sbagliare.













