“Il bando di vendita internazionale di Acciaierie d’Italia va fermato e ritirato. È evidente che è fallimentare: serve un ruolo del pubblico per garantire l’occupazione e la transizione ecologica.”
Sono parole nette quelle di Francesco Brigati, segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, che ha aperto i lavori del Consiglio di fabbrica straordinario convocato insieme a Fim e Uilm. All’incontro hanno partecipato le Rsu dello stabilimento ex Ilva in amministrazione straordinaria e i lavoratori dell’appalto, uniti nella richiesta di un cambio di rotta da parte del Governo.
Brigati ha sottolineato come dalle ultime notizie di stampa emergano preoccupazioni per possibili esuberi e per l’assenza di una reale prospettiva industriale:
“Non si intravede un vero cambiamento né sul piano produttivo né su quello della decarbonizzazione. Al contrario, rischiamo nuovi problemi sociali per l’occupazione e nessuna risposta concreta al risanamento ambientale.”
Per queste ragioni, la Fiom annuncia una grande giornata di mobilitazione. Il 16 ottobre, in occasione dello sciopero generale nazionale, i lavoratori di Taranto sfileranno in corteo dallo stabilimento ex Ilva fino a Palazzo di Città, dove consegneranno al sindaco Piero Bitetti un documento con le richieste del movimento sindacale: “Rimettere al centro il lavoro, l’ambiente e la produzione in un’ottica di decarbonizzazione.”
Brigati rimarca che “il cambiamento reale può venire solo dalle lavoratrici e dai lavoratori”:
“Saremo in piazza per chiedere al Governo Meloni una soluzione definitiva, possibile solo con un intervento pubblico stabile, capace di determinare un cambio radicale del processo produttivo, la piena occupazione e garanzie per il futuro. L’amministrazione straordinaria non è un vero intervento pubblico.”
E sul possibile intervento del Governo nelle prossime ore, il segretario della Fiom è categorico:
“Anche se da Palazzo Chigi arrivasse una convocazione, la giornata di protesta resta confermata. Pretendiamo risposte concrete, non annunci. Al centro devono tornare il lavoro, l’ambiente e la dignità di Taranto.”













