Nonostante la proroga di una settimana concessa da Sport e Salute per il noleggio di due navi da crociera destinate a ospitare circa 5.000 atleti, la gara indetta per i Giochi del Mediterraneo 2026 si chiude con un nulla di fatto. Nessuna compagnia ha presentato offerte: un flop totale che mette a rischio uno degli aspetti più cruciali dell’evento.
La proroga, scaduta ieri alle 12, non ha cambiato l’esito della gara lanciata il 9 settembre: zero partecipanti, zero offerte. A dieci mesi dall’inizio dei Giochi, l’accoglienza degli atleti diventa probabilmente il problema più urgente da risolvere per non compromettere l’organizzazione.
Come spiega Domenico Palmiotti del Quotidiano, era prevedibile che la proroga non avrebbe portato a risultati concreti. Le compagnie di navigazione, Costa Crociere inclusa, puntano piuttosto alla trattativa diretta per avere maggiore libertà negoziale. Costa Crociere aveva infatti manifestato interesse prima della gara, ma poi si è defilata per “ragioni operative”, senza specificarne i dettagli.
Il prossimo passo sarà avviare una trattativa diretta con almeno un paio di operatori, come Costa e forse MSC, per suddividere l’offerta tra due navi: una da 3.000 posti disponibile dal 16 agosto al 5 settembre 2026 e una da 2.200 posti dal 22 agosto al 3 settembre. In questo modo, le compagnie potrebbero garantire l’ospitalità senza sovraccaricare le loro normali attività crocieristiche, pur in alta stagione.
L’eventuale richiesta economica superiore ai 26 milioni di euro – cifra base prevista dal bando – potrebbe però creare problemi di budget. Attualmente, il finanziamento dei Giochi è passato da 50 a 76 milioni di euro, di cui 50 già garantiti dal Governo. Qualora servissero ulteriori fondi per le navi, sarebbe necessario ricalcolare i costi e valutare ulteriori interventi governativi.
Un ulteriore nodo riguarda la logistica: occorre individuare il porto dove le navi potranno attraccare, ipotizzato nell’area dell’Autorità portuale del Mar Ionio, ma nulla è ancora definito. La disponibilità delle banchine per due-tre settimane richiede valutazioni preventive e l’individuazione di possibili alternative.
Sul fronte organizzativo, restano irrisolte anche le tensioni tra comitato internazionale e comitato locale sui servizi tecnologici dei Giochi, un appalto da 5 milioni di euro che il comitato locale vorrebbe gestire tramite gara pubblica, mentre l’organo internazionale punta a nomine dirette. Tuttavia, come sottolinea Domenico Palmiotti del Quotidiano, la priorità immediata rimane la disponibilità delle navi: senza di esse, l’ospitalità degli atleti resta un’incognita critica per il successo dei Giochi.
Il countdown verso Taranto 2026 continua, ma con un’incertezza significativa sulle infrastrutture chiave, a dieci mesi dall’inizio dell’evento.













