di Maurizio Corvino
Ex di turno, protagonista a Gallipoli di risultati impensabili insieme al presidente Barba, Danilo Pagni ha commentato la vittoria del suo Taranto nel match del pomeriggio, soffermandosi sia sull’andamento della gara sia sulle strategie di mercato per rinforzare ulteriormente il gruppo.
Partita sofferta
«Chi non soffre non vince. Panarelli ha preparato quattro partite in quindici giorni, tanto di cappello. Non dobbiamo adagiarci su questa vittoria: deve essere uno stimolo per lavorare ancora di più sui nostri limiti e consolidare l’autostima. Chi è abituato a vincere sa quanto sia importante costruirla giorno dopo giorno».
Il parere sul Gallipoli
«Abbiamo vinto contro una buona squadra, che in Coppa ha schiacciato il Novoli. Forse oggi erano un po’ stanchi, ma noi abbiamo meritato. Se avessimo chiuso il primo tempo almeno in vantaggio di un gol, nessuno avrebbe potuto dire nulla. Faccio comunque i complimenti al Gallipoli».
Il mercato
«Abbiamo dimostrato di poter fare qualche uscita, e ce ne saranno altre. A tutti abbiamo trovato una sistemazione e abbiamo inserito giocatori importanti. Ora stiamo cercando di chiudere altri due o tre acquisti, tra cui un portiere classe 2006 e un attaccante esterno».
Nomi sfumati e possibili arrivi
«Vuthaj aveva un accordo con me e con il presidente, ma per esigenze familiari ha dovuto avvicinarsi a casa. Con noi lui e la sua famiglia sono stati corretti, ed è andato a giocare vicino casa.
Battista l’ho avuto a Taranto e a Terni: è un giocatore della Virtus, società con cui abbiamo ottimi rapporti. Proprio per questo non mi sembra corretto parlarne ora, bisogna seguire i giusti passaggi».
I nuovi visti in campo
«Trombino è forte: viene da quindici gol segnati da gennaio nello scorso campionato ed è un attaccante che completa un pacchetto offensivo già importante. Incerti ha fatto due o tre assist, è ancora al 50%, ma rompe la linea e quando troverà la condizione giusta darà la muscolarità che mancava a questo centrocampo. Mi dispiace per Zampa, non so cosa si sia fatto, ma è un vero “cagnaccio”: era secondo in classifica e lo abbiamo praticamente strappato alla sua società».
Il lavoro di gruppo
«Non abbiamo ancora fatto nulla, siamo solo all’inizio. Stiamo lavorando in piena sintonia con Bitetto e, visto che ogni tanto arrivano voci e notizie fuorvianti, ci tengo a chiarire che qui si lavora tutti insieme. Non esiste il singolo: ci siamo messi tutti in gioco, me compreso. La linea è una sola: insieme dobbiamo riprenderci quello che ci è stato tolto».
Chiusura del girone di andata
«Dobbiamo ragionare come i giapponesi: chiodo su chiodo. Oggi abbiamo messo un chiodo, ora pensiamo alla prossima trasferta. Non guardo nemmeno i risultati delle altre partite. Ringrazio la società e i ragazzi: abbiamo giocato quattro partite con un’infermeria molto problematica. Sono contento, ma non appagato: sono sempre affamato di vittorie».
Il legame con Gallipoli
«Un giornalista mi ha detto che sono tornato dove ho fatto la storia, ma io rispondo sempre che non ho fatto nulla da solo. Quello che abbiamo fatto a Gallipoli lo abbiamo fatto tutti insieme».














