Di seguito l’intervento del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, nel corso del Consiglio comunale monotematico sui rifiuti.
«Mentirei se oggi affermassi che siamo soddisfatti della raccolta differenziata e del decoro della città. Allo stesso tempo, ritengo sia arrivato il momento di avviare un’operazione verità su una situazione economico-finanziaria di Kyma Ambiente che appare compromessa. Proveremo a rimettere i conti in ordine, ma per farlo stiamo analizzando e approfondendo l’intera condizione debitoria e solo alla fine tireremo una linea».
«Su una cosa, però, allo stato attuale non vi è alcun dubbio: restiamo fermi su quanto scritto e sottoscritto nel programma elettorale, ovvero che Kyma Ambiente resta pubblica. Stiamo facendo il possibile, e anche l’impossibile, per salvarla per quanto attiene alle nostre responsabilità come Ente. Tuttavia dobbiamo garantire un servizio efficiente, e questo deve essere assicurato dal Consiglio di Amministrazione e dall’apparato dirigenziale, con i quali il confronto è costante e continuo».
«Accanto alle responsabilità dell’azienda, esistono anche comportamenti dei cittadini che vanno denunciati e affrontati con decisione. Chi non rispetta la città va arginato, e sarò il primo a combattere atteggiamenti incivili e purtroppo consolidati. Per questo ho recentemente dato mandato per l’acquisto di un nuovo sistema di videosorveglianza diffuso, che ci consentirà di potenziare i controlli e che comporterà, per chi sporca, non solo sanzioni amministrative ma anche penali».
«Lo dico in modo chiaro: la raccolta differenziata deve essere fatta e sarà estesa a tutti i quartieri. Indietro non si torna. Miglioreremo il sistema degli incentivi e rafforzeremo la comunicazione sulle modalità di conferimento, ma ai cittadini chiediamo di rispettare le regole e il calendario di raccolta».
«Siamo consapevoli di vivere una fase di criticità, ma voglio sottolineare anche un dato positivo: da settembre a oggi siamo passati dal 27% al 34% di raccolta differenziata. Un risultato ottenuto grazie al lavoro di tutti, nessuno escluso, e a un impegno costante nel dialogo con i cittadini, fino alla decisione di ripristinare i cassonetti nel quartiere Tamburi, seppur in forma provvisoria, per evitare situazioni di degrado».
«Siamo ancora nella fase dei correttivi, della tolleranza e del dialogo, e continueremo su questa strada finché sarà necessario. Ma abbiamo il diritto di vivere in una città pulita, di abitare una città che è la nostra casa, nel rispetto reciproco. Per riuscirci, ognuno deve fare la propria parte».














