Cresce l’artigianato in Puglia, con un aumento di circa 2.500 imprese artigiane su scala regionale e una crescita particolarmente significativa nelle province di Bari, Lecce, Foggia e Brindisi. Più contenuto, invece, l’andamento nella provincia di Taranto, dove l’incremento si attesta intorno allo 0,35%, evidenziando criticità strutturali e difficoltà più complesse.
È quanto emerge dallo studio di Casartigiani Puglia, che punta l’attenzione sulle problematiche che continuano a frenare lo sviluppo dell’imprenditoria artigiana nel territorio ionico. Tra le principali criticità spicca la difficoltà di accesso al credito, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dalla congiuntura economica internazionale, fattori che hanno spinto il sistema bancario a irrigidire ulteriormente le condizioni di finanziamento.
«A Taranto – dichiara Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia – stiamo registrando un forte aumento delle richieste di strumenti di sostegno al reddito, sia ordinari che straordinari, come la cassa integrazione, segnale evidente di una situazione economica locale che richiede un’attenzione particolare. Non possiamo ignorare il peso della questione Ilva e del contesto industriale tarantino, che continua a incidere negativamente sul tessuto artigianale».
Per far fronte a questo scenario, Casartigiani Puglia ritiene indispensabile l’istituzione di un tavolo permanente di crisi e sviluppo per Taranto, che coinvolga parlamentari del territorio, Provincia, Comune di Taranto e Regione Puglia.
«Come ha sottolineato il presidente Decaro – prosegue Castronuovo – è fondamentale che tutta la Puglia cresca allo stesso passo, garantendo pari opportunità economiche, sociali e occupazionali a tutte le province, Taranto compresa. Per questo stiamo intensificando il dialogo con le istituzioni, affinché il tessuto artigianale tarantino riceva il supporto necessario e si possa costruire una Puglia più equa e competitiva per tutti».














