Taranto guarda al futuro partendo dal mare e dalla sua dimensione mediterranea. Si è aperta nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città la tre giorni dal titolo “Taranto nel ‘lago’ del Mediterraneo. Un mare di prossimità”, iniziativa promossa dal Consiglio comunale di Taranto, su impulso del presidente Gianni Liviano, in collaborazione con il Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo e con la rete dei firmatari della Carta della Pace di Taranto.
La prima giornata ha dato il via a un confronto pubblico dedicato alle prospettive della città in vista dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, interpretati non soltanto come un grande evento sportivo internazionale, ma come una possibilità concreta per avviare un percorso di rigenerazione urbana, sviluppo economico e valorizzazione delle relazioni con gli altri territori del Mediterraneo.
Il primo appuntamento, “Taranto città mediterranea”, ha messo al centro il rapporto tra la manifestazione sportiva e la trasformazione della città. Al confronto hanno partecipato Massimo Ferrarese, presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, il vicepresidente Sandro Esposito, il direttore generale Carlo Molfetta, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il vicesindaco Mattia Giorno, componente del Comitato Organizzatore.
Durante il dibattito sono stati affrontati i temi legati alla realizzazione delle infrastrutture, alla capacità di accoglienza, alla proiezione internazionale della città e soprattutto alla necessità di costruire un’eredità destinata a durare anche dopo la conclusione delle competizioni.
“Taranto non ha nulla da invidiare ad altre città e può diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo, a partire dai Giochi del 2026 – ha dichiarato il sindaco Piero Bitetti -. Siamo impegnati affinché la città si presenti al meglio, capitalizzando gli investimenti destinati alla realizzazione e alla riqualificazione degli impianti sportivi, un patrimonio che resterà alla comunità”.
Il primo cittadino ha sottolineato come l’obiettivo debba andare oltre l’appuntamento sportivo: “I Giochi devono diventare anche il motore per migliorare i collegamenti, valorizzare la Città vecchia, il patrimonio religioso, il Mar Piccolo e tutte le risorse ambientali e produttive del territorio. Dalla promozione turistica agli sport d’acqua, dalla mitilicoltura alla ricerca, fino alla rinaturalizzazione del paesaggio, stiamo costruendo una strategia che guarda oltre l’evento”.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano, che ha evidenziato il valore dei Giochi come strumento di cambiamento: “La vera sfida è considerarli non come un fine, ma come un’opportunità per ripensare la prospettiva sociale, culturale ed economica di Taranto”.
Secondo Liviano, la manifestazione rappresenta un’occasione per costruire una città “più consapevole delle proprie potenzialità, più aperta alle relazioni con gli altri popoli del Mediterraneo e più ambiziosa nel progettare il proprio futuro”.
Anche il vicepresidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, Sandro Esposito, ha ribadito l’importanza della fase successiva all’evento: “Dobbiamo fare in modo che i Giochi lascino non soltanto nuove infrastrutture, ma anche competenze, fiducia e opportunità durature. La responsabilità è trasformare l’attenzione che il Mediterraneo rivolgerà a Taranto in una possibilità concreta per i giovani”.
La seconda parte della giornata è stata dedicata al tema “Il Mediterraneo e il Mezzogiorno”, con un confronto sulle condizioni economiche, sociali e istituzionali del Sud e sulla necessità di costruire nuovi modelli di sviluppo e cooperazione.
Sono intervenuti Angelo Moretti, autore di Welfare Meridiano, Claudio Scamardella, autore di Le colpe del Sud, Claudia Sanesi, segretario generale della Camera di Commercio Taranto-Brindisi, Mosè Troiano, sindaco di San Paolo Albanese, e i consiglieri regionali Massimiliano Di Cuia, Filomena Greco e Felice Spaccavento. Il confronto è stato moderato dal giornalista de la Repubblica Davide Carlucci.
Dalla discussione è emersa la necessità di superare una narrazione del Mezzogiorno legata esclusivamente alle difficoltà, puntando invece sulle capacità delle comunità locali, sull’innovazione sociale e sulla posizione strategica delle città meridionali nel Mediterraneo.
Il programma della seconda giornata
La manifestazione proseguirà giovedì 16 luglio con una giornata ricca di appuntamenti. Alle ore 10.00 sono previsti i saluti istituzionali di monsignor Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto, del sindaco Piero Bitetti e di Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio Taranto-Brindisi.
Alle 10.30 spazio all’incontro “Il Mediterraneo: il lago della cooperazione”, con gli interventi di monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e vescovo di Cassano all’Jonio, Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, e Paolo Verri.
Alle 12.00 sarà protagonista ancora monsignor Savino con l’appuntamento dedicato al “lago della pace”, mentre nel pomeriggio si parlerà di opportunità, lavoro sostenibile e transizione industriale con Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS ed ex ministro.
A seguire Paolo Verri affronterà il tema della speranza per le nuove generazioni, mentre alle 18.30 spazio alla salute, alla prevenzione e all’inclusione con Luca Labanca, medico dell’Ospedale Universitario Sant’Andrea di Roma e medico FIGC.
La giornata si chiuderà alle 19.30 con Angelo Mellone, direttore della Direzione Intrattenimento Day Time Rai, giornalista e scrittore, che interverrà sul ruolo della narrazione nella costruzione di un’identità mediterranea condivisa.
Un percorso di confronto che punta a definire una nuova visione per Taranto: una città chiamata a trasformare la grande occasione dei Giochi del Mediterraneo in un progetto stabile di crescita e apertura internazionale.














