«Che al ministro Adolfo Urso non piaccia rispondere alle interrogazioni del Movimento 5 Stelle non è una novità. Ma che il suo dicastero, insieme a quello guidato dalla ministra Calderone, si lavi le mani del futuro industriale e occupazionale di Taranto resta un fatto gravissimo e intollerabile.
Già nel luglio 2024, dopo aver incontrato i lavoratori Hiab in presidio, depositai un’interrogazione per salvaguardare l’integrità del reddito di 102 lavoratori penalizzati dalla delocalizzazione decisa dall’azienda, a discapito del sito di Statte. Non solo: nel novembre dello stesso anno, con una nuova interrogazione, chiesi ai ministri competenti se intendessero tutelare i livelli occupazionali, scongiurando l’ennesima e sterile proroga della cassa integrazione straordinaria a zero ore, che avrebbe condotto il personale a un epilogo purtroppo già noto al territorio tarantino. In quell’occasione proposi anche la salvaguardia dello stabilimento ionico.
Oggi non sorprende apprendere che le organizzazioni sindacali esprimano forte preoccupazione per la dilatazione dei tempi della vertenza Hiab: allo scadere degli ammortizzatori sociali, il rischio concreto è quello di non garantire continuità di reddito ai dipendenti.
Mi associo alla richiesta dei sindacati, rivolta al ministro Urso, di riaprire il tavolo di confronto presso il Mimit, e manifesto la piena vicinanza e il sostegno del M5S a questi lavoratori, ennesimi dimenticati dal Governo Meloni, così come tanti altri in Puglia e, in particolare, a Taranto.
Da Urso ci aspettiamo massima attenzione su questa vertenza, per scongiurare l’ennesima bomba sociale su un territorio già profondamente segnato da crisi industriali, occupazionali e ambientali».
Lo afferma in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.













