Vigilia di campionato per il Taranto, atteso al comunale di Ugento per il ventisettesimo turno. Nella consueta conferenza stampa pre-gara, il tecnico Ciro Danucci ha analizzato il momento della squadra, tra infortuni, energie da recuperare e obiettivi ancora da inseguire. Il messaggio è chiaro: archiviare la delusione e ripartire subito.
“A Ugento servirà una grande prova”: che partita si aspetta?
Danucci: Dopo la gara di giovedì dobbiamo reagire subito. Affrontiamo una squadra che in casa ha fatto bene e ha giocatori di qualità. Noi dobbiamo recuperare energie fisiche e soprattutto mentali. Abbiamo qualche problema, ma dobbiamo fare di necessità virtù e cercare a tutti i costi la vittoria.
Tanti acciacchi in rosa: qual è la situazione degli infortunati?
Danucci: Non ho voluto dare troppe informazioni prima della scorsa partita per non avvantaggiare gli avversari. Ma la realtà è che siamo stati molto incerottati tra squalifiche, febbri e problemi muscolari. I ragazzi hanno fatto quello che potevano con grande impegno. Ora l’obiettivo è recuperare più giocatori possibili.
Gli infortuni possono dipendere dal carico di lavoro o dal campo di allenamento?
Danucci: Stiamo facendo tutte le valutazioni. Le tante partite ravvicinate incidono, ma anche il terreno su cui ci alleniamo può aver creato qualche problema agli adduttori e al pube. In questo momento dobbiamo concentrarci sul recupero degli uomini e guardare avanti.
L’obiettivo minimo ora è il playoff: chi deve dare personalità alla squadra?
Danucci: Quando parlo di personalità mi riferisco alla gestione dei momenti della partita. Non basta il capitano: ognuno deve essere leader di se stesso. Non esistono salvatori della patria, da questa situazione si esce solo tutti insieme, con il gruppo e con il lavoro.
C’è il rischio di un contraccolpo psicologico dopo aver perso terreno?
Danucci: Spero di no. Quando si indossa una maglia così importante, la motivazione non deve mai mancare. Io mi aspetto grande attaccamento e grande voglia di rivalsa fino all’ultima partita.
L’identità del Taranto resta comunque solida?
Danucci: La squadra ha una sua identità. Creiamo tanto e subiamo poco. È chiaro che togliere cinque o sei giocatori importanti pesa, ma la strada è quella giusta. Dobbiamo togliere dalla testa la Coppa e buttarci completamente sul campionato.
Perché si è fatto ricorso spesso ai lanci lunghi nell’ultima gara?
Danucci: Era una scelta tattica per attaccare la profondità contro una squadra aggressiva. Il problema è stato abusarne in alcuni momenti. Serviva più gestione e più calma, soprattutto nella seconda parte della gara.
Il Taranto si prepara a ripartire da Ugento con l’obiettivo di ritrovare continuità e restare agganciato alla corsa playoff. Tra difficoltà e assenze, Danucci chiede una risposta di carattere: unità, determinazione e punti per rilanciare la stagione.














