I Giochi del Mediterraneo 2026 continuano a muoversi in un clima di incertezza, sospesi tra le tensioni internazionali e le complessità economiche che accompagnano ogni grande evento. Eppure, dal quartier generale dell’organizzazione, il messaggio è netto: la macchina non si ferma. A ribadirlo è Massimo Ferrarese, commissario di Governo per gli impianti sportivi e presidente del comitato organizzatore locale, che sceglie la via dell’ottimismo pur riconoscendo la delicatezza del momento.
Le sue parole arrivano attraverso un’analisi pubblicata da Domenico Palmiotti sul “Quotidiano”, che fotografa con precisione lo stato dell’arte e le preoccupazioni che stanno emergendo nelle ultime settimane. «Mi chiedono spesso cosa accadrà se la guerra dovesse proseguire e se i Giochi verranno rinviati. Io non voglio nemmeno pensarci. Si deve andare avanti», afferma Ferrarese, sottolineando la necessità di non rallentare il lavoro.
Le incognite internazionali e il nodo dell’ospitalità
Il conflitto in corso, osserva Palmiotti, sta già producendo effetti indiretti sull’organizzazione: dal tema dell’ospitalità nelle basi della Marina militare fino al rischio che, dal 21 al 30 settembre 2026, alcuni dei 26 Paesi partecipanti possano trovarsi in situazioni di tensione o contrapposizione. Un quadro complesso, che impone valutazioni continue e aggiornate.
Corte dei Conti e Regione chiedono chiarezza
Proprio le incertezze hanno spinto Corte dei Conti e Regione Puglia a chiedere chiarimenti formali al commissario e alla Presidenza del Consiglio. Secondo quanto riportato dal “Quotidiano”, una lettera ufficiale è stata trasmessa il 17 marzo e la risposta dovrebbe essere già in fase di definizione. Ferrarese, da parte sua, rivendica la piena trasparenza del lavoro svolto e la solidità del piano di spesa predisposto, che combina risorse pubbliche e private.
Tecnologia, comunicazione e cerimonie: i nodi ancora aperti
Restano però diversi capitoli da sciogliere. Gli 11 milioni destinati dal Governo ai servizi tecnologici e informatici non sono ancora stati oggetto di una pianificazione definitiva, mentre le spese generali oscillano tra i 2 e i 3 milioni. Il commissario ha già valutato una ventina di offerte, individuando la società che dovrà gestire la piattaforma amministrativa, ma l’accordo deve essere ancora formalizzato.
Sul fronte delle cerimonie di apertura e chiusura, la scelta sembra orientarsi verso G2 Event, società milanese del gruppo internazionale Casta Diva, già protagonista del format di Milano-Cortina 2026. Un progetto che punta a valorizzare identità mediterranea, storia, mare, innovazione e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Sport e Salute per gli impianti, ma servono verifiche
Per quanto riguarda gli impianti, la società pubblica Sport e Salute è stata incaricata di seguire la procedura di valutazione, che per la prima volta separerà gli aspetti tecnici da quelli sportivi. Anche qui, però, restano da definire alcuni passaggi contrattuali e la copertura economica di parte dei lavori.
La determinazione di Ferrarese
Nonostante tutto, Ferrarese mantiene una linea chiara: «Dobbiamo continuare a lavorare senza fermarci di fronte a interrogativi di questo tipo». Una posizione che Palmiotti interpreta come un segnale di responsabilità e, allo stesso tempo, di fiducia nella capacità del territorio di affrontare una sfida complessa ma strategica per Taranto e per l’intera Puglia.














