La FP-CGIL lancia l’allarme sulle condizioni operative del personale del Comune di Taranto, definite ormai insostenibili. In una nota inviata al sindaco Pietro Bitetti, al direttore generale Marco Lesto e al segretario generale Eugenio De Carlo, il sindacato denuncia una carenza cronica di organico che sta compromettendo la qualità dei servizi e mettendo a rischio la salute dei lavoratori.
Secondo quanto evidenziato, a fronte di una pianta organica prevista di circa 1500 dipendenti, l’Ente può contare su meno di 700 unità effettive, escludendo il personale di nidi e Polizia Locale. Una situazione che, secondo la FP-CGIL, espone i lavoratori a condizioni di stress lavoro-correlato, in violazione delle normative sulla sicurezza.
Nel mirino del sindacato anche l’ipotesi di una nuova riorganizzazione della macrostruttura comunale, a pochi mesi dall’ultima modifica approvata con la delibera di Giunta n. 141 del 29 settembre 2025. Un’eventualità ritenuta “inaccettabile e irresponsabile”, perché comporterebbe ulteriori spostamenti di personale già ridotto, aggravando disservizi, discontinuità operativa e disorientamento tra i dipendenti.
Particolarmente critica la situazione dell’Ufficio Tributi, dove il carico di lavoro tra accertamenti, reclami e attività ordinarie ha ormai superato i limiti sostenibili. I precedenti trasferimenti di personale qualificato, inoltre, avrebbero ulteriormente indebolito il settore.
La FP-CGIL richiama anche l’attenzione sul pagamento degli incentivi IMU/TARI, legati al rendiconto di gestione 2025, la cui approvazione nei tempi previsti è fondamentale per garantire diritti economici già maturati dai lavoratori.
Il sindacato sottolinea che l’approvazione dei documenti contabili è un preciso dovere del Consiglio comunale e non può essere sollecitata dalle organizzazioni sindacali, evidenziando come da questo passaggio dipendano sia i diritti dei dipendenti sia il corretto funzionamento dell’Ente.
Per questo la FP-CGIL chiede un incontro urgente con l’Amministrazione, rivendicando il diritto al confronto e sollecitando interventi concreti. “Le dichiarazioni non bastano – si legge nella nota – servono atti immediati per tutelare lavoratori che, nonostante tutto, continuano a garantire servizi essenziali alla comunità”.
A firmare l’intervento è il segretario aziendale Pietro Miceli.













