Apprendiamo con stupore e sgomento che, ancora una volta, i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali vengono informati di fantomatiche operazioni di fallimenti pilotati e/o di esternalizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti tramite notizie di stampa, anziché attraverso i canali istituzionali.
Ancora più grave è il fatto che tali decisioni sarebbero state prese in una riunione di maggioranza, quella stessa maggioranza che più volte ha garantito il mantenimento della natura pubblica dell’azienda e l’impegno in un’opera di risanamento aziendale a tutela del decoro urbano e dei livelli occupazionali.
Iniziamo a pensare che il rapporto tra socio unico e lavoratori di Kyma Ambiente sia caratterizzato dal “coraggio di non dire la verità”.
Riteniamo che ormai il “velo del tempio si sia squarciato” e che sia giunto il momento di pretendere chiarezza. Non ci fermeremo: chiediamo a gran voce che chi ha creato questa situazione ne risponda, non solo politicamente, ma anche davanti alla magistratura ordinaria e contabile.
Per queste ragioni abbiamo richiesto un’audizione in Commissione Consiliare Ambiente della Regione Puglia e scenderemo in piazza con un sit-in dei lavoratori Kyma Ambiente, martedì 31 marzo dalle ore 10:00 davanti a Palazzo di Città.
Taranto non merita questo. Non ci rassegniamo all’idea di un servizio privatizzato e lotteremo fino alla fine per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e un servizio degno di una città europea.













