Il Movimento 5 Stelle presenta un pacchetto di emendamenti al decreto-legge sui prezzi petroliferi per contrastare l’impatto del caro carburante sul settore dell’autotrasporto. A illustrarne i contenuti è il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, che chiede interventi urgenti a sostegno di imprese e lavoratori.
“Serve una risposta concreta al grido d’allarme del comparto – afferma Turco – da cui dipende la distribuzione della maggior parte dei beni di consumo e di prima necessità”.
Tra le principali proposte avanzate dal M5S figurano misure per rafforzare la liquidità delle aziende, come la sospensione dei contributi previdenziali per il secondo trimestre e la possibilità di utilizzare immediatamente il credito d’imposta sulle accise, oppure di cederlo direttamente alle compagnie petrolifere.
Il pacchetto prevede inoltre:
- l’estensione del credito d’imposta anche alle imprese con mezzi Euro 3 ed Euro 4, a condizione di rinnovo del parco veicoli entro dicembre 2026
- la riduzione dell’IVA al 5% sul gas naturale per autotrazione
- l’allargamento dei benefici ad altri settori del trasporto, tra cui imprese ferroviarie, agenti di commercio, tassisti, NCC e aziende di trasporto pubblico locale
Un’attenzione particolare viene riservata alle realtà insulari: per le imprese con sede in Sicilia, Sardegna e nelle isole minori si propone un ulteriore contributo sotto forma di credito d’imposta, legato ai maggiori costi sostenuti nei mesi primaverili rispetto ai prezzi di febbraio.
Nel mirino del M5S le politiche del Governo guidato da Giorgia Meloni, ritenute insufficienti a contenere l’aumento dei prezzi energetici.
“Il Governo accolga le nostre proposte e smetta di abbandonare un settore strategico – conclude Turco – duramente colpito dalle tensioni internazionali e dall’incremento dei costi energetici”.














