A Monteiasi si è svolto il Consiglio comunale monotematico dedicato alla vicenda della Leonardo S.p.A. – Divisione Aerostrutture, con particolare attenzione alle prospettive dello stabilimento di Grottaglie e degli altri siti produttivi del Mezzogiorno.
In questa occasione, la Regione Puglia ha ribadito la propria vicinanza ai sindacati e ai lavoratori, esprimendo forte preoccupazione in merito alla possibile partecipazione del fondo governativo saudita PIF nell’azionariato sociale dell’azienda.
Una prospettiva ritenuta non condivisibile, al centro del dibattito istituzionale che ha coinvolto, oltre agli amministratori locali, anche alcuni parlamentari del territorio in videoconferenza, consiglieri regionali e sindaci dell’area interessata.
Nel corso del confronto, sono state richiamate le stesse perplessità espresse dai rappresentanti sindacali di FIOM, FIM e UILM, rispetto a una scelta di politica industriale considerata inopportuna. Secondo quanto emerso, una collaborazione con il fondo saudita non contribuirebbe all’accrescimento del know-how, né a un reale sviluppo produttivo e tecnologico dell’azienda.
L’eventuale ingresso del fondo sovrano apporterebbe, infatti, esclusivamente un beneficio economico, ritenuto marginale per una società a controllo pubblico come Leonardo, che presenta bilanci in attivo.
Le maggiori preoccupazioni riguardano però il rischio di delocalizzazione e il conseguente impoverimento del tessuto produttivo del Mezzogiorno. Oltre allo stabilimento di Grottaglie, sarebbero coinvolti anche i siti di Foggia, Nola e Pomigliano, i quattro stabilimenti della Divisione Aerostrutture impegnati nella produzione di componenti aeronautici destinati a Boeing.
Secondo i rappresentanti istituzionali intervenuti, si tratta di una questione che investe pienamente il tema della politica industriale nazionale e della cosiddetta “questione meridionale”, rispetto alla quale il Governo è chiamato ad assumere una posizione chiara.
Da qui l’appello ai parlamentari presenti affinché si arrivi rapidamente a una linea unitaria da rappresentare al Governo nazionale, evidenziando con forza il rischio concreto di delocalizzazione e la necessità di considerare questa vicenda una priorità nell’agenda politica del Paese.
La presenza di numerose figure istituzionali accanto ai sindacati è stata interpretata come un segnale di massima attenzione verso una vicenda che continua a destare forte preoccupazione tra i lavoratori e nei territori coinvolti.
La mobilitazione istituzionale e sindacale, è stato ribadito, proseguirà con l’obiettivo di tutelare occupazione, competenze e prospettive industriali di un comparto strategico per il Sud Italia.













