Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu
Dopo Ferretti, Taranto perde anche Renexia: il territorio a rischio investimenti

Energia, Italia ancora dipendente dall’estero: Taranto può diventare il motore europeo della transizione

Il Mezzogiorno concentra un potenziale energetico strategico per il Paese. Confartigianato: “Taranto sia l’officina industriale della nuova economia sostenibile”

L’Italia continua a registrare una delle più elevate dipendenze energetiche tra le principali economie europee. Nel 2023 la dipendenza dall’estero ha raggiunto il 74,6%, a fronte di una media europea attorno al 58%. Nel 2024, su una domanda elettrica di circa 312 TWh, oltre 50 TWh sono stati coperti da importazioni nette, pari a più del 16% del fabbisogno nazionale. Il sistema energetico resta inoltre fortemente esposto al gas naturale, che rappresenta circa il 38-40% del mix complessivo.

In sostanza, l’Italia importa oltre due terzi dell’energia che consuma, pur essendo tra i Paesi europei con il più alto potenziale per produrla autonomamente. Non si tratta di un limite geografico, ma di una scelta industriale e strategica rimasta incompiuta.

Il Paese dispone infatti di condizioni naturali tra le migliori in Europa per la produzione di energia rinnovabile. In particolare, il Mezzogiorno rappresenta una delle aree a più alto potenziale energetico del continente: livelli di irraggiamento solare tra i più elevati d’Europa, produttività degli impianti fotovoltaici superiore fino al 30-40% rispetto ai Paesi del Nord Europa, rilevante potenziale eolico onshore e offshore, oltre a più di 8.000 chilometri di coste.

Sole, vento e mare rendono il Sud Italia naturalmente vocato a diventare una piattaforma energetica su scala europea. Una prospettiva richiamata più volte anche a livello istituzionale, nell’ambito della strategia che individua nel Mezzogiorno un possibile hub energetico per l’Europa e il Mediterraneo.

La sfida, oggi, è trasformare questa visione in una strategia industriale concreta, capace di generare produzione, filiere e occupazione qualificata.

Nonostante tale dotazione, l’Italia continua a importare energia in misura rilevante, inclusa energia elettrica prodotta da centrali nucleari situate in Francia, Svizzera e Slovenia, a meno di 200 chilometri dal confine nazionale. Il Paese non produce energia nucleare, ma ne utilizza una quota significativa proveniente dall’estero, senza incidere sui costi e sulle condizioni di approvvigionamento.

Il confronto con gli altri Stati europei conferma che a determinare i risultati non sono soltanto le risorse, ma soprattutto le scelte politiche e industriali. La Francia ha costruito la propria autonomia su una base nucleare stabile; la Germania, pur uscendo dal nucleare, ha sviluppato un sistema rinnovabile che supera il 50% della produzione elettrica; la Spagna ha combinato rinnovabili e nucleare riducendo sensibilmente la dipendenza dall’estero.

L’Italia resta invece in una posizione fragile: circa il 40% della produzione da fonti rinnovabili, forte dipendenza dal gas e ricorso strutturale alle importazioni. Una vulnerabilità resa ancora più evidente dalle tensioni geopolitiche degli ultimi anni.

Questa fragilità non deriva da una carenza di risorse, ma da vincoli strutturali che rallentano la capacità di trasformarle in produzione: tempi autorizzativi che possono superare i 5-7 anni, una rete elettrica non ancora adeguata a trasferire energia dalle aree a maggiore potenziale verso i principali poli industriali, diffusione limitata dei sistemi di accumulo e una persistente frammentazione normativa.

Il risultato è un costo dell’energia per le imprese italiane fino al 20-30% superiore rispetto ai principali competitor europei.

È in questo scenario che emerge la necessità di una svolta. Trasformare il Mezzogiorno da area di potenziale inespresso a piattaforma produttiva energetica e industriale non è più un’opzione, ma una priorità nazionale.

All’interno di questa strategia, Taranto si configura come il punto di convergenza naturale tra risorse, infrastrutture e sistema produttivo. Il suo porto rappresenta una delle principali piattaforme logistiche del Mediterraneo, il territorio dispone di una base industriale consolidata e l’Aeroporto di Grottaglie può assumere un ruolo strategico nella logistica cargo ad alto valore aggiunto.

Il rafforzamento delle connessioni ferroviarie completerebbe un sistema infrastrutturale di rilievo europeo.

Taranto può così diventare l’officina europea della transizione energetica: il luogo in cui il potenziale del Mezzogiorno si traduce in capacità industriale concreta.

“Non è una visione astratta, ma una scelta industriale che l’Italia può e deve compiere. Taranto può essere il cuore produttivo di questa trasformazione: un’officina europea capace di costruire tecnologie, sviluppare filiere, rafforzare la competitività delle imprese e dare al Paese un nuovo ruolo nel Mediterraneo. Le risorse ci sono, le competenze anche. La differenza la fanno le decisioni e la capacità di metterle a sistema”, afferma Fabio Paolillo.

Le risorse finanziarie disponibili a livello europeo e nazionale rendono questa prospettiva concretamente realizzabile. La condizione essenziale è una governance chiara, capace di orientare gli investimenti, ridurre i tempi decisionali e valorizzare il capitale produttivo del territorio.

Per troppo tempo lo sviluppo di alcuni territori è stato rallentato dalla preoccupazione di alterare equilibri consolidati. Oggi non è più possibile lasciare inutilizzate energia, competenze e capacità produttiva.

Consentire a Taranto di esprimere pienamente il proprio ruolo industriale ed energetico, orientato a una produzione pulita, innovativa e sostenibile, non rappresenta una scelta locale, ma una decisione strategica per il rafforzamento dell’intero sistema Paese.

Ridurre la dipendenza dall’estero, abbattere i costi energetici per le imprese, creare occupazione qualificata e costruire una leadership industriale non sono obiettivi separati, ma elementi di un’unica visione. Una visione che può partire dal Mezzogiorno e trovare in Taranto il suo punto di realizzazione. Non come eccezione, ma come modello.

Tags: ene
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Zelatore scuote Taranto: “Così si mortifica lo sport del territorio”

Articolo Successivo

Inter, festa scudetto: Parma battuto 2-0, il tricolore torna in nerazzurro

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

31/07/2025
Taranto, Danucci dopo il pari di Brindisi: “Playoff meritati, ora blindiamo il terzo posto”

Taranto Calcio, le pagelle al termine della regoular season

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Taranto, Danucci dopo il pari di Brindisi: “Playoff meritati, ora blindiamo il terzo posto”

Taranto Calcio, le pagelle al termine della regoular season

05/05/2026
Oberdino Cup, Grottaglie si prepara alla 3ª edizione: una festa per il calcio giovanile

Oberdino Cup, Grottaglie si prepara alla 3ª edizione: una festa per il calcio giovanile

05/05/2026
Bernalda Futsal, esordio in Coppa Divisione: cuore e orgoglio non bastano contro la New Taranto

Bernalda Futsal verso i play-out contro il Cardano

04/05/2026
Marco Perotti brilla al Torneo di Subbuteo Classico: semifinale e prestazioni da applausi

Subbuteo tradizionale: Marco Perotti del Taranto alla Coppa Italia in Toscana

04/05/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più